Se stai pensando di rassegnare le dimissioni volontarie, è naturale avere dubbi su cosa ti spetta al termine del rapporto di lavoro. La confusione riguardo al Trattamento di Fine Rapporto e alla tredicesima mensilità è molto comune. In questa guida chiara e semplice, troverai le risposte necessarie per affrontare questa fase con maggiore consapevolezza.
Per affrontare la situazione con sicurezza e avere certezze sui tuoi diritti, potresti compilare il modulo presente in cima a questa pagina. Ti permetterà di parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di dimissioni volontarie e calcolo delle spettanze di fine rapporto.
Cosa succede al TFR in caso di dimissioni?
Il Trattamento di Fine Rapporto, conosciuto come TFR o liquidazione, è una somma di denaro che matura durante l'intero percorso lavorativo del dipendente.
Rappresenta una retribuzione differita che spetta al lavoratore in ogni caso di cessazione del rapporto di lavoro, incluse le dimissioni volontarie.
Il diritto a ricevere il TFR accumulato non dipende quindi dalla causa che ha portato alla fine del contratto.
Se mi licenzio, perdo il TFR?
La risposta è no. Come anticipato, il TFR è un diritto inderogabile del lavoratore.
Che si tratti di licenziamento, di scadenza del contratto o di dimissioni volontarie, il datore di lavoro è sempre tenuto a corrispondere l'intera somma maturata fino a quel momento.
Le dimissioni non comportano in alcun modo la perdita del TFR.
Quando viene pagato il TFR dopo le dimissioni volontarie?
La legge non stabilisce una scadenza unica e valida per tutti i casi. Le tempistiche di pagamento del TFR sono generalmente definite dai Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro - CCNL - di riferimento.
Solitamente, la liquidazione avviene con l'erogazione dell'ultima busta paga o entro 30-45 giorni dalla data di cessazione del rapporto.
È sempre consigliabile verificare cosa prevede il proprio CCNL per conoscere i termini esatti.
Ti spetta la tredicesima se dai le dimissioni?
Sì, la tredicesima mensilità spetta anche in caso di dimissioni volontarie.
Questa non viene però corrisposta per intero, ma in proporzione ai mesi lavorati durante l'anno. Il calcolo viene fatto sui cosiddetti "ratei mensili". Per ogni mese di lavoro, si matura un rateo di tredicesima.
Se hai lavorato per una frazione di mese pari o superiore a 15 giorni, il mese viene considerato intero ai fini del calcolo.
Se mi dimetto a novembre, perdo la tredicesima?
Assolutamente no, non la perdi. Anzi, riceverai una quota consistente.
Se le tue dimissioni diventano effettive alla fine di novembre, avrai diritto a ricevere gli 11/12 della tredicesima mensilità, corrispondenti ai ratei maturati da gennaio a novembre.
L'importo ti verrà liquidato nell'ultima busta paga.
Cosa mi spetta dopo le dimissioni volontarie?
Oltre a TFR e tredicesima, l'ultima busta paga dovrà includere tutte le competenze di fine rapporto maturate e non ancora liquidate. Queste solitamente comprendono:
- La retribuzione per i giorni lavorati nell'ultimo mese.
- I ratei della quattordicesima mensilità, se prevista dal CCNL.
- L'indennità per le ferie maturate e non godute.
- L'indennità per i permessi - ROL - maturati e non goduti.
- L'eventuale indennità di mancato preavviso, nel caso in cui sia il datore di lavoro a decidere di non farti lavorare durante il periodo di preavviso.
Cosa perdo con le dimissioni volontarie?
La conseguenza principale delle dimissioni volontarie è la perdita del diritto all'indennità di disoccupazione, la NASpI.
Questo sussidio erogato dall'INPS spetta infatti solo in caso di perdita involontaria del lavoro, come avviene per il licenziamento.
Esiste un'importante eccezione: le dimissioni per giusta causa. Se il recesso è motivato da un grave inadempimento del datore di lavoro - come il mancato pagamento dello stipendio - il diritto alla NASpI viene mantenuto.
Qual è il periodo migliore per dare le dimissioni?
Non esiste una risposta universale, perché dipende da obiettivi personali e professionali.
Dal punto di vista puramente economico, può essere conveniente attendere l'erogazione di eventuali premi di produzione o bonus annuali prima di rassegnare le dimissioni.
Inoltre, è sempre saggio presentare le dimissioni verso la fine del mese per assicurarsi la maturazione completa del rateo di tredicesima e quattordicesima. La cosa più importante, in ogni caso, è rispettare sempre i termini di preavviso indicati dal proprio CCNL per evitare trattenute in busta paga.
Hai ancora dubbi su tfr e tredicesima in caso di dimissioni?
Se desideri valutare la tua situazione specifica o semplicemente chiarire ogni aspetto prima di procedere, puoi compilare il modulo che trovi qui sotto. Questo ti consentirà di parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di fine rapporto di lavoro e calcolo delle spettanze.



