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    Dopo 6 mesi di malattia: rischi e tutele nel 2025

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    Affrontare un lungo periodo di malattia può generare ansia e incertezze sul proprio futuro lavorativo. Se ti stai chiedendo cosa potrebbe accadere al tuo rapporto di lavoro dopo un'assenza prolungata, in questo articolo vedremo insieme cosa succede al superamento dei sei mesi di assenza, quali sono i rischi concreti e le tutele previste dalla legge nel 2025.

    Per affrontare la situazione con la giusta preparazione e senza commettere errori, puoi compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza nelle questioni legate al superamento del periodo di malattia e alla conservazione del posto di lavoro.

    Cosa succede allo stipendio dopo 180 giorni di malattia?

    La prima e più immediata conseguenza riguarda l'aspetto economico.

    Dopo 180 giorni di assenza per malattia, sia consecutivi che accumulati nell'anno solare, cessa l'erogazione dell'indennità economica da parte dell'INPS.

    Di conseguenza, a partire dal 181° giorno, non riceverai più né l'indennità statale né l'eventuale integrazione che l'azienda era tenuta a versarti per obbligo contrattuale.

    Si può essere licenziati dopo 6 mesi di malattia?

    Sì, il rischio di un licenziamento esiste, ma non è una conseguenza automatica.

    La possibilità per il datore di lavoro di risolvere il rapporto è legata al superamento di un limite massimo di giorni di assenza consentiti, noto come "periodo di comporto".

    Se i 180 giorni di malattia superano questo limite, il datore di lavoro può avviare la procedura di licenziamento per giustificato motivo oggettivo.

    Cos'è e come funziona il periodo di comporto?

    Il periodo di comporto è il numero massimo di giorni di malattia che un dipendente può accumulare in un determinato arco temporale senza rischiare il licenziamento. La sua durata non è fissa, ma viene stabilita dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro - CCNL - applicato al tuo settore.

    È fondamentale capire che il limite di 180 giorni dell'INPS e il periodo di comporto sono due concetti distinti.

    • Se il tuo CCNL prevede un comporto di 180 giorni: superato questo limite, il datore di lavoro può legittimamente licenziarti.
    • Se il tuo CCNL prevede un comporto più lungo - ad esempio 12 o 18 mesi -: potrai continuare a essere assente per malattia senza rischiare il posto, ma, come visto, non riceverai più lo stipendio dopo il 180° giorno.

    Quali sono le alternative al licenziamento per tutelarsi?

    Prima che il periodo di comporto scada, hai la possibilità di richiedere un periodo di aspettativa non retribuita per motivi di salute.

    Questa opzione rappresenta la principale tutela per conservare il posto di lavoro.

    L'aspettativa sospende il rapporto di lavoro - e la retribuzione - ma ti permette di non essere licenziato. La sua concessione dipende da due fattori: deve essere prevista dal tuo CCNL oppure può essere accordata a discrezione dell'azienda.

    In caso di licenziamento si ha diritto alla NASpI?

    Sì, in caso di licenziamento per superamento del periodo di comporto hai diritto a richiedere la NASpI, ovvero la Nuova Assicurazione Sociale per l'Impiego.

    Questo tipo di licenziamento è infatti considerato una perdita involontaria del lavoro e, se si possiedono i requisiti contributivi necessari, dà pieno accesso all'indennità di disoccupazione.

    Come verificare le regole previste dal proprio contratto?

    Per conoscere con esattezza le regole applicate al tuo caso specifico, l'unica fonte certa è il tuo CCNL di riferimento.

    Le tempistiche del comporto, la possibilità di richiedere l'aspettativa e la gestione delle assenze variano in modo significativo in base al settore e al tipo di contratto, ad esempio commercio, metalmeccanico o pubblico impiego.

    Per una verifica approfondita è sempre consigliabile rivolgersi a un patronato o a un consulente del lavoro che possa esaminare la tua posizione contrattuale e contributiva.

    Hai ancora dubbi su cosa succede dopo 6 mesi di malattia?

    Se desideri valutare la tua situazione specifica e comprendere a fondo le opzioni a tua disposizione, puoi compilare il modulo che trovi qui sotto per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di diritto del lavoro e tutele del lavoratore in caso di malattia.

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