Affrontare un licenziamento che si ritiene ingiusto può essere un momento di grande incertezza, soprattutto quando si tratta di capire a quale risarcimento si potrebbe avere diritto. La normativa sul lavoro è complessa e le tutele per il lavoratore variano in base a molti fattori. In questo articolo vedremo insieme come orientarsi nel calcolo dell'indennità e quante mensilità potrebbero spettare.
Per affrontare la situazione con maggiore sicurezza e avere subito un quadro chiaro, puoi compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di calcolo delle indennità per licenziamento illegittimo.
Come si calcola il risarcimento per licenziamento illegittimo?
Il calcolo del risarcimento per un licenziamento illegittimo non segue una formula unica, ma dipende da diversi elementi chiave. I principali fattori che un giudice considera per determinare l'importo sono:
- L'anzianità di servizio del lavoratore.
- Il numero di dipendenti dell'azienda.
- Il regime di tutele applicabile, che cambia a seconda della data di assunzione - prima o dopo il 7 marzo 2015, data di entrata in vigore del Jobs Act.
- La gravità della violazione commessa dal datore di lavoro.
A titolo di esempio puramente indicativo, consideriamo un lavoratore assunto con contratto a tutele crescenti - quindi dopo il 7 marzo 2015 - con 4 anni di anzianità di servizio presso un'azienda con più di 15 dipendenti. In caso di licenziamento illegittimo per giustificato motivo oggettivo, l'indennità risarcitoria sarebbe pari a due mensilità dell'ultima retribuzione di riferimento per ogni anno di servizio.
Il calcolo sarebbe quindi: 4 anni di servizio x 2 mensilità = 8 mensilità di indennità.
È importante ricordare che la legge prevede comunque un importo minimo e massimo per questa indennità.
Quante mensilità spettano per licenziamento illegittimo?
Il numero di mensilità varia in modo significativo in base al regime normativo applicabile al rapporto di lavoro.
Per i lavoratori assunti con contratto a tutele crescenti, la situazione è la seguente:
- Licenziamento ingiustificato: l'indennità va da un minimo di 3 a un massimo di 24 mensilità. L'importo, come visto nell'esempio, è generalmente calcolato sulla base di due mensilità per ogni anno di servizio.
- Vizi formali o procedurali: se il licenziamento è illegittimo per vizi di forma, come una motivazione mancante, l'indennità va da un minimo di 2 a un massimo di 12 mensilità.
- Licenziamento nullo: nei casi più gravi, come il licenziamento discriminatorio o ritorsivo, il lavoratore ha diritto alla reintegrazione nel posto di lavoro e a un'indennità non inferiore a 5 mensilità.
Per i lavoratori assunti prima del 7 marzo 2015, si applica ancora la disciplina precedente, nota come articolo 18, che può prevedere la reintegrazione nel posto di lavoro o indennità risarcitorie diverse, spesso più elevate.
Cosa spetta in caso di licenziamento illegittimo?
Oltre all'indennità risarcitoria, che rappresenta la tutela principale, un lavoratore il cui licenziamento viene dichiarato illegittimo dal giudice potrebbe avere diritto a:
- Reintegrazione nel posto di lavoro: solo nei casi di licenziamento nullo o, in alcune circostanze, per i lavoratori assunti prima del Jobs Act.
- Versamento dei contributi previdenziali e assistenziali: per il periodo che intercorre tra il licenziamento e la sentenza.
- Indennità di mancato preavviso: se il datore di lavoro non ha rispettato il periodo di preavviso previsto dal contratto collettivo.
- Liquidazione delle competenze di fine rapporto: come il TFR, le ferie e i permessi non goduti, che spettano in ogni caso di cessazione del rapporto.
Qual è l'indennità per licenziamento per giustificato motivo oggettivo illegittimo?
Il licenziamento per giustificato motivo oggettivo - GMO - si verifica per ragioni economiche, produttive o organizzative dell'azienda. Se il giudice accerta che queste ragioni non esistevano o erano un pretesto, il licenziamento è illegittimo.
In questo caso, per i lavoratori a tutele crescenti, si applica l'indennità risarcitoria onnicomprensiva che va da 3 a 24 mensilità, calcolata in base all'anzianità di servizio. La reintegrazione è esclusa, a meno che il fatto posto alla base del licenziamento non sia "manifestamente insussistente".
Qual è il risarcimento per un licenziamento illegittimo con più di 15 dipendenti?
La dimensione dell'azienda è un fattore determinante. Le tutele piene, sia quelle previste dall'articolo 18 sia quelle del Jobs Act, si applicano principalmente alle aziende con più di 15 dipendenti nello stesso comune o con più di 60 dipendenti a livello nazionale.
Nelle aziende più piccole, le tutele sono ridotte. Ad esempio, per i lavoratori a tutele crescenti in aziende fino a 15 dipendenti, l'indennità per licenziamento illegittimo è dimezzata e non può superare il limite massimo di 6 mensilità.
Qual è il risarcimento per un licenziamento collettivo illegittimo?
Un licenziamento collettivo è illegittimo quando viola le procedure di informazione e consultazione sindacale previste dalla legge.
Anche in questo caso, le conseguenze variano. Se la violazione riguarda i criteri di scelta dei lavoratori da licenziare, si applica il regime risarcitorio previsto per il licenziamento individuale ingiustificato. Se invece la violazione riguarda la procedura stessa, come la mancata comunicazione ai sindacati, le sanzioni sono di natura economica e commisurate alla gravità della violazione.
Il datore di lavoro può chiedere il risarcimento danni?
Sì, il datore di lavoro può chiedere un risarcimento danni al lavoratore, ma questa azione non è una conseguenza diretta dell'impugnazione del licenziamento.
Una richiesta di risarcimento da parte dell'azienda può avvenire solo se il lavoratore, durante il rapporto di lavoro, ha causato un danno dimostrabile all'azienda stessa, ad esempio per violazione del patto di non concorrenza, per furto di dati o per altri comportamenti illeciti. Si tratta di un'azione legale separata e indipendente dalla causa per licenziamento illegittimo.
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