Giusto.

    Fac simile licenziamento per riorganizzazione: guida e costi

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    Affrontare una riorganizzazione aziendale può essere un processo complesso, che talvolta include la necessità di interrompere alcuni rapporti di lavoro. Se ti trovi in questa situazione, è fondamentale agire nel pieno rispetto delle normative per tutelare sia l'azienda che il lavoratore. In questa guida vedremo come redigere una corretta lettera di licenziamento per questo motivo, quali sono i costi associati e quali elementi non possono mancare.

    Per affrontare questa fase con la dovuta attenzione ed evitare errori, puoi compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in licenziamenti dovuti a processi di riorganizzazione aziendale.

    Cosa si intende per riorganizzazione aziendale?

    Per riorganizzazione aziendale si intende un processo di modifica della struttura organizzativa, produttiva o commerciale di un'impresa. Non si tratta di una decisione arbitraria, ma di una scelta basata su esigenze concrete e verificabili.

    Questa riorganizzazione può portare al licenziamento di uno o più lavoratori per "giustificato motivo oggettivo", ovvero per ragioni che non dipendono dal comportamento del dipendente, ma da precise necessità dell'azienda.

    Le ragioni alla base di una riorganizzazione possono essere diverse, tra cui:

    • Crisi economica o calo del fatturato che impone una riduzione dei costi.
    • Introduzione di nuove tecnologie che rendono superflue alcune mansioni.
    • Cessazione di un ramo d'azienda o di una linea di produzione.
    • Accorpamento di uffici o reparti per ottimizzare le risorse.

    È fondamentale che le ragioni siano reali e dimostrabili, poiché in caso di contestazione spetta all'azienda provare la loro effettiva sussistenza.

    Come fare una lettera di licenziamento esempio?

    La lettera di licenziamento è un atto formale che deve contenere informazioni chiare e precise per essere valida. La comunicazione deve essere sempre in forma scritta.

    Ecco gli elementi che non possono mai mancare:

    • I dati completi dell'azienda e del lavoratore.
    • La data e il luogo di invio della comunicazione.
    • L'oggetto, che deve specificare chiaramente che si tratta di una comunicazione di licenziamento per giustificato motivo oggettivo.
    • La motivazione dettagliata, spiegando le ragioni concrete della riorganizzazione che hanno portato alla soppressione del posto di lavoro.
    • La conferma dell'impossibilità di ricollocare il lavoratore in altre mansioni equivalenti o inferiori all'interno dell'azienda - il cosiddetto obbligo di repechage.
    • La data di decorrenza del licenziamento, nel rispetto del periodo di preavviso previsto dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro - CCNL - di riferimento.

    Di seguito un fac simile che può essere usato come base.


    [Carta intestata dell'Azienda]

    [Nome e Cognome del Lavoratore] [Indirizzo del Lavoratore]

    Raccomandata A/R

    Oggetto: Comunicazione di licenziamento per giustificato motivo oggettivo

    Gentile Sig./Sig.ra [Cognome del Lavoratore],

    con la presente siamo spiacenti di doverle comunicare la risoluzione del rapporto di lavoro intercorrente con la nostra società, con effetto a partire dal [data di decorrenza del licenziamento], una volta terminato il periodo di preavviso di [numero] giorni come previsto dal CCNL applicato.

    Tale sofferta decisione è motivata da un processo di riorganizzazione aziendale che ha comportato [descrivere in modo preciso e dettagliato la ragione, ad esempio: la soppressione del reparto X, l'esternalizzazione del servizio Y, l'automatizzazione delle procedure Z].

    Questa riorganizzazione ha purtroppo determinato la soppressione della sua posizione lavorativa. Le confermiamo inoltre di aver verificato, con esito negativo, la possibilità di un suo ricollocamento in altre mansioni equivalenti o anche inferiori all'interno della nostra struttura organizzativa.

    La invitiamo a prendere contatto con l'ufficio del personale per il ritiro delle sue spettanze di fine rapporto e della documentazione necessaria.

    Ringraziandola per la collaborazione prestata, le porgiamo cordiali saluti.

    Luogo e data [Firma del Legale Rappresentante]


    Qual è l'indennità per licenziamento per riorganizzazione aziendale?

    Quando un licenziamento per giustificato motivo oggettivo viene ritenuto illegittimo da un giudice, il lavoratore ha diritto a un'indennità risarcitoria. L'importo varia in base alla data di assunzione.

    Per i lavoratori assunti prima del 7 marzo 2015 - regime articolo 18 - l'indennità è compresa tra un minimo di 12 e un massimo di 24 mensilità dell'ultima retribuzione globale di fatto.

    Per i lavoratori assunti dopo il 7 marzo 2015 - regime a tutele crescenti o Jobs Act - l'indennità è pari a 2 mensilità dell'ultima retribuzione di riferimento per il calcolo del TFR per ogni anno di servizio, con un minimo di 6 e un massimo di 36 mensilità.

    In alcuni casi, le parti possono accordarsi tramite una conciliazione, che prevede il versamento di una somma a titolo di indennità e la rinuncia del lavoratore a impugnare il licenziamento.

    Il lavoratore licenziato ha inoltre diritto alla NASpI, l'indennità di disoccupazione erogata dall'INPS, se ne possiede i requisiti.

    È possibile licenziare un lavoratore per inadeguatezza alla mansione?

    Sì, è possibile, ma si tratta di un caso diverso dalla riorganizzazione aziendale. Anche il licenziamento per inadeguatezza alla mansione rientra nel giustificato motivo oggettivo, ma la causa non è un cambiamento organizzativo.

    La ragione risiede nell'incapacità del lavoratore di svolgere i compiti assegnati, che può manifestarsi dopo un cambiamento di mansioni o per l'introduzione di nuove tecnologie.

    Anche in questo caso, prima di procedere al licenziamento, l'azienda ha l'obbligo di verificare se esistono altre posizioni in cui ricollocare il dipendente - obbligo di repechage.

    La motivazione deve essere sempre concreta e dimostrabile, basata su fatti oggettivi che attestino la non idoneità del lavoratore a svolgere il proprio lavoro.

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