Se stai valutando di interrompere il tuo rapporto di lavoro e stai pensando di farti licenziare assentandoti, è fondamentale che tu conosca le recenti novità normative. Quella che un tempo era una pratica diffusa per accedere alla disoccupazione è diventata oggi una strada rischiosa e spesso controproducente. In questo articolo faremo chiarezza su cosa comporta realmente l'assenza ingiustificata, quali sono le conseguenze sulla NASpI e i rischi economici a cui potresti andare incontro.
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Chi viene licenziato per assenza ingiustificata ha diritto alla disoccupazione?
No, oggi questa possibilità è quasi del tutto esclusa.
Un tempo, l'assenza ingiustificata e prolungata portava a un licenziamento per giusta causa, che dava diritto all'indennità di disoccupazione NASpI. A seguito di recenti modifiche legislative, in particolare con la Legge 203/2024, la situazione è cambiata radicalmente.
L'assenza ingiustificata che si protrae oltre i termini previsti dal contratto collettivo viene ora interpretata come una manifestazione della volontà del lavoratore di porre fine al rapporto. Si parla in questi casi di "dimissioni per fatti concludenti" o di "risoluzione di fatto" del rapporto di lavoro.
Di conseguenza, l'INPS non riconosce più lo stato di disoccupazione involontaria e, pertanto, nega l'accesso alla NASpI.
Quanti giorni di assenza servono per essere licenziati?
Non esiste un numero di giorni fisso stabilito per legge valido per tutti i lavoratori. La soglia che fa scattare la procedura di licenziamento disciplinare per assenza ingiustificata è definita dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro - CCNL - applicato in azienda.
Generalmente, questo periodo varia dai 3 ai 5 giorni consecutivi di assenza senza alcuna giustificazione.
Superato questo limite, il datore di lavoro può avviare l'iter formale inviando una lettera di contestazione disciplinare, alla quale il lavoratore ha 5 giorni di tempo per presentare le proprie giustificazioni. Solo dopo questo passaggio, l'azienda può procedere con il licenziamento o, come visto, comunicare la risoluzione del rapporto per volontà del lavoratore.
Quali sono i rischi se ci si assenta per farsi licenziare?
Oltre alla perdita del diritto alla NASpI, farsi licenziare per assenza ingiustificata espone il lavoratore a concreti rischi economici. Le conseguenze negative possono includere:
- Pagamento dell'indennità di mancato preavviso: Poiché l'assenza viene equiparata alle dimissioni, il datore di lavoro può trattenere dalla busta paga finale un importo pari alla retribuzione che sarebbe spettata durante il periodo di preavviso non lavorato.
- Risarcimento del danno: In alcuni casi, l'azienda potrebbe richiedere al lavoratore il rimborso del cosiddetto "ticket NASpI", un costo che il datore di lavoro deve versare all'INPS per ogni licenziamento.
- Richiesta di ulteriori danni: Se l'assenza improvvisa e ingiustificata ha causato un danno specifico e dimostrabile all'organizzazione aziendale, il datore di lavoro potrebbe agire legalmente per chiederne il risarcimento.
Chi viene licenziato per assenza ingiustificata ha diritto al TFR?
Sì, il diritto al Trattamento di Fine Rapporto - TFR - matura sempre, indipendentemente dalla causa che ha portato alla fine del contratto di lavoro.
Il TFR è considerato una parte di retribuzione differita, una sorta di salario accantonato durante gli anni di servizio. Pertanto, deve essere liquidato al lavoratore anche in caso di licenziamento per assenza o di risoluzione del rapporto per sua volontà.
È meglio licenziarsi o farsi licenziare per assenza?
Alla luce delle nuove normative, la strategia di "farsi licenziare per assenza" non è più vantaggiosa. I rischi economici e la quasi certa perdita della NASpI la rendono una scelta sconsigliabile.
Le dimissioni volontarie, pur non dando accesso alla disoccupazione, offrono almeno il vantaggio della chiarezza e permettono di evitare le sanzioni economiche legate al mancato preavviso o alle richieste di risarcimento danni.
La soluzione migliore, quando possibile, rimane quella di cercare un accordo con il datore di lavoro per una risoluzione consensuale, un percorso che può a volte consentire l'accesso alla NASpI e chiudere il rapporto in modo sereno per entrambe le parti.
Hai ancora dubbi sul farsi licenziare per assenza?
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