Giusto.

    Farsi licenziare per depressione: come avere la NASpI

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    Vivere una condizione di depressione e al tempo stesso affrontare un lavoro che ne è la causa, o che la peggiora, è una situazione estremamente delicata. Se stai pensando di interrompere il rapporto di lavoro a causa di questa patologia, è fondamentale conoscere le tutele previste dalla legge. In questo articolo vedremo insieme come è possibile lasciare il lavoro e ottenere comunque l'indennità di disoccupazione NASpI.

    Per affrontare la situazione con la massima sicurezza e senza commettere errori, puoi compilare subito il modulo che trovi in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di dimissioni per giusta causa legate a patologie.

    Se mi licenzio per depressione ho diritto alla disoccupazione NASpI?

    La risposta è sì, ma solo a determinate condizioni. In Italia, le dimissioni volontarie non danno diritto alla NASpI, l'indennità di disoccupazione.

    Tuttavia, esiste un'importante eccezione: le dimissioni per giusta causa.

    Se la tua depressione è una conseguenza diretta di condizioni lavorative dannose, puoi dimetterti e avere comunque accesso alla disoccupazione, perché le tue dimissioni non sono considerate una libera scelta, ma una necessità per tutelare la tua salute.

    Come funzionano le dimissioni per giusta causa per depressione?

    Perché le tue dimissioni siano considerate "per giusta causa", devi poter dimostrare che esiste un collegamento diretto tra la tua patologia e l'ambiente di lavoro.

    Questo significa che la depressione deve essere causata o aggravata in modo significativo da situazioni che si verificano sul posto di lavoro. Alcuni esempi includono:

    • Mobbing o bossing, ovvero comportamenti persecutori e vessatori da parte di colleghi o superiori.
    • Straining, cioè una condizione di stress forzato che ti emargina dall'ambiente lavorativo.
    • Richiesta di svolgere mansioni che dequalificano la tua professionalità.
    • Condizioni di lavoro eccessivamente stressanti o logoranti che minano il tuo benessere psicofisico.

    Solo in questi casi, e con le opportune prove, le dimissioni vengono equiparate a un licenziamento involontario, garantendoti l'accesso alla NASpI.

    Come si dimostra che la depressione è causata dal lavoro?

    La prova fondamentale è la documentazione clinica. Non basta sentirsi depressi a causa del lavoro, serve un certificato medico che lo attesti.

    Questo documento, redatto da un medico competente, deve non solo diagnosticare lo stato depressivo, ma anche specificare il nesso causale, ovvero il legame di causa-effetto, tra la patologia e le condizioni lavorative.

    Senza questa documentazione, l'INPS molto probabilmente respingerà la tua richiesta di NASpI.

    Chi può fare il certificato medico per la depressione?

    Il certificato medico per la depressione può essere rilasciato sia dal tuo medico di base sia, preferibilmente, da un medico specialista.

    Un referto redatto da uno psichiatra o da un medico specializzato in medicina del lavoro ha un peso maggiore, poiché fornisce una valutazione più approfondita e autorevole della tua condizione e delle sue cause.

    Quanti mesi si può stare in malattia per depressione?

    Se non vuoi o non puoi dimetterti subito, puoi ricorrere al periodo di malattia. La depressione è una patologia a tutti gli effetti e dà diritto ad assentarsi dal lavoro presentando un certificato medico.

    La durata massima dell'assenza retribuita, chiamata periodo di comporto, non è fissa ma dipende da quanto stabilito dal tuo Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro - CCNL. Durante questo periodo, il tuo posto di lavoro è garantito e non puoi essere licenziato.

    In casi specifici di patologie gravi, le assenze per depressione potrebbero non essere conteggiate nel comporto, dandoti diritto a un'aspettativa retribuita.

    È meglio licenziarsi o farsi licenziare?

    Nel contesto della depressione legata al lavoro, "farsi licenziare" è una strategia rischiosa e spesso controproducente. Potresti incorrere in un licenziamento per motivi disciplinari, che potrebbe compromettere il tuo diritto alla NASpI.

    La strada più sicura e tutelante è quella delle dimissioni per giusta causa. Questa opzione ti permette di interrompere il rapporto di lavoro in modo controllato, facendo valere i tuoi diritti e mettendo la tua salute al primo posto.

    Se mi licenzio per stress cosa succede?

    Le tutele previste per chi soffre di stress da lavoro correlato sono le stesse previste per la depressione.

    Anche in questo caso, se lo stress è talmente grave da non permettere la prosecuzione, neanche temporanea, del rapporto di lavoro, e se è dimostrabile che la causa è l'ambiente lavorativo, puoi rassegnare le dimissioni per giusta causa e richiedere la NASpI.

    Hai ancora dubbi su come lasciare il lavoro per depressione?

    Qualora desiderassi valutare la tua situazione specifica con un esperto, puoi compilare il modulo che trovi qui sotto per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in casi di dimissioni per giusta causa e richiesta di NASpI.

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