Se hai presentato le tue dimissioni volontarie e ti stai chiedendo come gestire eventuali ferie o periodi di malattia, è del tutto normale avere dei dubbi. Si tratta di una fase delicata del rapporto di lavoro, in cui è fondamentale conoscere i propri diritti e doveri. In questo articolo troverai risposte chiare e precise su come queste assenze influenzano il periodo di preavviso.
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Come funziona il preavviso di dimissioni in caso di ferie e malattia?
Il periodo di preavviso ha lo scopo di tutelare il datore di lavoro, dandogli il tempo necessario per trovare un sostituto e riorganizzare l'attività aziendale. Per questo motivo, la legge prevede che sia un periodo di lavoro effettivo.
Tuttavia, non tutte le assenze hanno lo stesso effetto sul decorso del preavviso.
La regola generale distingue tra eventi che sospendono il preavviso, posticipandone la scadenza, e assenze che invece non ne alterano la durata. Ferie e malattia rientrano in due casistiche diverse e vanno trattate in modo distinto.
Durante il periodo di preavviso si può andare in ferie?
La gestione delle ferie durante il preavviso dipende principalmente da un fattore: l'accordo con il datore di lavoro. A differenza della malattia, le ferie non sospendono automaticamente il conteggio dei giorni di preavviso.
Le situazioni più comuni sono le seguenti:
- Ferie già approvate prima delle dimissioni: Se avevi già pianificato e ottenuto l'approvazione per un periodo di ferie prima di comunicare la tua volontà di lasciare l'azienda, il preavviso si sospende. Il conteggio dei giorni ripartirà dal tuo rientro al lavoro.
- Richiesta di ferie durante il preavviso: Puoi chiedere di usufruire dei giorni di ferie maturati e non goduti, ma il datore di lavoro non è obbligato a concedertele. Potrebbe preferire che tu rimanga a disposizione per il passaggio di consegne, liquidando le ferie residue nell'ultima busta paga.
- Accordo per usufruire delle ferie: Se il datore di lavoro acconsente alla tua richiesta di ferie durante il preavviso, di norma questo periodo viene conteggiato nel preavviso stesso, senza sospenderlo. In pratica, le ferie "coprono" una parte dei giorni che avresti dovuto lavorare.
Cosa succede se mi metto in malattia durante i giorni di preavviso?
Il caso della malattia è diverso da quello delle ferie. La malattia, se regolarmente certificata dal medico, sospende sempre il decorso del periodo di preavviso.
Questo significa che il conteggio dei giorni di preavviso si interrompe dal primo giorno di malattia e riprende solo al tuo rientro effettivo in azienda.
Ad esempio, se il tuo preavviso è di 20 giorni e dopo 5 giorni di lavoro ti ammali per una settimana, al tuo rientro dovrai ancora completare i restanti 15 giorni di preavviso.
Questa regola vale fino al superamento del periodo di comporto, ovvero il limite massimo di giorni di malattia consentiti dal tuo Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro - CCNL.
Quali altre assenze si possono fare durante il preavviso?
Oltre a ferie e malattia, esistono altre tipologie di assenze che possono verificarsi durante il periodo di preavviso. Anche in questo caso, gli effetti sulla durata del preavviso variano.
Le principali casistiche sono:
- Infortunio sul lavoro: Proprio come la malattia, l'infortunio sospende il conteggio del preavviso.
- Congedo matrimoniale: Sospende il preavviso, posticipandone la data di scadenza.
- Permessi retribuiti - ROL e ex festività: Generalmente non sospendono il preavviso, in quanto vengono considerati alla stregua di ore di lavoro retribuite.
- Congedo di maternità e paternità: Anche questi periodi di assenza obbligatoria sospendono il decorso del preavviso.
Hai ancora dubbi su ferie e malattia durante il preavviso?
Se desideri chiarire la tua situazione specifica o hai bisogno di un parere professionale per gestire al meglio l'uscita dalla tua attuale azienda, puoi compilare il modulo che trovi qui sotto per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza nella gestione delle dimissioni e delle assenze durante il preavviso.