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    Licenziamento oggettivo e NASpI: quando spetta?

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    Subire un licenziamento per giustificato motivo oggettivo può essere un momento di grande incertezza, sia dal punto di vista professionale che economico. In questo articolo troverai risposte chiare e dirette riguardo ai tuoi diritti, in particolare sul rapporto tra questo tipo di licenziamento e l'accesso all'indennità di disoccupazione NASpI.

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    Chi viene licenziato per giustificato motivo oggettivo ha diritto alla NASpI?

    Sì, la risposta è affermativa.

    Il licenziamento per giustificato motivo oggettivo rientra tra i casi di perdita involontaria del lavoro. Poiché lo stato di disoccupazione non dipende dalla volontà del lavoratore, ma da una decisione del datore di lavoro legata a ragioni economiche, produttive o organizzative, il diritto all'indennità NASpI è garantito.

    Questo a condizione che il lavoratore soddisfi anche gli altri requisiti richiesti dall'INPS, come quello contributivo e lavorativo.

    Cosa spetta in caso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo?

    Oltre alla possibilità di accedere alla NASpI, al lavoratore licenziato per giustificato motivo oggettivo spettano diverse competenze di fine rapporto. Le principali sono:

    • Il Trattamento di Fine Rapporto, il TFR.
    • L'indennità sostitutiva del preavviso, nel caso in cui il datore di lavoro decida di interrompere immediatamente il rapporto senza concedere il periodo di preavviso previsto dal contratto collettivo.
    • Le spettanze di fine rapporto, come le ferie maturate e non godute, i permessi residui e le mensilità aggiuntive maturate - tredicesima e quattordicesima, se prevista.

    Qual è l'indennità in caso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo?

    È importante distinguere tra due tipi di indennità.

    La prima è l'indennità di disoccupazione NASpI, erogata dall'INPS. Il suo importo è calcolato sulla base della retribuzione media mensile degli ultimi quattro anni e corrisponde al 75% di tale retribuzione, con un massimale stabilito per legge che viene aggiornato annualmente.

    La seconda è un'eventuale indennità risarcitoria che spetta al lavoratore solo se il licenziamento viene giudicato illegittimo da un giudice. In questo caso, l'importo del risarcimento varia in base a diversi fattori, come le dimensioni dell'azienda, l'anzianità di servizio del dipendente e la gravità del vizio riscontrato nel provvedimento di licenziamento.

    Quali tipi di licenziamento non danno diritto alla NASpI?

    La regola generale è che la NASpI non spetta quando la perdita del lavoro è volontaria. I casi principali in cui si è esclusi dal diritto all'indennità di disoccupazione sono:

    • Le dimissioni volontarie, a meno che non siano presentate per giusta causa, ad esempio per mancato pagamento dello stipendio.
    • La risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, cioè quando lavoratore e azienda si accordano per interrompere il contratto. Esistono eccezioni, come gli accordi raggiunti in sede protetta.
    • Le dimissioni incentivate, che pur prevedendo un incentivo economico per il lavoratore, restano una sua scelta volontaria.

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