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    180 giorni malattia: calendario o lavorativi e come contarli

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    Se ti trovi in un periodo di assenza dal lavoro per motivi di salute, è naturale avere dubbi sulla sua durata massima e su come vengano conteggiati i giorni, specialmente quando si avvicina il limite dei 180 giorni. In questo articolo troverai una risposta chiara e precisa alla domanda se i 180 giorni di malattia si contino come giorni di calendario o lavorativi e a come funziona il calcolo del cosiddetto periodo di comporto.

    Per affrontare la situazione con la massima certezza e capire come tutelare la tua posizione, puoi compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in questioni relative al periodo di comporto e ai diritti del lavoratore in malattia.

    Cos'è il periodo di comporto e perché è importante?

    Prima di entrare nel dettaglio del calcolo, è fondamentale capire di cosa stiamo parlando. I 180 giorni di malattia non sono un limite casuale, ma si riferiscono al "periodo di comporto".

    Il comporto è il periodo massimo di assenza per malattia durante il quale un lavoratore ha diritto alla conservazione del proprio posto di lavoro, come stabilito dall'articolo 2110 del Codice Civile.

    Superare questo limite, purtroppo, può esporre al rischio di licenziamento per superamento del periodo di comporto. Per questo motivo, calcolarlo correttamente è essenziale per tutelare i propri diritti.

    La durata esatta del comporto può variare in base al Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro - CCNL - applicato, che potrebbe prevedere un periodo anche più lungo di 180 giorni.

    I 180 giorni di malattia si contano come giorni di calendario o lavorativi?

    La risposta è netta: i giorni di malattia si contano sempre come giorni di calendario.

    Questo significa che nel calcolo del periodo di comporto vengono inclusi tutti i giorni coperti dal certificato medico, senza alcuna distinzione tra lavorativi e non lavorativi.

    Di conseguenza, nel conteggio rientrano:

    • I giorni feriali in cui avresti dovuto lavorare.
    • I sabati e le domeniche.
    • I giorni festivi e le festività soppresse.
    • I giorni di sciopero.
    • Qualsiasi altro giorno non lavorativo che cada all'interno del periodo di assenza certificato dal medico.

    Il conteggio, quindi, non si interrompe durante il fine settimana o le festività.

    Come si contano esattamente i 180 giorni di malattia?

    Il calcolo dei 180 giorni di comporto, che coincide con il periodo di massima indennizzabilità da parte dell'INPS, segue delle regole precise. Si sommano tutti i giorni di assenza per malattia avvenuti in un determinato arco temporale.

    Ecco come procedere:

    • Si parte dal primo giorno indicato sul certificato medico di malattia.
    • Si contano tutti i giorni consecutivi fino alla data di fine prognosi, includendo sabati, domeniche e festivi intermedi.
    • Se un lavoratore presenta due certificati di malattia consecutivi, separati solo dal weekend - ad esempio uno che finisce il venerdì e uno che inizia il lunedì - anche il sabato e la domenica vengono conteggiati nel periodo di comporto.
    • L'arco di tempo di riferimento per la somma dei giorni è solitamente l'anno solare, che corrisponde ai 365 giorni precedenti ogni singolo episodio di malattia. Tuttavia, il CCNL di riferimento potrebbe stabilire criteri diversi, come l'anno di calendario - dal 1° gennaio al 31 dicembre.

    È quindi molto importante verificare cosa prevede il proprio contratto collettivo.

    A quanti mesi corrispondono 180 giorni di malattia?

    Spesso si parla di "6 mesi di malattia" come sinonimo di 180 giorni. Sebbene l'associazione sia comprensibile, non è del tutto precisa.

    Generalmente, 180 giorni corrispondono a circa sei mesi, ma poiché la durata dei mesi varia - da 28 a 31 giorni - il riferimento normativo e contrattuale è quasi sempre espresso in giorni.

    Parlare di giorni garantisce infatti un calcolo esatto e univoco, evitando ambiguità che potrebbero sorgere utilizzando i mesi come unità di misura. Per questo motivo, sia l'INPS sia i contratti di lavoro fanno riferimento ai 180 giorni.

    Hai bisogno di chiarimenti sul calcolo dei 180 giorni di malattia?

    Qualora la tua situazione specifica presentasse delle complessità o se il tuo Contratto Collettivo Nazionale prevedesse regole particolari che non ti sono chiare, è importante non fare errori di valutazione.

    Se desideri valutare il tuo caso specifico, puoi compilare il modulo che trovi qui sotto per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza nel calcolo del periodo di comporto e nella tutela dei diritti dei lavoratori.

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