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    Impugnazione contratto a termine: guida ai 180 giorni

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    Se il tuo contratto a termine è giunto alla sua naturale scadenza e hai dei dubbi sulla sua legittimità, è importante sapere che la legge ti offre strumenti precisi per tutelarti, ma con scadenze molto rigide. In questa guida troverai una spiegazione chiara dei passaggi da seguire, con particolare attenzione al fondamentale termine di 180 giorni.

    Per affrontare la situazione con sicurezza ed evitare di commettere errori che potrebbero compromettere i tuoi diritti, puoi compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di impugnazione di contratti a termine.

    Come funziona il doppio termine di 180 giorni per l'impugnazione?

    La normativa che regola l'impugnazione del contratto a tempo determinato, prevista dal D.Lgs. 81/2015, impone una procedura a pena di decadenza che si articola in due fasi distinte, entrambe con un limite di 180 giorni.

    Il mancato rispetto anche solo di una di queste scadenze rende impossibile procedere con l'azione legale.

    Cosa si intende per impugnazione stragiudiziale?

    Il primo passo obbligatorio è l'impugnazione stragiudiziale. Si tratta di una contestazione formale che il lavoratore deve inviare al datore di lavoro entro 180 giorni dalla data di cessazione del contratto.

    Questa comunicazione deve essere fatta per iscritto. Le modalità più comuni e sicure sono una lettera raccomandata con ricevuta di ritorno oppure una PEC, la posta elettronica certificata.

    L'atto può essere inviato direttamente dal lavoratore oppure tramite un rappresentante, come un sindacato o un legale. È fondamentale che in questo documento il lavoratore dichiari la propria disponibilità a riprendere servizio, offrendo così la propria prestazione lavorativa.

    Cosa succede dopo aver inviato la contestazione?

    Una volta inviata l'impugnazione stragiudiziale, scatta un secondo termine di 180 giorni. Entro questo nuovo periodo, il lavoratore deve necessariamente:

    • Depositare il ricorso vero e proprio presso la cancelleria del Tribunale, nella sezione del Giudice del Lavoro.
    • In alternativa, comunicare al datore di lavoro la richiesta di un tentativo di conciliazione o di arbitrato.

    È importante notare che, se si sceglie la via della conciliazione e questa non va a buon fine, i 180 giorni per depositare il ricorso in tribunale iniziano a decorrere dalla data del fallimento del tentativo.

    Quando è possibile impugnare un contratto a termine?

    Generalmente, si procede con l'impugnazione quando si ritiene che il contratto presenti dei vizi che ne mettono in discussione la legittimità. Le cause più frequenti includono:

    • Assenza della forma scritta: La legge richiede che il contratto a termine, o la clausola che fissa la scadenza, sia in forma scritta. In caso contrario, il rapporto di lavoro si considera a tempo indeterminato fin dall'inizio.
    • Violazione dei limiti di durata massima: Salvo diverse previsioni dei contratti collettivi, la durata totale dei rapporti a termine tra lo stesso datore di lavoro e lo stesso lavoratore non può superare i 24 mesi.
    • Superamento del numero di proroghe: Nell'arco dei 24 mesi sono consentite un massimo di quattro proroghe. Dalla quinta proroga in poi, il contratto si trasforma automaticamente a tempo indeterminato.
    • Mancanza delle causali dopo i 12 mesi: Un contratto a termine può essere stipulato senza una causale specifica solo per i primi 12 mesi. Per estenderlo fino a 24 mesi è obbligatorio indicare una delle causali previste dalla legge, come esigenze temporanee e oggettive, sostituzione di altri lavoratori o esigenze connesse a incrementi temporanei dell'attività.

    È necessario rivolgersi a un legale o a un sindacato?

    Sebbene non sia strettamente obbligatorio per la prima fase stragiudiziale, è fortemente consigliato farsi assistere da un avvocato con esperienza in diritto del lavoro o da un patronato sindacale.

    Un professionista può redigere l'atto di impugnazione in modo corretto, evitando vizi di forma che potrebbero renderlo nullo e garantendo che tutti i passaggi successivi siano gestiti nel rispetto delle rigide tempistiche imposte dalla legge.

    Hai altre domande sull'impugnazione del contratto a termine?

    Se desideri valutare la tua situazione specifica o hai bisogno di capire come muoverti per tutelare i tuoi diritti, puoi compilare il modulo che trovi qui sotto per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza nelle procedure di impugnazione dei contratti di lavoro a tempo determinato.

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