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    Impugnazione licenziamento pubblico: quale rito si applica

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    Se hai ricevuto un provvedimento di licenziamento e lavori nel pubblico impiego contrattualizzato, è naturale che tu ti stia chiedendo quale sia la procedura corretta da seguire per contestarlo. In questo articolo chiariamo quale rito si applica oggi per l'impugnazione, quali sono le fasi e le scadenze da rispettare. Per affrontare la situazione con la dovuta certezza, puoi compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza nelle procedure di impugnazione dei licenziamenti nel pubblico impiego.

    Qual è il rito applicabile per impugnare un licenziamento nel pubblico impiego?

    L'impugnazione di un licenziamento nel settore del pubblico impiego contrattualizzato segue il rito del lavoro ordinario, disciplinato dall'articolo 414 e seguenti del codice di procedura civile.

    A seguito della riforma Cartabia, il cosiddetto rito Fornero - una procedura abbreviata specifica per i licenziamenti - è stato definitivamente abrogato e non è più applicabile.

    Come si articola la procedura di impugnazione?

    La procedura si sviluppa in due momenti distinti e obbligatori, uno successivo all'altro. Il mancato rispetto dei termini previsti per ciascuna fase comporta la perdita del diritto di contestare il licenziamento.

    Quali sono i termini e le modalità della fase stragiudiziale?

    La prima fase è quella stragiudiziale. Il lavoratore deve necessariamente impugnare il licenziamento entro un termine preciso, a pena di decadenza.

    I passaggi da seguire sono:

    • Agire entro 60 giorni dalla data in cui si riceve la comunicazione scritta del licenziamento o dei suoi motivi.
    • Inviare un qualsiasi atto scritto - come una lettera raccomandata - dal quale emerga chiaramente la volontà di contestare il provvedimento.

    Cosa bisogna fare dopo l'impugnazione stragiudiziale?

    Una volta completata la fase stragiudiziale, l'impugnazione perde efficacia se il lavoratore non procede con la fase giudiziale entro i successivi 180 giorni.

    Entro questo secondo termine, è necessario compiere una delle seguenti azioni:

    • Depositare il ricorso presso la cancelleria del Tribunale, in funzione di Giudice del Lavoro.
    • Comunicare al datore di lavoro la richiesta di avviare un tentativo di conciliazione o un arbitrato.

    Quali aspetti pratici è importante verificare prima di agire?

    Prima di avviare la procedura, può essere utile fare chiarezza su alcuni elementi fondamentali per definire la strategia più adatta al proprio caso.

    In particolare, potresti voler:

    • Chiarire la natura esatta del licenziamento - per esempio, se è disciplinare o per scarso rendimento - per comprendere quali tutele sono previste.
    • Stimare con precisione i tempi per il deposito dell'atto giudiziale, calcolando correttamente la scadenza dei 180 giorni.

    Hai bisogno di un supporto per l'impugnazione del licenziamento nel pubblico impiego?

    Se desideri valutare la tua situazione specifica, puoi compilare il modulo che trovi qui sotto per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza nelle procedure di impugnazione dei licenziamenti di dipendenti pubblici.

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