Giusto.

    Impugnazione licenziamento: i termini dopo la Cartabia

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    Se hai ricevuto una comunicazione di licenziamento, è comprensibile sentirsi disorientati riguardo ai passi da compiere e alle scadenze da rispettare, specialmente alla luce delle recenti modifiche legislative. In questo articolo troverai una guida chiara sui termini per l'impugnazione del licenziamento dopo l'entrata in vigore della Riforma Cartabia, per capire esattamente come e quando agire.

    Per affrontare la situazione con sicurezza e avere la certezza di non commettere errori procedurali, potresti compilare il modulo presente in cima a questa pagina. Ti permetterà di parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza nell'impugnazione dei licenziamenti alla luce delle nuove normative.

    Come funziona l'impugnazione del licenziamento?

    La procedura per contestare un licenziamento si articola in due fasi distinte, entrambe soggette a termini di decadenza molto precisi.

    La prima fase è quella stragiudiziale, che consiste nell'inviare una comunicazione scritta al datore di lavoro per manifestare la volontà di contestare il provvedimento.

    La seconda fase è quella giudiziale, in cui si avvia la causa vera e propria davanti al Giudice del Lavoro depositando un ricorso. In alternativa, in questa seconda fase, è possibile avviare un tentativo di conciliazione o arbitrato.

    Qual è la scadenza per impugnare un licenziamento?

    Anche dopo la Riforma Cartabia, i termini per l'impugnazione del licenziamento rimangono due e sono consecutivi. È fondamentale rispettarli entrambi per non perdere il diritto di contestare il provvedimento.

    I termini previsti dalla legge sono:

    • 60 giorni per l'impugnazione stragiudiziale, ovvero per inviare la lettera di contestazione al datore di lavoro.
    • 180 giorni per depositare il ricorso in tribunale o per comunicare al datore di lavoro la richiesta di conciliazione o arbitrato.

    Il mancato rispetto anche di uno solo di questi due termini rende il licenziamento definitivo, a prescindere dalla sua legittimità.

    Da quando partono i 180 giorni per depositare il ricorso?

    Questa è una delle domande più frequenti e la risposta è cruciale per non commettere errori. Il termine di 180 giorni non parte dalla fine del primo termine di 60 giorni.

    Il conteggio dei 180 giorni inizia dal momento in cui viene inviata la lettera di impugnazione stragiudiziale al datore di lavoro, tramite PEC o raccomandata con avviso di ricevimento.

    Ad esempio, se ricevi il licenziamento il 1° marzo e invii la lettera di contestazione il 10 marzo, i 180 giorni per depositare il ricorso in tribunale inizieranno a decorrere dal 10 marzo.

    Cosa è cambiato con la Riforma Cartabia per le cause di licenziamento?

    La Riforma Cartabia, attraverso il decreto legislativo 149 del 2022, ha introdotto importanti novità procedurali con l'obiettivo di semplificare e velocizzare le cause di lavoro.

    La modifica principale è stata l'abolizione del cosiddetto "Rito Fornero", una procedura complessa che prevedeva due fasi di giudizio.

    Oggi, tutte le controversie relative ai licenziamenti, comprese quelle in cui si chiede la reintegrazione nel posto di lavoro, seguono un unico rito del lavoro, quello previsto dagli articoli 414 e seguenti del codice di procedura civile. Per i casi di richiesta di reintegrazione è stato introdotto il nuovo articolo 441-bis del codice di procedura civile, che garantisce comunque una corsia preferenziale a queste cause.

    Cosa succede se non si rispettano i termini di 60 e 180 giorni?

    Il rispetto dei termini di 60 e 180 giorni è una condizione di procedibilità. Questo significa che se non si agisce entro queste scadenze, si perde il diritto di impugnare il licenziamento.

    Questo fenomeno è conosciuto come "decadenza". La conseguenza è che il licenziamento diventa definitivo e inattaccabile, anche se fosse stato palesemente illegittimo, ingiusto o discriminatorio. Per questo motivo è essenziale agire con tempestività.

    Come si può impugnare il licenziamento di un lavoratore a termine?

    La procedura e i termini per impugnare il licenziamento di un lavoratore con contratto a tempo determinato sono esattamente gli stessi previsti per i lavoratori con contratto a tempo indeterminato.

    Anche in questo caso, il lavoratore dovrà inviare la comunicazione di impugnazione stragiudiziale entro 60 giorni dalla ricezione del licenziamento e, successivamente, depositare il ricorso in tribunale entro i successivi 180 giorni.

    Hai ancora dubbi sui termini per l'impugnazione del licenziamento?

    Qualora ti servisse un parere per valutare la tua situazione specifica, puoi compilare il modulo che trovi qui sotto. Questo ti consentirà di parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di impugnazione dei licenziamenti e nelle relative procedure giudiziali.

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