Affrontare un licenziamento può essere un momento di grande incertezza, soprattutto quando si lavora in un'azienda con più di 15 dipendenti, dove le tutele previste dalla legge sono differenti.
In questo articolo faremo chiarezza sulle normative in vigore, spiegando come si calcola l'indennità e quali sono gli importi a cui si potrebbe avere diritto in caso di licenziamento illegittimo.
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Cosa cambia per un'azienda con più di 15 dipendenti?
Il superamento della soglia dei 15 dipendenti rappresenta un punto di svolta fondamentale nel diritto del lavoro italiano.
Quando un'azienda raggiunge o supera questa dimensione, scattano tutele più significative per i lavoratori in caso di licenziamento illegittimo. Questo limite dimensionale, noto come requisito occupazionale, determina l'applicazione di un regime sanzionatorio più severo per il datore di lavoro.
Inoltre, le aziende con più di 15 dipendenti sono soggette a obblighi contributivi aggiuntivi, come il versamento di un contributo dello 0,30% all'INPS per finanziare la NASpI.
Come si calcola l'indennità risarcitoria per licenziamento illegittimo?
Il calcolo dell'indennità si basa su due elementi chiave: l'anzianità di servizio del lavoratore e la sua ultima retribuzione di riferimento ai fini del calcolo del TFR.
La formula generale prevede di moltiplicare un certo numero di mensilità per l'importo di quest'ultima retribuzione lorda.
Il numero di mensilità, tuttavia, non è fisso, ma varia in base alla gravità del vizio che rende illegittimo il licenziamento e alla data di assunzione del dipendente, a seconda che sia soggetto alla disciplina del Jobs Act o alla normativa precedente.
A quante mensilità si ha diritto per un licenziamento illegittimo?
L'importo del risarcimento, espresso in mensilità, dipende dalla specifica causa di illegittimità del licenziamento, soprattutto per i lavoratori assunti dopo il 7 marzo 2015 - regime delle tutele crescenti.
Le principali casistiche sono:
- Licenziamento nullo o discriminatorio: in questi casi, i più gravi, il lavoratore ha diritto alla reintegrazione nel posto di lavoro e a un'indennità risarcitoria pari a tutte le mensilità perse dal giorno del licenziamento fino alla reintegra, con un minimo di 5 mensilità.
- Licenziamento per giusta causa o giustificato motivo soggettivo insussistente: se il fatto materiale contestato al lavoratore risulta insussistente, il giudice può ordinare la reintegra. In alternativa, il lavoratore può scegliere un'indennità sostitutiva di 15 mensilità.
- Altri casi di illegittimità: per i vizi formali o procedurali, o quando il fatto contestato esiste ma non è così grave da giustificare il licenziamento, è prevista un'indennità puramente economica. Questa è pari a 2 mensilità dell'ultima retribuzione per ogni anno di servizio, con un importo che non può essere inferiore a 6 e non superiore a 36 mensilità.
Quando è prevista la reintegra sul posto di lavoro?
La reintegrazione nel posto di lavoro, sebbene meno comune con l'introduzione del Jobs Act, rimane la sanzione principale per le forme più gravi di licenziamento illegittimo nelle aziende con più di 15 dipendenti.
La reintegra è prevista principalmente nei seguenti casi:
- Licenziamento discriminatorio, ad esempio per motivi sindacali, politici, religiosi o di sesso.
- Licenziamento nullo, come quello intimato durante il periodo di maternità o a causa di matrimonio.
- Licenziamento comunicato solo verbalmente, senza forma scritta.
- Licenziamento per giusta causa o giustificato motivo soggettivo, quando viene accertata l'insussistenza del fatto materiale contestato al lavoratore.
Quali tutele esistono per i lavoratori in aziende con meno di 15 dipendenti?
Nelle aziende che non raggiungono la soglia dei 15 dipendenti, le tutele sono differenti e generalmente meno robuste.
In caso di licenziamento illegittimo, la reintegrazione è un'ipotesi molto rara. La tutela è quasi sempre di natura economica.
L'indennità risarcitoria è pari a una mensilità per ogni anno di servizio, con un minimo di 3 e un massimo di 6 mensilità. Un importo notevolmente inferiore rispetto a quello previsto per i lavoratori di aziende più grandi.
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