Se sei un lavoratore con una disabilità riconosciuta e ti stai chiedendo se puoi iscriverti alle liste del collocamento mirato pur avendo un impiego, è importante sapere che la risposta dipende da diversi fattori. La normativa di riferimento, la Legge 68/99, stabilisce regole precise che variano in base alla tua situazione contrattuale e alla categoria protetta di appartenenza.
In questo articolo chiariamo le regole principali, i requisiti e i passi da compiere per orientarsi correttamente.
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È possibile iscriversi alle categorie protette se si ha già un lavoro?
La regola generale è che non è possibile iscriversi alle liste del collocamento mirato se si ha un contratto di lavoro attivo, perché uno dei requisiti fondamentali è lo stato di disoccupazione, attestato dalla DID - Dichiarazione di Immediata Disponibilità al lavoro.
Tuttavia, esistono delle distinzioni importanti a seconda della categoria di appartenenza.
I lavoratori con disabilità, ai sensi dell'art. 1 della Legge 68/99, devono essere disoccupati per potersi iscrivere. L'iscrizione viene sospesa nel momento in cui si trova un lavoro con un contratto superiore a sei mesi e un reddito annuo che supera gli 8.000 euro, poiché in tal caso si perde lo stato di disoccupazione.
Altre categorie protette, come orfani, coniugi superstiti o vittime del terrorismo e della criminalità organizzata, disciplinate dall'art. 18 della stessa legge, possono avere regole diverse. In alcune Regioni, infatti, a queste categorie è consentita l'iscrizione alle liste del collocamento mirato anche se risultano già occupate, senza la necessità di dichiarare l'immediata disponibilità al lavoro.
Come ci si iscrive al collocamento mirato quando si è disoccupati?
Per procedere con l'iscrizione alle liste del collocamento mirato in stato di disoccupazione, è necessario soddisfare alcuni requisiti sanitari e amministrativi.
Devi essere in possesso di:
- Un'invalidità civile riconosciuta pari ad almeno il 46%, oppure un'invalidità sul lavoro accertata dall'INAIL pari ad almeno il 34%.
- Il verbale della Diagnosi Funzionale, un documento rilasciato dalla commissione medico-legale dell'INPS che attesta le tue capacità lavorative residue.
- La Dichiarazione di Immediata Disponibilità al lavoro - la DID - rilasciata presso il Centro per l'Impiego competente per il tuo territorio.
Quali sono le possibilità per un lavoratore di entrare nella quota di riserva?
Se appartieni alle categorie protette dell'articolo 18 - come orfani o vittime del dovere - potresti avere la possibilità di iscriverti alle liste anche da occupato, a seconda delle disposizioni della tua Regione.
Se invece sei un lavoratore con disabilità - articolo 1 della Legge 68/99 - la strada è più complessa, poiché l'iscrizione è legata allo stato di disoccupazione.
In ogni caso, il consiglio è quello di recarsi presso il Centro per l'Impiego di competenza per esporre la propria situazione specifica. In alternativa, puoi rivolgerti a un patronato per ricevere supporto nella compilazione della domanda di diagnosi funzionale e nell'aggiornamento della tua scheda anagrafica professionale.
Quando si perde l'iscrizione alle categorie protette?
L'iscrizione alle liste del collocamento mirato non si perde in modo definitivo, ma viene sospesa.
La sospensione scatta quando trovi un impiego con un contratto di lavoro della durata superiore a sei mesi e con un reddito annuo lordo previsto superiore a 8.000 euro. In queste condizioni, perdi temporaneamente lo status di disoccupato e, di conseguenza, l'iscrizione viene congelata fino alla cessazione del rapporto di lavoro.
Lavorare fa perdere il riconoscimento dell'invalidità?
No, lavorare non comporta la perdita del riconoscimento dell'invalidità.
È fondamentale non confondere lo stato sanitario con lo stato occupazionale. L'invalidità civile è una condizione sanitaria accertata da una commissione medica e rimane valida indipendentemente dal fatto che tu stia lavorando. L'iscrizione alle categorie protette, invece, è uno strumento di inserimento lavorativo legato, nella maggior parte dei casi, allo stato di disoccupazione.
Qual è la percentuale di invalidità necessaria per iscriversi?
Per poter accedere alle liste del collocamento mirato, è richiesta una specifica percentuale di invalidità, che varia a seconda della sua origine:
- Per l'invalidità civile, è necessaria una percentuale minima riconosciuta del 46%.
- Per l'invalidità derivante da un infortunio sul lavoro o una malattia professionale, la percentuale minima accertata dall'INAIL deve essere del 34%.
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