Subire un licenziamento può essere un'esperienza complessa e destabilizzante, soprattutto con le regole introdotte dal Jobs Act. In questa guida, analizzeremo in modo chiaro quali sono le tutele e i risarcimenti previsti dalla legge per i lavoratori assunti con contratto a tutele crescenti in caso di licenziamento illegittimo.
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Chi rientra nel Jobs Act?
Il Jobs Act, e più specificamente il Decreto Legislativo 23/2015, riguarda i lavoratori assunti con contratto di lavoro a tempo indeterminato a partire dal 7 marzo 2015.
Per questi lavoratori è stato introdotto il cosiddetto contratto a tutele crescenti.
I lavoratori assunti prima di tale data, invece, continuano a essere protetti dalle normative precedenti, in particolare dall'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori.
Quando un licenziamento viene considerato illegittimo?
Un licenziamento è considerato illegittimo quando non è supportato da una giusta causa o da un giustificato motivo, sia esso soggettivo - legato a un comportamento del lavoratore - o oggettivo - legato a ragioni aziendali.
Inoltre, un licenziamento può essere dichiarato nullo se è di natura discriminatoria, oppure se intimato per altri motivi illeciti previsti dalla legge.
Cosa prevede il Jobs Act in caso di licenziamento illegittimo?
La principale novità introdotta dal Jobs Act è la preferenza per una tutela di tipo economico rispetto alla reintegrazione nel posto di lavoro.
In caso di licenziamento illegittimo, la legge prevede principalmente il diritto del lavoratore a ricevere un'indennità risarcitoria.
Esiste anche la possibilità per il datore di lavoro di presentare, entro 60 giorni, un'offerta di conciliazione. Questa offerta prevede il pagamento di una somma compresa tra 3 e 27 mensilità, che non è soggetta a tassazione fiscale né a contributi previdenziali.
Qual è il risarcimento e quante mensilità spettano per un licenziamento illegittimo?
In assenza di conciliazione e a seguito di una sentenza del giudice, il risarcimento economico previsto è calcolato in base all'anzianità di servizio del lavoratore.
L'indennità è compresa tra un minimo di 4 e un massimo di 24 mensilità dell'ultima retribuzione di riferimento per il calcolo del TFR. È importante notare che alcuni criteri di calcolo sono stati oggetto di modifiche da parte della Corte Costituzionale nel biennio 2024-2025, che ha dato ai giudici maggiore discrezionalità nella valutazione dell'indennizzo.
Qual è il risarcimento con meno di 15 dipendenti?
Per i datori di lavoro che non raggiungono la soglia dei 15 dipendenti, le tutele previste dal Jobs Act sono differenti.
In caso di licenziamento illegittimo, l'indennità risarcitoria è ridotta e non può superare un limite massimo di 6 mensilità.
Con il Jobs Act si può ancora essere reintegrati nel posto di lavoro?
Sì, ma la reintegrazione nel posto di lavoro è diventata un'eccezione, limitata ai casi di licenziamento più gravi. La reintegra è prevista esclusivamente per:
- Licenziamento discriminatorio.
- Licenziamento nullo, ad esempio perché avvenuto durante il periodo di maternità o per un motivo illecito determinante.
In tutti gli altri casi di illegittimità, la tutela prevista è di natura economica.
Quali sono alcuni motivi di licenziamento per giusta causa?
Per comprendere meglio quando un licenziamento è legittimo, è utile conoscere alcuni esempi di giusta causa, ovvero una mancanza talmente grave da non consentire la prosecuzione del rapporto di lavoro neanche per un giorno. Tra questi troviamo:
- Grave insubordinazione nei confronti dei superiori.
- Furto di beni aziendali o di colleghi.
- Assenza ingiustificata e prolungata dal posto di lavoro.
- Violazione del patto di non concorrenza.
- Falso infortunio o falsa malattia.
Cos'è il licenziamento silenzioso o quiet firing?
Il licenziamento silenzioso, o quiet firing, non è una procedura di licenziamento formale.
Si tratta piuttosto di un insieme di comportamenti ostili messi in atto dal datore di lavoro per indurre il dipendente a dimettersi spontaneamente. Alcuni esempi possono includere:
- Isolamento del lavoratore dal resto del team.
- Mancata assegnazione di compiti o progetti.
- Esclusione da riunioni o percorsi di formazione.
- Demansionamento di fatto.
Queste pratiche possono avere conseguenze legali e, se provate, dare diritto a un risarcimento.
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