Giusto.

    Licenziamento jobs act: cosa ti spetta?

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    Se hai ricevuto una lettera di licenziamento o temi che possa accadere, è normale sentirsi disorientati di fronte alle norme attuali. Le regole introdotte dal Jobs Act hanno infatti modificato in modo significativo le tutele per i lavoratori in caso di interruzione del rapporto di lavoro. In questo articolo troverai risposte chiare su cosa prevede la normativa e quali sono i tuoi diritti.

    Per affrontare la situazione con maggior sicurezza, puoi compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di licenziamenti disciplinati dal Jobs Act.

    Chi rientra nel jobs act?

    La disciplina del contratto a tutele crescenti, introdotta dal Jobs Act, non si applica a tutti i lavoratori.

    Rientrano in questa normativa i lavoratori assunti con contratto a tempo indeterminato a partire dal 7 marzo 2015. La stessa disciplina si applica anche ai lavoratori il cui contratto a tempo determinato o di apprendistato sia stato trasformato in contratto a tempo indeterminato dopo quella data.

    Cosa comporta il jobs act in caso di licenziamento?

    La novità principale introdotta dalla riforma riguarda le conseguenze di un licenziamento illegittimo.

    Mentre in passato la regola generale era il reintegro del lavoratore nel posto di lavoro, con il Jobs Act la tutela principale è diventata di natura economica. Il reintegro è oggi limitato a casi specifici e di particolare gravità, come il licenziamento discriminatorio o nullo.

    Con un contratto a tempo indeterminato si può essere licenziati?

    Sì, avere un contratto a tempo indeterminato non significa non poter essere licenziati.

    Significa che il datore di lavoro non può interrompere il rapporto senza una motivazione valida e riconosciuta dalla legge. Il licenziamento deve quindi essere fondato su una giusta causa o su un giustificato motivo.

    Quali sono i motivi per licenziare un dipendente?

    I motivi che possono portare a un licenziamento legittimo si dividono in tre categorie principali:

    • Giusta causa: si verifica in caso di comportamenti del lavoratore talmente gravi da non consentire la prosecuzione, neanche temporanea, del rapporto di lavoro. Il licenziamento è immediato, senza preavviso.
    • Giustificato motivo soggettivo: è legato a un notevole inadempimento degli obblighi contrattuali da parte del lavoratore, ma meno grave della giusta causa. In questo caso, il licenziamento avviene con preavviso.
    • Giustificato motivo oggettivo: dipende da ragioni legate all'attività produttiva, all'organizzazione del lavoro o al suo regolare funzionamento, come una crisi aziendale o la soppressione di una specifica mansione.

    Cosa ti spetta in caso di licenziamento con il jobs act?

    Se il licenziamento viene considerato illegittimo, la tutela principale consiste in un indennizzo economico.

    Per evitare un lungo e costoso giudizio in tribunale, il datore di lavoro ha la facoltà di proporti una via alternativa. Entro 60 giorni dalla comunicazione del licenziamento, può offrirti un accordo attraverso la cosiddetta offerta di conciliazione.

    Questa offerta prevede il versamento di una somma netta, non soggetta a tassazione o contributi, di importo variabile da un minimo di 3 a un massimo di 27 mensilità dell'ultima retribuzione di riferimento per il calcolo del TFR. Se accetti questa somma, il rapporto di lavoro si considera risolto e rinunci a impugnare il licenziamento.

    Indipendentemente dalla legittimità del licenziamento, hai sempre diritto all'indennità di disoccupazione NASpI, se ne possiedi i requisiti.

    Quanto costa al datore di lavoro un licenziamento?

    Licenziare un dipendente ha dei costi diretti anche per l'azienda. Oltre alle somme dovute al lavoratore come il TFR e le ferie non godute, il datore di lavoro deve versare all'INPS il cosiddetto "ticket di licenziamento", un contributo il cui importo varia in base all'anzianità di servizio del dipendente.

    A questi costi si aggiungono le eventuali spese legali e l'indennizzo economico in caso di licenziamento illegittimo.

    Cos'è il licenziamento silenzioso e come riconoscerlo?

    Il "licenziamento silenzioso", o quiet firing, non è una procedura legale, ma un insieme di comportamenti messi in atto dal datore di lavoro per spingere il dipendente a dimettersi.

    È una pratica che mira a creare un ambiente di lavoro ostile o demotivante. Alcuni segnali per riconoscerlo possono essere:

    • Esclusione sistematica da riunioni o progetti importanti.
    • Mancanza di aumenti, promozioni o opportunità di crescita.
    • Assegnazione di compiti dequalificanti o, al contrario, di obiettivi irraggiungibili.
    • Assenza totale di feedback sul proprio operato.

    Hai ancora dubbi sul licenziamento jobs act?

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