Giusto.

    Buonuscita: quando arriva e quanto spetta

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    Se stai per concludere un rapporto di lavoro, per pensionamento o per altre ragioni, è naturale che una delle tue preoccupazioni principali riguardi la buonuscita. In questo articolo, troverai risposte chiare su quando viene erogata e su come viene calcolato l'importo che ti spetta, sia nel settore pubblico che in quello privato.

    Per affrontare la situazione con la massima certezza, puoi compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di trattamenti di fine rapporto.

    Qual è la differenza tra buonuscita, TFR e TFS?

    Prima di tutto, è utile fare chiarezza sui termini.

    Con il termine generico "buonuscita" ci si riferisce comunemente all'indennità che un lavoratore riceve al termine del rapporto di lavoro.

    Questa indennità, però, assume nomi e caratteristiche diverse a seconda del settore:

    • TFR - Trattamento di Fine Rapporto: è la somma che spetta ai lavoratori del settore privato.
    • TFS - Trattamento di Fine Servizio: è l'indennità che spetta ai dipendenti pubblici assunti a tempo indeterminato prima del 1 gennaio 2001.

    Per i dipendenti pubblici assunti dopo tale data, si applica il regime del TFR, simile a quello privato.

    Quando arriva la buonuscita?

    I tempi di erogazione sono una delle differenze più significative tra settore pubblico e privato.

    Per i lavoratori del settore privato, il TFR viene di norma liquidato in tempi rapidi. Solitamente l'attesa è di 30-45 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro. Tuttavia, i Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro - CCNL - o specifici accordi aziendali possono prevedere tempistiche differenti.

    Per i dipendenti del settore pubblico, i tempi di attesa per il TFS sono più lunghi e l'importo può essere erogato in una o più rate, a seconda che superi o meno la soglia di 50.000 euro. Le tempistiche variano in base alla causa della cessazione:

    • Entro 105 giorni: in caso di cessazione per inabilità o decesso del lavoratore.
    • Entro 12 mesi: a cui si aggiungono 90 giorni per la gestione della pratica, se il rapporto cessa per il raggiungimento dei limiti di età o di servizio, come nel caso della pensione di vecchiaia.
    • Entro 24 mesi: a cui si aggiungono 90 giorni, in tutti gli altri casi, come dimissioni volontarie, licenziamento o pensionamento anticipato - ad esempio Quota 100/103 o Ape Sociale.

    È importante notare che per alcune forme di pensionamento anticipato, i termini non decorrono dalla data di cessazione del servizio, ma dalla data in cui il lavoratore avrebbe teoricamente raggiunto i requisiti per la pensione di vecchiaia.

    Quanto spetta di buonuscita?

    L'ammontare della buonuscita, sia essa TFR o TFS, non è una cifra fissa, ma il risultato di un accumulo che avviene durante tutta la vita lavorativa.

    L'importo dipende da diversi fattori, tra cui la retribuzione annua del lavoratore e gli anni di servizio maturati.

    Il TFR, ad esempio, si calcola accantonando per ogni anno di servizio una quota pari alla retribuzione annua divisa per 13,5. Questa somma viene poi rivalutata annualmente. Il TFS ha invece un meccanismo di calcolo differente, legato all'ultima retribuzione percepita.

    Come si calcola il netto della buonuscita?

    L'importo che si riceve non è quello lordo, ma quello netto, calcolato dopo l'applicazione delle imposte.

    La buonuscita è soggetta a un regime di "tassazione separata". Questo significa che non si somma al reddito dell'anno in cui viene percepita, ma viene tassata con un'aliquota calcolata sulla base del reddito medio degli anni precedenti.

    Questo sistema è pensato per evitare che un'entrata così consistente possa far scattare un'aliquota IRPEF molto più alta del normale, penalizzando il lavoratore. Il calcolo esatto del netto dipende quindi dalla situazione fiscale individuale.

    Spetta la buonuscita in caso di licenziamento?

    Sì, il diritto alla buonuscita matura in ogni caso di cessazione del rapporto di lavoro.

    Che si tratti di dimissioni volontarie, pensionamento, scadenza del contratto o licenziamento - per giusta causa o per giustificato motivo - il lavoratore ha sempre diritto a ricevere il TFR o il TFS accumulato nel corso degli anni.

    Questa indennità è infatti considerata una forma di retribuzione differita e rappresenta un diritto irrinunciabile del lavoratore.

    Come posso verificare l'importo della mia buonuscita?

    Per conoscere l'importo esatto accumulato, le modalità cambiano a seconda del settore.

    I lavoratori del settore privato possono trovare l'ammontare del TFR maturato nell'ultima busta paga o nella Certificazione Unica - CU - annuale.

    I dipendenti pubblici possono consultare le tempistiche e verificare lo stato della propria pratica direttamente sul portale dell'INPS, accedendo con le proprie credenziali all'area riservata e consultando il proprio fascicolo previdenziale.

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