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    Legge 223/91 art. 24: cosa dice e quando si applica

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    Affrontare una situazione di riduzione del personale può generare incertezza e preoccupazione, sia per i datori di lavoro che per i lavoratori coinvolti. Comprendere la normativa che regola queste delicate fasi è il primo passo per tutelare i propri diritti e doveri. In questo articolo vedremo nel dettaglio cosa stabilisce l'articolo 24 della Legge 223 del 1991 e come funziona la procedura di licenziamento collettivo.

    Per affrontare la situazione con la giusta preparazione e avere certezze, ti invitiamo a compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di licenziamenti collettivi e tutele per i lavoratori.

    Cosa dice l'articolo 24 della legge 223/91?

    L'articolo 24 della Legge 23 luglio 1991, n. 223, disciplina il licenziamento collettivo per riduzione del personale.

    Questa norma definisce il quadro legale che le imprese devono seguire quando, a causa di una riduzione, una trasformazione o la cessazione della propria attività, si trovano nella necessità di licenziare un numero significativo di dipendenti.

    L'obiettivo della legge è quello di gestire gli esuberi di personale attraverso una procedura definita e trasparente, che prevede il coinvolgimento delle rappresentanze sindacali per cercare soluzioni alternative e tutelare il più possibile i lavoratori.

    Quando si applica il licenziamento collettivo?

    La procedura di licenziamento collettivo descritta dalla Legge 223/91 non si applica a tutte le aziende e in ogni circostanza, ma solo al verificarsi di precise condizioni.

    La normativa si attiva per le imprese che:

    • occupano più di 15 dipendenti;
    • intendono effettuare almeno 5 licenziamenti;
    • concentrano i licenziamenti nell'arco di 120 giorni;
    • realizzano gli esuberi in ciascuna unità produttiva, o in più unità produttive situate nell'ambito della stessa provincia.

    È importante notare che questa disciplina si applica anche ai dirigenti.

    Qual è la procedura obbligatoria da seguire?

    La legge prevede un percorso obbligatorio che il datore di lavoro deve seguire scrupolosamente, articolato principalmente in due fasi.

    La prima fase consiste in una comunicazione preventiva scritta, che l'azienda deve inviare alle Rappresentanze Sindacali Aziendali - RSA o RSU - e alle rispettive associazioni di categoria. Questa comunicazione deve specificare i motivi dell'esubero, il numero e i profili professionali dei lavoratori coinvolti.

    La seconda fase è quella della consultazione. Dopo la comunicazione, si apre un esame congiunto con i sindacati per discutere la situazione e valutare la possibilità di adottare misure alternative al licenziamento, come per esempio i contratti di solidarietà.

    Come vengono scelti i lavoratori da licenziare?

    Nel caso in cui la fase di consultazione con i sindacati non porti a un accordo, la legge stabilisce che la scelta dei lavoratori da licenziare non può essere arbitraria.

    L'individuazione del personale deve avvenire nel rispetto di criteri oggettivi, in concorso tra loro. Questi criteri, indicati nell'articolo 5 della stessa legge, sono:

    • i carichi di famiglia;
    • l'anzianità di servizio;
    • le esigenze tecnico-produttive e organizzative dell'azienda.

    Questi elementi devono essere valutati in modo combinato per garantire una scelta equa e motivata.

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    Se la tua situazione lavorativa è interessata da una procedura di riduzione del personale e desideri comprendere meglio i tuoi diritti o le corrette modalità di applicazione della norma, puoi compilare il modulo che trovi qui sotto.

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