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    Legge Fornero art 18: cosa prevede la riforma

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    Comprendere le complesse modifiche introdotte dalla Legge Fornero all'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori può essere difficile e generare incertezza riguardo ai propri diritti in caso di licenziamento. In questa guida, faremo chiarezza su cosa prevede la riforma, quali tutele sono state introdotte e a chi si applicano.

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    In che modo la Riforma Fornero ha modificato l'articolo 18?

    La Legge numero 92 del 2012, nota come Riforma Fornero, ha profondamente cambiato l'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori - Legge 300 del 1970 - per le aziende con più di 15 dipendenti.

    La modifica principale è stata il superamento del principio della reintegrazione automatica nel posto di lavoro in caso di licenziamento illegittimo. Al suo posto, la riforma ha introdotto un sistema di sanzioni "a gradini", con tutele diverse a seconda della gravità del vizio che ha reso illegittimo il licenziamento.

    Quali sono le tutele previste dalla riforma in caso di licenziamento illegittimo?

    Il nuovo sistema sanzionatorio si basa su quattro diversi livelli di tutela per il lavoratore, che vanno dalla reintegrazione nel posto di lavoro a un semplice indennizzo economico.

    • Tutela reintegratoria piena: Si applica nei casi più gravi, come licenziamenti nulli perché discriminatori, comunicati solo oralmente o in violazione delle norme a tutela della maternità e del matrimonio. Prevede l'immediato reintegro del lavoratore e un risarcimento del danno pari ad almeno cinque mensilità.

    • Tutela reintegratoria ridotta: È prevista per i licenziamenti disciplinari quando viene accertato che il fatto contestato al lavoratore è palesemente insussistente. In questo caso, il giudice ordina il reintegro e condanna il datore di lavoro a un risarcimento che non può superare le dodici mensilità.

    • Tutela indennitaria forte: Scatta quando il licenziamento è illegittimo per mancanza di giusta causa o di giustificato motivo, ma non si riscontra l'insussistenza del fatto. Il rapporto di lavoro si risolve e al lavoratore spetta unicamente un indennizzo economico, che va da un minimo di dodici a un massimo di ventiquattro mensilità.

    • Tutela indennitaria ridotta: Viene applicata in presenza di vizi puramente procedurali o formali nel licenziamento. Anche in questo caso il rapporto di lavoro si considera risolto e al lavoratore viene riconosciuto un indennizzo economico compreso tra sei e dodici mensilità.

    L'articolo 18 è stato quindi abolito dal Jobs Act?

    È importante chiarire che l'articolo 18 non è stato tecnicamente abolito.

    Tuttavia, la normativa introdotta dalla Riforma Fornero è stata a sua volta in gran parte superata dal Jobs Act, ovvero il Decreto Legislativo 23 del 2015.

    Questa successiva riforma ha introdotto il contratto a "tutele crescenti", applicabile a tutti i lavoratori assunti con contratto a tempo indeterminato dopo la sua entrata in vigore. Per questi nuovi assunti, le tutele in caso di licenziamento illegittimo sono diverse da quelle previste dall'articolo 18, anche nella versione modificata dalla Legge Fornero.

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