Se stai pensando di interrompere il tuo rapporto di lavoro e cerchi informazioni sulla "lettera di licenziamento da parte del dipendente", è importante fare subito una precisazione fondamentale. Tecnicamente, un lavoratore non si "licenzia", ma presenta le proprie "dimissioni". In questa guida completa troverai tutte le risposte che cerchi: dalla terminologia corretta alla procedura obbligatoria, fino a un modello pratico da utilizzare.
Per affrontare questo passaggio con la massima sicurezza e senza commettere errori, puoi compilare subito il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di dimissioni e recesso dal rapporto di lavoro.
Esiste una lettera di licenziamento da parte del dipendente?
No, tecnicamente non esiste. Il termine corretto per indicare l'atto con cui un lavoratore decide di interrompere il proprio rapporto di lavoro è "dimissioni".
Il licenziamento è invece un atto unilaterale con cui il datore di lavoro pone fine al contratto. Se sei tu a voler lasciare l'impiego, la procedura da seguire è quella delle dimissioni volontarie.
Cosa deve fare un dipendente per licenziarsi?
Oggi in Italia, per la maggior parte dei contratti di lavoro, le dimissioni devono essere presentate obbligatoriamente attraverso una procedura telematica.
Devi accedere al portale del Ministero del Lavoro, conosciuto come Cliclavoro, utilizzando le tue credenziali SPID o la Carta d'Identità Elettronica - CIE. Una volta dentro, dovrai compilare un modulo online con i tuoi dati e quelli del tuo datore di lavoro.
Dopo l'invio, il sistema genererà automaticamente una comunicazione che sarà trasmessa via Posta Elettronica Certificata - PEC sia a te che all'azienda. Se non hai dimestichezza con questi strumenti, puoi rivolgerti a un patronato o a un consulente del lavoro per farti assistere.
Come si scrive e si invia la lettera di dimissioni?
Accanto alla procedura telematica obbligatoria, è sempre consigliabile preparare una lettera di cortesia. Non ha valore legale ai fini della procedura, ma è un gesto di professionalità importante per mantenere buoni rapporti con l'azienda che stai lasciando.
Questa lettera può essere consegnata a mano al tuo superiore o all'ufficio del personale, oppure inviata via PEC. Al suo interno vanno indicati alcuni elementi essenziali:
- I tuoi dati anagrafici e il tuo ruolo in azienda.
- I dati dell'azienda.
- La chiara volontà di rassegnare le dimissioni.
- La data di decorrenza, ossia l'ultimo giorno di lavoro.
- Il riferimento al rispetto del periodo di preavviso previsto dal tuo CCNL.
Ecco un modello che puoi adattare.
Oggetto: Dimissioni volontarie
Io sottoscritto/a ____________________, nato/a a ________________ il //____, CF: ________________________, dipendente presso la Vs. azienda con la qualifica di ____________________, livello ____, con la presente rassegno le mie dimissioni.
Comunico che il mio ultimo giorno di lavoro sarà il //____, rispettando così il periodo di preavviso previsto dal mio Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL).
Colgo l'occasione per ringraziarvi per l'opportunità professionale e per il periodo trascorso insieme.
Distinti saluti,
Luogo e Data: ___________, //
Firma del lavoratore: ____________________
Per ricevuta (del datore di lavoro): ____________________
Qual è la differenza tra dimissioni con preavviso e per giusta causa?
La principale differenza riguarda la tempistica e le motivazioni.
Nel caso di dimissioni con preavviso, comunichi la tua decisione all'azienda con un anticipo stabilito dal tuo Contratto Collettivo. Durante questo periodo, che può variare da pochi giorni a mesi, continui a lavorare regolarmente e a percepire lo stipendio. Se, in accordo con l'azienda, decidessi di non lavorare il periodo di preavviso, il suo valore economico ti verrà trattenuto dall'ultima busta paga.
Le dimissioni senza preavviso, o per giusta causa, sono invece un'eccezione. Puoi interrompere il rapporto di lavoro con effetto immediato solo in presenza di inadempimenti molto gravi da parte del datore di lavoro, come:
- Il mancato pagamento dello stipendio.
- Molestie sul luogo di lavoro.
- Comportamenti ingiuriosi o lesivi della tua dignità.
Se ti dimetti senza preavviso e senza una giusta causa, sarai tenuto a versare all'azienda un'indennità sostitutiva del preavviso.
Il datore di lavoro deve accettare le dimissioni?
No, le dimissioni sono un atto di volontà unilaterale del lavoratore. Il datore di lavoro non può rifiutarle o respingerle.
Una volta ricevuta la comunicazione telematica, il datore di lavoro può solo prenderne atto e verificare che i termini del preavviso siano stati rispettati.
Il dipendente deve firmare la lettera di licenziamento?
Questa domanda nasce dalla confusione iniziale tra licenziamento e dimissioni. Un dipendente non deve firmare una lettera di licenziamento, che è un documento redatto e consegnato dal datore di lavoro.
Al contrario, il dipendente è l'autore della propria lettera di dimissioni - quella di cortesia - che dovrà quindi firmare prima di consegnarla. La procedura telematica obbligatoria, invece, ha valore legale anche senza firma autografa, perché l'accesso tramite SPID o CIE garantisce l'identità della persona.
Cos'è il licenziamento silenzioso?
Il "licenziamento silenzioso", o quiet firing, non è un istituto giuridico ma un'espressione moderna per descrivere una serie di comportamenti ostili da parte del datore di lavoro.
Questi comportamenti, come l'emarginazione, il demansionamento o la mancata assegnazione di compiti, hanno l'obiettivo di creare un ambiente di lavoro così insostenibile da spingere il dipendente a dare le dimissioni "spontaneamente".
È meglio licenziarsi o farsi licenziare?
La scelta dipende interamente dalla situazione personale e professionale.
Presentare le dimissioni volontarie ti dà il pieno controllo sulla tempistica e ti permette di lasciare il posto di lavoro in modo professionale. Tuttavia, salvo casi specifici come le dimissioni per giusta causa, generalmente non dà diritto all'indennità di disoccupazione NASpI.
Essere licenziati, d'altra parte, dà quasi sempre accesso alla NASpI, ma comporta un'uscita dall'azienda non decisa da te e potenzialmente problematica.
Hai ancora dubbi sulla lettera di dimissioni?
Se desideri valutare la tua situazione specifica o semplicemente vuoi essere certo di seguire la procedura corretta senza tralasciare alcun dettaglio, compila il modulo che trovi qui sotto per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza nelle procedure di dimissioni dei lavoratori.



