Gestire l'assenza ingiustificata di un dipendente è una situazione delicata che richiede il rispetto di regole precise per evitare errori che potrebbero invalidare il provvedimento. In questo articolo troverai una guida chiara sulla procedura da seguire, dalla prima comunicazione fino alla lettera di licenziamento vera e propria.
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Quando un'assenza è considerata ingiustificata?
Un'assenza dal lavoro è considerata ingiustificata quando il dipendente non si presenta in servizio senza aver fornito alcuna comunicazione o valida motivazione al datore di lavoro.
La legge e i Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro - i CCNL - stabiliscono i termini e le modalità con cui il lavoratore deve comunicare la propria assenza, ad esempio per malattia. Il mancato rispetto di tali obblighi trasforma l'assenza in un'inadempienza contrattuale.
Come licenziare un dipendente per assenza ingiustificata?
Per licenziare un dipendente per assenza ingiustificata è obbligatorio seguire la procedura disciplinare prevista dalla Legge n. 300/1970, nota come Statuto dei Lavoratori, e dal CCNL di riferimento.
Qualsiasi licenziamento intimato senza rispettare questo iter è da considerarsi illegittimo. La procedura si articola in due passaggi fondamentali e consequenziali.
- Fase 1: La lettera di contestazione disciplinare. È il primo atto formale con cui si avvia il procedimento.
- Fase 2: La lettera di licenziamento. È l'atto conclusivo che risolve il rapporto di lavoro, ma solo se le giustificazioni del dipendente mancano o non sono ritenute idonee.
Come si scrive la lettera di richiamo per assenza ingiustificata?
Quella che comunemente viene chiamata lettera di richiamo è, in questo contesto, la lettera di contestazione dell'assenza. Questo documento deve essere inviato non appena si verifica l'assenza e il datore di lavoro ne viene a conoscenza.
La lettera deve essere spedita tramite un canale che garantisca la prova di ricezione, come una Raccomandata A/R oppure una Posta Elettronica Certificata - PEC.
Al suo interno devono essere indicati in modo chiaro e specifico:
- La contestazione formale della violazione commessa dal dipendente.
- Le date esatte dei giorni di assenza ingiustificata.
- L'invito al lavoratore a presentare le proprie giustificazioni entro un termine non inferiore a 5 giorni dal ricevimento della comunicazione.
Come si prepara la lettera di licenziamento vera e propria?
Se il dipendente non fornisce alcuna giustificazione entro il termine concesso, oppure se le motivazioni presentate non sono ritenute sufficienti a giustificare l'assenza, il datore di lavoro può procedere con la seconda fase: l'invio della lettera di licenziamento.
Anche questa comunicazione deve essere inviata tramite Raccomandata A/R o PEC.
Il licenziamento può essere di due tipi:
- Per giusta causa, se la violazione è talmente grave da non consentire la prosecuzione del rapporto neanche per un giorno. In questo caso il licenziamento è immediato e senza preavviso.
- Per giustificato motivo soggettivo, se l'inadempimento è grave ma non a tal punto da impedire la prosecuzione temporanea. In questo caso il licenziamento avviene con il dovuto preavviso previsto dal CCNL.
Il dipendente deve firmare la lettera di licenziamento?
No, la firma del dipendente sulla lettera di licenziamento non è necessaria per la validità del provvedimento.
Ciò che rende valido il licenziamento è la prova che il lavoratore abbia ricevuto la comunicazione. Per questo motivo è fondamentale utilizzare metodi di spedizione tracciabili come la Raccomandata con ricevuta di ritorno o la PEC.
Chi viene licenziato per assenza ingiustificata ha diritto alla NASpI?
Sì, il lavoratore licenziato per assenza ingiustificata ha diritto a percepire l'indennità di disoccupazione NASpI.
Questo perché il licenziamento, anche se per motivi disciplinari, costituisce una perdita involontaria del posto di lavoro, che è il requisito fondamentale per accedere al sussidio erogato dall'INPS.
Come farsi licenziare per assenza ingiustificata per ottenere la NASpI?
Assentarsi volontariamente dal lavoro con lo scopo di farsi licenziare per accedere alla NASpI è un comportamento fortemente sconsigliato.
Si tratta di un grave inadempimento contrattuale che espone il lavoratore a un licenziamento disciplinare, il quale rimane registrato nel suo percorso professionale e potrebbe compromettere future opportunità lavorative. Inoltre, costituisce una violazione degli obblighi di correttezza e buona fede.
Cos'è il licenziamento silenzioso?
Il licenziamento silenzioso - in inglese "quiet firing" - è un concetto diverso dal licenziamento formale.
Si riferisce a una serie di comportamenti posti in essere dal datore di lavoro, come il demansionamento o l'emarginazione del dipendente, con l'obiettivo di spingerlo a presentare le proprie dimissioni volontarie. Non è una procedura legale, ma una pratica scorretta.
Quali sono le nuove regole per l'assenza ingiustificata?
Non esistono "nuove regole" recenti che abbiano stravolto la materia. La procedura da seguire per il licenziamento per assenza ingiustificata è quella, consolidata da tempo, prevista dall'articolo 7 dello Statuto dei Lavoratori - Legge n. 300/1970.
È questa la normativa di riferimento che, insieme alle disposizioni del CCNL applicato in azienda, delinea i passaggi obbligatori per la contestazione e l'eventuale sanzione.
Hai ancora dubbi sul licenziamento per assenza ingiustificata?
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