La lettera di licenziamento disciplinare comunica la fine del rapporto di lavoro per una tua grave mancanza. Anche in questo caso, di solito hai diritto all'indennità di disoccupazione NASpI.
Per capire subito come agire e non perdere i tuoi diritti, puoi cliccare il bottone che trovi qui sopra e parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in licenziamenti disciplinari.
Cosa deve contenere la lettera di licenziamento disciplinare?
La lettera che ricevi deve essere chiara, dettagliata e rispettare una procedura precisa. Per essere valida, deve contenere questi elementi:
- Il richiamo alla lettera di contestazione disciplinare che hai ricevuto in precedenza, con la data in cui ti è stata consegnata.
- La menzione delle tue giustificazioni scritte o verbali, se le hai fornite, oppure la precisazione che non hai risposto entro i 5 giorni previsti.
- La descrizione precisa e puntuale dei fatti che l'azienda considera una violazione dei tuoi doveri e che sono il motivo del licenziamento.
- La spiegazione del perché le tue eventuali giustificazioni non sono state considerate sufficienti a evitare il provvedimento.
- La data esatta da cui il licenziamento ha effetto.
- L'eventuale indicazione del periodo di preavviso che devi lavorare o, in alternativa, il pagamento dell'indennità sostitutiva.
- Le informazioni su quando e come riceverai le tue spettanze di fine rapporto, come TFR, ferie e permessi non goduti.
Cosa significa licenziamento disciplinare?
Il licenziamento disciplinare è la sanzione più grave che il datore di lavoro può applicare quando ritiene che tu abbia commesso una violazione dei tuoi obblighi contrattuali. Non riguarda motivi economici o di organizzazione dell'azienda, ma solo il tuo comportamento.
Si divide in due tipi, a seconda della gravità della mancanza:
- Per giusta causa: avviene per fatti talmente gravi da non permettere la continuazione del rapporto di lavoro, neanche per un giorno. Il licenziamento è immediato e senza preavviso.
- Per giustificato motivo soggettivo: avviene per un notevole inadempimento dei tuoi obblighi, ma meno grave della giusta causa. In questo caso il licenziamento avviene con un periodo di preavviso.
Ho diritto alla NASpI se vengo licenziato per motivi disciplinari?
Sì, il licenziamento disciplinare, sia per giusta causa sia per giustificato motivo soggettivo, dà diritto all'indennità di disoccupazione NASpI. La NASpI spetta infatti a chi ha perso involontariamente il lavoro e il licenziamento è sempre considerato una perdita involontaria, a prescindere dal motivo.
Per ricevere l'indennità devi avere i requisiti contributivi richiesti e presentare la domanda all'INPS.
Per quali motivi si può essere licenziati per motivi disciplinari?
I motivi che possono portare a un licenziamento disciplinare sono molti e dipendono da quanto previsto dalla legge, dal contratto collettivo nazionale di lavoro - CCNL - e dal codice disciplinare aziendale.
Alcuni esempi di giusta causa - licenziamento senza preavviso - sono:
- Furto di beni aziendali.
- Violenza fisica o minacce gravi verso colleghi o superiori.
- Assenza ingiustificata e prolungata dal lavoro.
- Falsificazione di certificati medici o timbratura del cartellino per un collega assente.
- Grave violazione del patto di non concorrenza o divulgazione di segreti aziendali.
Alcuni esempi di giustificato motivo soggettivo - licenziamento con preavviso - sono:
- Ripetuta negligenza nell'esecuzione dei compiti assegnati.
- Scarso rendimento dovuto a un comportamento colpevole e dimostrabile.
- Insubordinazione o mancato rispetto delle direttive aziendali, se non così gravi da giustificare il licenziamento in tronco.
- Superamento del periodo di comporto, cioè il limite massimo di giorni di malattia previsto dal CCNL.
Come funziona la procedura prima della lettera?
Il licenziamento disciplinare è l'atto finale di una procedura che deve seguire regole precise. Se anche un solo passaggio viene saltato, il licenziamento può essere considerato illegittimo.
- Contestazione d'addebito: devi ricevere una comunicazione scritta, precisa e tempestiva, che descrive in dettaglio i fatti che ti vengono contestati.
- Diritto di difesa: dal momento in cui ricevi la contestazione, hai almeno 5 giorni di tempo per presentare le tue giustificazioni, per iscritto o chiedendo di essere ascoltato di persona.
- Decisione del datore di lavoro: solo dopo aver ricevuto le tue giustificazioni, o dopo che sono trascorsi i 5 giorni, il datore di lavoro può decidere quale sanzione applicare e, nel caso, inviarti la lettera di licenziamento.
Quando inizia a decorrere il licenziamento?
La data di decorrenza del licenziamento cambia a seconda del motivo.
| Motivo del licenziamento | Preavviso | Data di decorrenza |
|---|---|---|
| Giusta causa | No, il licenziamento è in tronco | Immediata, dal giorno in cui ricevi la lettera |
| Giustificato motivo soggettivo | Sì, la durata è definita dal tuo CCNL | Al termine del periodo di preavviso lavorato |
Se il datore di lavoro decide di non farti lavorare durante il preavviso, deve comunque pagarti la relativa indennità sostitutiva.
Come e quando posso contestare il licenziamento?
Se ritieni che il licenziamento sia ingiusto o che la procedura non sia stata rispettata, puoi contestarlo, ma devi agire entro scadenze precise.
- Entro 60 giorni dalla ricezione della lettera di licenziamento, devi inviare al datore di lavoro una comunicazione scritta, tramite raccomandata con ricevuta di ritorno o PEC, in cui dichiari di voler impugnare il provvedimento.
- Entro i successivi 180 giorni dall'invio di questa comunicazione, devi depositare il ricorso in tribunale oppure avviare un tentativo di conciliazione presso l'Ispettorato del Lavoro.
Se non rispetti queste scadenze, perdi il diritto di contestare il licenziamento, anche se fosse palesemente illegittimo.
Il licenziamento disciplinare lascia una traccia?
No, non esiste un registro pubblico dei licenziamenti disciplinari. La vicenda resta un fatto privato tra te e il tuo ex datore di lavoro.
Un futuro datore di lavoro non può sapere per quale motivo è terminato il tuo rapporto di lavoro precedente, a meno che non sia tu a comunicarlo o che non contatti direttamente la tua vecchia azienda per avere referenze.
Cosa succede in pratica
Immaginiamo il caso di Maria, impiegata da 6 anni, che il 10 settembre riceve una lettera di licenziamento disciplinare per giustificato motivo soggettivo.
- La lettera: il documento fa riferimento a una contestazione disciplinare del 28 agosto e alle giustificazioni che Maria ha inviato il 2 settembre. La lettera indica che il licenziamento avviene con un preavviso di 30 giorni, come previsto dal suo CCNL.
- L'ultimo giorno di lavoro: Maria lavorerà fino al 10 ottobre. La sua ultima busta paga, che riceverà a fine ottobre, conterrà lo stipendio del mese, il TFR maturato, le ferie e i permessi non goduti.
- La contestazione: Maria ritiene il licenziamento ingiusto. Per contestarlo, deve inviare una lettera di impugnazione all'azienda entro il 9 novembre, cioè 60 giorni dopo aver ricevuto il licenziamento.
- La NASpI: Dal giorno successivo all'ultimo di lavoro, Maria può presentare la domanda di disoccupazione all'INPS.
Hai ricevuto una lettera di licenziamento disciplinare?
Se la tua situazione è diversa dall'esempio o se hai dubbi sulla correttezza della procedura seguita dall'azienda, potrebbe essere utile un confronto. Cliccando il bottone che trovi qui sotto, puoi parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in licenziamenti.
Fonti: Legge 300/1970 · Codice civile · Legge 604/1966 · D.lgs. 22/2015 · Ispettorato nazionale del lavoro
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