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    Licenziamento badante per decesso: fac simile e procedura

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    Affrontare la scomparsa di un proprio caro è un momento complesso, che impone anche la gestione di aspetti pratici e burocratici, come la cessazione del rapporto di lavoro con la badante. Se ti trovi in questa situazione, in questa guida troverai la procedura corretta e un modello pratico per gestire la conclusione del contratto in modo sereno e conforme alla legge.

    Per affrontare la situazione con sicurezza ed evitare errori, compila il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di cessazione dei rapporti di lavoro domestico.

    Cosa succede al contratto della badante in caso di morte dell'assistito?

    Il decesso del datore di lavoro non comporta l'interruzione automatica del rapporto di lavoro domestico.

    Il contratto rimane attivo e spetta agli eredi la decisione di proseguirlo o di interromperlo. Nella quasi totalità dei casi, venendo meno lo scopo dell'assistenza, gli eredi procedono con la risoluzione del contratto.

    Qual è la procedura corretta per comunicare il licenziamento?

    La procedura da seguire per licenziare la badante a seguito del decesso del datore di lavoro si articola in due passaggi fondamentali.

    Gli eredi devono:

    • Inviare una lettera di licenziamento scritta alla lavoratrice.
    • Effettuare la comunicazione di cessazione del rapporto di lavoro all'INPS.

    La comunicazione telematica all'INPS va completata entro 5 giorni dalla data del decesso. Inoltre, entro 10 giorni dalla data di cessazione, è necessario versare i contributi relativi all'ultimo periodo lavorato.

    Posso utilizzare un fac simile per la lettera di licenziamento?

    Certamente. Utilizzare un modello preimpostato, o fac simile, è la soluzione più semplice e sicura per comunicare la decisione in modo formale e completo.

    Di seguito trovi un fac simile della lettera di licenziamento da compilare e consegnare a mano - facendone firmare una copia per ricevuta - o da inviare tramite raccomandata con ricevuta di ritorno.

    Spett.le [Nome e Cognome della Badante] [Indirizzo della Badante]

    Oggetto: Risoluzione del rapporto di lavoro per decesso del datore di lavoro

    La sottoscritta/o [Nome e Cognome dell'Erede], in qualità di erede del sig./sig.ra [Nome e Cognome del datore di lavoro deceduto],

    COMUNICA

    la cessazione del rapporto di lavoro domestico in essere tra Lei e il defunto sig./sig.ra [Nome e Cognome del datore di lavoro], a far data dal [Data di cessazione del rapporto].

    La risoluzione del rapporto si rende necessaria a seguito del decesso del datore di lavoro, avvenuto in data [Data del decesso]. Il presente atto costituisce pertanto lettera di licenziamento per giustificato motivo oggettivo.

    Il rapporto di lavoro si intenderà risolto con preavviso, pertanto l'ultimo giorno di lavoro sarà il [Data ultimo giorno di lavoro].

    oppure

    Il rapporto di lavoro si intenderà risolto con effetto immediato. Come previsto dall'art. 40 del CCNL Lavoro Domestico, Le verrà corrisposta l'indennità sostitutiva del preavviso.

    Entro i termini di legge, Le verranno liquidate tutte le competenze di fine rapporto, comprensive di:

    • Retribuzione dei giorni lavorati;
    • Ratei di tredicesima mensilità maturati;
    • Ferie non godute;
    • Trattamento di Fine Rapporto - TFR.

    La preghiamo di recarsi presso [indicare luogo per ritiro busta paga e liquidazione] per la firma della documentazione finale e la consegna delle spettanze.

    Cordiali saluti.

    Luogo e Data: [Città, GG/MM/AAAA]

    Firma dell'Erede

    Per ricevuta e presa visione (Firma della Badante)

    Qual è il preavviso per licenziare la badante dopo il decesso?

    Gli eredi possono scegliere tra due opzioni.

    La prima è quella di rispettare il periodo di preavviso previsto dal Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro Domestico, che varia in base all'anzianità di servizio e all'orario di lavoro:

    • 8 giorni di calendario per rapporti di lavoro fino a 24 ore settimanali.
    • 15 giorni di calendario per rapporti di lavoro superiori a 24 ore settimanali.

    La seconda opzione è il licenziamento in tronco, ovvero senza preavviso. In questo caso, alla lavoratrice spetta un'indennità sostitutiva pari alla retribuzione che avrebbe percepito durante il periodo di preavviso.

    Cosa spetta alla badante quando muore il datore di lavoro?

    Al momento della cessazione del rapporto, gli eredi devono liquidare alla lavoratrice tutte le competenze maturate.

    Queste includono:

    • L'ultima busta paga con la retribuzione dei giorni lavorati.
    • I ratei della tredicesima mensilità.
    • L'indennità per le ferie maturate e non godute.
    • Il Trattamento di Fine Rapporto - TFR.
    • L'eventuale indennità di mancato preavviso.

    Per evitare errori nel calcolo di queste somme, è consigliabile rivolgersi a un patronato o a un consulente del lavoro.

    Chi paga il TFR e le altre competenze se il datore di lavoro muore?

    L'obbligo di saldare tutte le spettanze della lavoratrice, incluso il TFR, ricade sugli eredi del defunto datore di lavoro.

    Gli eredi sono tenuti a farsi carico di tutti i debiti e crediti del defunto, compresi quelli derivanti dal rapporto di lavoro domestico.

    La badante licenziata ha diritto alla disoccupazione NASpI?

    Sì. Il licenziamento per decesso del datore di lavoro è considerato una perdita involontaria del posto di lavoro.

    Pertanto, se la lavoratrice possiede i requisiti contributivi e lavorativi previsti dalla legge, ha pieno diritto a presentare la domanda per l'indennità di disoccupazione NASpI.

    La badante ha diritto a rimanere in casa dopo la morte dell'assistito?

    No, salvo diversi accordi presi con gli eredi.

    Il diritto all'alloggio per una badante convivente è strettamente legato al rapporto di lavoro. Una volta che il contratto cessa, cessa anche il diritto a risiedere nell'abitazione del datore di lavoro.

    Hai ancora dubbi sul licenziamento della badante per decesso del datore di lavoro?

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