Affrontare un licenziamento collettivo è una procedura complessa che comporta oneri significativi per l'azienda, tra cui il cosiddetto "ticket di licenziamento". Si tratta di un contributo che il datore di lavoro è tenuto a versare per ogni lavoratore licenziato.
In questo articolo vedremo nel dettaglio quanto costa il contributo NASpI, come viene calcolato e quali sono le variabili che ne determinano l'importo.
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Qual è l'importo del contributo NASpI per il licenziamento collettivo?
L'importo del contributo NASpI, o ticket di licenziamento, non è fisso. Il costo a carico dell'azienda dipende in modo determinante dall'esito della procedura sindacale che accompagna il licenziamento collettivo.
Il calcolo si basa su una percentuale del massimale mensile NASpI, che per l'anno 2026 è stato fissato a 1.584,70 euro.
Le due casistiche principali sono:
- Licenziamento con accordo sindacale: in questo caso, il contributo è più contenuto.
- Licenziamento senza accordo sindacale: in assenza di un accordo, l'importo del contributo a carico dell'azienda viene triplicato.
Come si calcola il ticket di licenziamento?
Il calcolo si effettua moltiplicando la quota annuale per ogni anno di anzianità aziendale del lavoratore, fino a un massimo di tre anni.
Vediamo gli importi precisi basati sul massimale NASpI 2026.
- Con accordo sindacale: il contributo è pari al 41% del massimale. Il costo per l'azienda è di 649,73 euro per ogni anno di anzianità del dipendente, fino a un importo massimo di 1.949,19 euro.
- Senza accordo sindacale: il contributo è pari al 123% del massimale. Il costo per l'azienda sale a 1.949,19 euro per ogni anno di anzianità del dipendente, fino a un importo massimo di 5.847,57 euro.
Quando deve essere versato il contributo all'INPS?
Il versamento del ticket di licenziamento deve essere effettuato dall'azienda in un'unica soluzione.
La scadenza è fissata entro il giorno 16 del secondo mese successivo a quello in cui è avvenuta la cessazione del rapporto di lavoro.
Per ulteriori dettagli normativi è sempre consigliabile consultare la Circolare INPS di riferimento.
Come funziona la procedura di licenziamento collettivo?
Il licenziamento collettivo è una procedura regolata dalla legge che si attiva quando un'azienda con più di 15 dipendenti intende licenziare almeno 5 lavoratori nell'arco di 120 giorni.
La procedura prevede una comunicazione obbligatoria alle rappresentanze sindacali e agli uffici competenti.
L'obiettivo è cercare un accordo con i sindacati per gestire gli esuberi, ed è proprio l'esito di questa trattativa a determinare il costo finale del contributo NASpI per l'azienda.
Cosa spetta al lavoratore in caso di licenziamento collettivo?
Il lavoratore coinvolto in un licenziamento collettivo ha diritto a percepire l'indennità di disoccupazione NASpI, a patto di possedere i requisiti contributivi e lavorativi richiesti dalla legge.
Oltre a questo, il lavoratore ha ovviamente diritto alle spettanze di fine rapporto, come il Trattamento di Fine Rapporto - TFR - e le altre indennità maturate.
Quando non è dovuto il contributo NASpI?
Esistono specifiche situazioni in cui il datore di lavoro non è tenuto a versare il ticket di licenziamento.
Queste casistiche sono previste dalla normativa e includono, ad esempio, le interruzioni di rapporto di lavoro a tempo indeterminato nel settore edile per completamento delle attività e chiusura del cantiere.
Data la complessità delle normative, è fondamentale verificare ogni singola fattispecie per determinare la corretta applicazione del contributo.
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