Interrompere un rapporto di lavoro è una decisione complessa, che solleva dubbi e preoccupazioni, soprattutto riguardo al diritto all'indennità di disoccupazione. Se stai valutando questa possibilità, in questo articolo troverai informazioni chiare su come la risoluzione consensuale, spesso chiamata licenziamento concordato, possa garantire l'accesso alla NASpI.
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Quando la risoluzione consensuale dà diritto alla NASpI?
La regola generale prevede che la NASpI non spetti in caso di risoluzione consensuale. Tuttavia, esistono eccezioni fondamentali. L'indennità di disoccupazione è riconosciuta solo se l'accordo di cessazione del rapporto viene formalizzato in specifiche "sedi protette".
I casi principali in cui si ha diritto alla NASpI sono:
- Accordi di risoluzione sottoscritti presso la Direzione Territoriale del Lavoro o in sedi sindacali.
- Accordi raggiunti nell'ambito della procedura di conciliazione obbligatoria presso l'Ispettorato del Lavoro, come previsto dall'articolo 7 della Legge 604 del 1966.
- In caso di rifiuto da parte del lavoratore al trasferimento presso un'altra sede dell'azienda distante oltre 50 km dalla residenza.
- Risoluzioni consensuali che derivano da accordi collettivi aziendali e che prevedono un incentivo all'esodo.
C'è differenza tra il licenziamento e la risoluzione consensuale?
Sì, la differenza è sostanziale.
Il licenziamento è un atto unilaterale con cui il datore di lavoro decide di porre fine al rapporto di lavoro.
La risoluzione consensuale, invece, è un accordo bilaterale. Datore di lavoro e dipendente decidono di comune intesa di interrompere il rapporto. Il termine "licenziamento concordato" è un'espressione di uso comune ma tecnicamente imprecisa per descrivere proprio la risoluzione consensuale.
Cosa comporta il licenziamento concordato per il lavoratore?
Stipulare un accordo di risoluzione consensuale comporta principalmente tre conseguenze per il lavoratore: l'interruzione definitiva del rapporto di lavoro, la possibilità di ricevere una somma di denaro a titolo di incentivo e, se l'accordo viene formalizzato nelle sedi corrette, il diritto a presentare la domanda per l'indennità di disoccupazione NASpI.
Come funziona la buonuscita nel licenziamento concordato?
La buonuscita, o incentivo all'esodo, è una somma di denaro che il datore di lavoro offre al dipendente per accettare la risoluzione consensuale del rapporto.
Non esiste un importo fisso stabilito dalla legge: la cifra è frutto della libera negoziazione tra le parti e serve a compensare il lavoratore per la perdita del posto di lavoro e a chiudere ogni potenziale contenzioso futuro.
Quali sono i vantaggi di una risoluzione consensuale?
Un accordo concordato può offrire vantaggi a entrambe le parti coinvolte.
- Per il lavoratore, rappresenta un modo per uscire da un rapporto di lavoro in maniera non conflittuale, ottenendo un incentivo economico e mantenendo il diritto alla NASpI, se la procedura è corretta.
- Per il datore di lavoro, è uno strumento per gestire le eccedenze di personale evitando i rischi e i costi di un potenziale contenzioso legale legato a un licenziamento.
Quale tipo di licenziamento non dà diritto alla NASpI?
In generale, non si ha diritto alla NASpI quando la perdita del lavoro è dovuta a una scelta volontaria del dipendente.
I casi più comuni di esclusione sono le dimissioni volontarie e, appunto, la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro quando questa non avviene nelle sedi protette previste dalla normativa.
Come posso interrompere il rapporto di lavoro e ottenere la disoccupazione?
Se l'obiettivo è interrompere il rapporto di lavoro e accedere alla NASpI, la strada delle dimissioni volontarie è quasi sempre preclusa.
La via percorribile è quella di negoziare con il proprio datore di lavoro una risoluzione consensuale, assicurandosi che l'accordo finale venga firmato in una delle sedi tutelate- come la Direzione Territoriale del Lavoro o un sindacato- che garantiscono il successivo riconoscimento dell'indennità da parte dell'INPS.
Cosa comporta per il datore di lavoro la risoluzione consensuale?
Per il datore di lavoro, la risoluzione consensuale implica il pagamento dell'incentivo all'esodo pattuito e il versamento all'INPS del cosiddetto "ticket di licenziamento", un contributo obbligatorio dovuto in quasi tutti i casi di interruzione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato.
Il vantaggio principale per l'azienda è la certezza della chiusura del rapporto, che previene future rivendicazioni da parte del lavoratore.
Hai ancora dubbi sul licenziamento concordato e la NASpI?
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