Valutare una risoluzione consensuale del rapporto di lavoro è un passo delicato, che richiede chiarezza su quanti soldi si possono ottenere, come vengono calcolati e come accedere alla disoccupazione. Se ti trovi in questa situazione, in questo articolo troverai risposte dirette e pratiche basate sulle normative vigenti per capire come funziona il licenziamento concordato. Per affrontare questo percorso con la giusta preparazione, puoi compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in accordi di licenziamento e incentivi all'esodo.
Cosa prevede il licenziamento concordato?
Il licenziamento concordato, più correttamente definito risoluzione consensuale, non è un licenziamento subìto ma un accordo con cui azienda e lavoratore decidono insieme di interrompere il rapporto di lavoro.
Questa soluzione viene spesso proposta dall'azienda per evitare i rischi e i costi di un potenziale contenzioso legale.
In cambio della tua accettazione, l'azienda ti riconosce una somma di denaro chiamata "incentivo all'esodo".
Gli elementi chiave di questo accordo sono:
- La cessazione definitiva del rapporto di lavoro a una data concordata.
- Il pagamento di un incentivo economico, che si aggiunge al normale Trattamento di Fine Rapporto - TFR.
- La tua rinuncia a intraprendere future azioni legali contro l'azienda per questioni legate al rapporto di lavoro concluso.
- La possibilità, a determinate condizioni, di accedere all'indennità di disoccupazione NASpI.
Quante mensilità si ricevono con un licenziamento concordato?
Il numero di mensilità offerte come incentivo all'esodo non è fissato dalla legge, ma è frutto di una libera negoziazione tra te e il datore di lavoro.
Nella prassi, l'importo si colloca solitamente in un intervallo che va da un minimo di 3 a un massimo di 27 mensilità dell'ultima retribuzione utile per il calcolo del TFR.
Questa somma è aggiuntiva rispetto al TFR e alle altre competenze di fine rapporto - come ferie e permessi non goduti - che ti spettano comunque.
Come si calcola l'incentivo all'esodo?
Non esiste una formula matematica unica per calcolare l'incentivo. L'importo viene determinato durante la trattativa e dipende principalmente da due fattori:
- La tua anzianità di servizio in azienda.
- Il rischio per l'azienda di affrontare una causa legale in caso di mancato accordo.
Un altro aspetto importante è che l'incentivo all'esodo gode di una tassazione separata e più vantaggiosa rispetto a quella ordinaria, rendendolo economicamente più conveniente.
Quando si ha diritto alla NASpI dopo un licenziamento concordato?
Sì, è possibile ricevere l'indennità di disoccupazione NASpI anche dopo una risoluzione consensuale, ma solo a una condizione fondamentale.
Per avere diritto alla NASpI, l'accordo deve essere raggiunto e formalizzato in una delle cosiddette "sedi protette".
Queste sedi includono:
- L'Ispettorato Territoriale del Lavoro.
- Una sede sindacale.
- Le commissioni di certificazione.
In alternativa, l'accordo può essere raggiunto nell'ambito di una procedura di conciliazione avviata telematicamente. Se l'accordo viene firmato privatamente solo tra te e l'azienda, senza passare da queste sedi, perdi il diritto alla NASpI.
Hai bisogno di chiarimenti sul licenziamento concordato?
Se desideri una valutazione precisa della tua situazione specifica per capire quante mensilità potresti ottenere e come tutelare il tuo diritto alla disoccupazione, compila il modulo che trovi qui sotto.
Potrai parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza nella negoziazione di accordi di licenziamento e nel calcolo delle mensilità di buonuscita.