Se stai affrontando una riorganizzazione aziendale e temi per il tuo posto di lavoro, è comprensibile avere dubbi su quali regole il datore di lavoro debba seguire per scegliere chi licenziare. In questo articolo facciamo chiarezza sui criteri previsti dalla legge, distinguendo tra licenziamenti collettivi e individuali. Per affrontare la situazione con maggiore sicurezza, puoi compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza nelle procedure di licenziamento e nella tutela dei lavoratori.
Cosa sono i criteri di scelta e a cosa servono?
I criteri di scelta sono delle regole oggettive che il datore di lavoro deve seguire per individuare i lavoratori da licenziare in caso di riduzione del personale. Il loro scopo è garantire che la scelta non sia arbitraria, ma basata su principi di correttezza e buona fede, evitando qualsiasi forma di discriminazione.
Le modalità di applicazione di questi criteri cambiano in modo significativo a seconda che si tratti di un licenziamento collettivo o di un licenziamento individuale per motivi economici.
Quali sono i criteri nel licenziamento collettivo?
Si parla di licenziamento collettivo quando un'azienda con più di 15 dipendenti intende licenziare almeno 5 lavoratori nell'arco di 120 giorni, a causa di una riduzione o trasformazione di attività.
In questo scenario, la legge 223/1991 stabilisce una gerarchia precisa per l'applicazione dei criteri di scelta.
La priorità assoluta spetta agli accordi sindacali. Se l'azienda raggiunge un'intesa con le rappresentanze sindacali, i criteri di scelta saranno quelli definiti nell'accordo stesso, come ad esempio la vicinanza del lavoratore alla pensione.
In assenza di un accordo sindacale, la legge impone al datore di lavoro di applicare contemporaneamente tre criteri legali:
- Carichi di famiglia: tutela maggiormente i lavoratori che hanno più familiari a proprio carico, come coniuge o figli.
- Anzianità di servizio: protegge i dipendenti che lavorano in azienda da più tempo, penalizzando quindi chi è stato assunto più di recente.
- Esigenze tecnico-produttive ed organizzative: permette all'azienda di salvaguardare i profili con competenze e professionalità ritenute indispensabili o difficilmente sostituibili per la continuità aziendale.
E nel licenziamento individuale per motivo economico?
Nel caso di un licenziamento individuale per giustificato motivo oggettivo – ad esempio per la soppressione di una singola posizione lavorativa – non esiste una graduatoria formale come nei licenziamenti collettivi.
Tuttavia, il datore di lavoro non ha piena libertà di scelta.
Se le mansioni del lavoratore il cui posto è stato soppresso sono svolte anche da altri colleghi con profili professionali fungibili, cioè intercambiabili, il datore di lavoro deve estendere la sua valutazione a tutti loro.
La scelta su chi licenziare deve avvenire applicando i principi di correttezza e buona fede. La giurisprudenza ha confermato che, in questi casi, si possono usare criteri simili a quelli dei licenziamenti collettivi, come ad esempio la minor anzianità di servizio o i minori carichi familiari. È possibile considerare anche altri parametri oggettivi e razionali, come la produttività o il costo del dipendente, a patto che non nascondano intenti discriminatori.
Quando la scelta del lavoratore è sempre illegittima?
La legge stabilisce in modo chiaro che un licenziamento è sempre nullo e illegittimo se la scelta del lavoratore è basata su ragioni discriminatorie.
La scelta è quindi vietata se motivata da fattori quali:
- Sesso o orientamento sessuale
- Religione o credo politico
- Condizioni di disabilità
- Lingua o razza
Qualsiasi licenziamento basato su uno di questi elementi può essere impugnato e dichiarato nullo.
Il licenziamento per giustificato motivo oggettivo dà diritto alla NASpI?
Sì, il licenziamento per giustificato motivo oggettivo, sia individuale che collettivo, rappresenta una perdita involontaria del posto di lavoro.
Di conseguenza, il lavoratore licenziato ha diritto a presentare domanda per l'indennità di disoccupazione NASpI, a condizione che soddisfi tutti gli altri requisiti contributivi e lavorativi previsti dalla normativa INPS.
Hai ancora dubbi sui criteri di scelta per il licenziamento?
Se desideri valutare la tua situazione specifica o capire meglio come vengono applicati questi principi nel tuo caso, puoi compilare il modulo che trovi qui sotto per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza nei criteri di scelta applicati ai licenziamenti.