Ricevere una lettera di contestazione disciplinare mentre si è assenti per malattia può generare ansia e confusione. Molti lavoratori credono che lo stato di malattia li protegga da qualsiasi tipo di licenziamento, ma la realtà è più complessa. In questo articolo vedremo insieme quando un licenziamento disciplinare durante la malattia è considerato legittimo e quale procedura il datore di lavoro è tenuto a seguire.
Per affrontare la situazione con la massima certezza, puoi compilare subito il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di licenziamenti disciplinari durante il periodo di malattia.
È possibile essere licenziati durante la malattia per motivi disciplinari?
Sì, un lavoratore può essere licenziato anche se si trova in malattia, ma solo a determinate condizioni. Il licenziamento non può mai essere causato dallo stato di salute in sé, ma deve derivare da una grave violazione degli obblighi contrattuali commessa dal dipendente.
Quando la violazione è così grave da ledere in modo irreparabile il rapporto di fiducia con l'azienda, si parla di licenziamento per giusta causa. In questo caso, il recesso ha effetto immediato e non prevede un periodo di preavviso.
Una conseguenza importante è che, con la cessazione del rapporto di lavoro, decade anche il diritto all'indennità di malattia a carico dell'INPS.
Quali comportamenti possono giustificare un licenziamento disciplinare in malattia?
Durante il periodo di assenza per malattia, il lavoratore è comunque tenuto a rispettare i suoi doveri di correttezza e buona fede. Un licenziamento disciplinare può essere intimato, per esempio, in caso di:
- Falsa malattia, dimostrata tramite certificati medici falsificati o alterati.
- Svolgimento di altre attività lavorative, in nero o in concorrenza con l'azienda, che pregiudicano o ritardano la guarigione.
- Assenza ingiustificata e ripetuta alle visite fiscali di controllo disposte dall'INPS, violando l'obbligo di reperibilità.
Come si svolge la procedura di licenziamento disciplinare?
Se il datore di lavoro accerta una di queste gravi mancanze, deve seguire un iter preciso stabilito dall'articolo 7 dello Statuto dei Lavoratori. La procedura non viene sospesa dalla malattia del dipendente.
I passaggi fondamentali sono:
- Invio di una lettera di contestazione disciplinare scritta, in cui vengono descritti in modo dettagliato i fatti contestati.
- Concessione di un termine, di solito non inferiore a 5 giorni, per consentire al lavoratore di presentare le proprie giustificazioni scritte o di chiedere di essere ascoltato di persona.
Solo dopo aver valutato le difese del lavoratore, l'azienda potrà comunicare l'eventuale sanzione disciplinare, che nei casi più gravi può essere il licenziamento.
Che differenza c'è con il licenziamento per superamento del periodo di comporto?
È fondamentale non confondere il licenziamento disciplinare con il licenziamento per superamento del periodo di comporto. Quest'ultimo si verifica quando il lavoratore supera il numero massimo di giorni di assenza per malattia consentito dal suo Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro - CCNL.
In quella circostanza, il recesso non è disciplinare ma rientra nel "giustificato motivo oggettivo". Una differenza sostanziale è che, in caso di licenziamento per superamento del comporto, il lavoratore ha diritto a percepire l'indennità di disoccupazione NASpI, a differenza di quanto accade solitamente con il licenziamento per giusta causa.
Hai ancora dubbi sul licenziamento disciplinare durante la malattia?
Se desideri valutare la tua situazione specifica o capire come tutelare i tuoi diritti, puoi compilare il modulo che trovi qui sotto per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in licenziamenti disciplinari avvenuti in costanza di malattia.



