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    Licenziamento disciplinare naspi 2026: spetta sempre?

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    Affrontare un licenziamento disciplinare può generare molta ansia e incertezza, soprattutto riguardo al proprio futuro economico e al diritto di accedere a un sostegno al reddito. Se ti trovi in questa situazione, è normale avere dubbi su cosa preveda la legge. In questa guida chiariamo le regole della NASpI 2026 in caso di licenziamento per motivi disciplinari, spiegando quando spetta, a quali condizioni e quali sono le novità da conoscere.

    Per affrontare la situazione con la massima sicurezza e senza rischiare di commettere errori, puoi compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di licenziamento disciplinare e diritto alla NASpI.

    Chi viene licenziato per motivi disciplinari ha diritto alla NASpI nel 2026?

    Sì, in linea di principio il licenziamento disciplinare dà diritto a percepire l'indennità di disoccupazione NASpI.

    Questo accade perché, ai fini della legge, anche un licenziamento dovuto a una condotta del lavoratore - sia per giusta causa che per giustificato motivo soggettivo - è considerato uno stato di disoccupazione involontaria.

    La condizione fondamentale per accedere alla NASpI rimane il requisito contributivo: il lavoratore deve aver versato almeno 13 settimane di contribuzione nei quattro anni precedenti l'inizio del periodo di disoccupazione.

    Quali sono le nuove regole che possono escludere la NASpI?

    Nonostante la regola generale sia favorevole al lavoratore, esistono alcune eccezioni e novità normative che possono complicare l'accesso all'indennità.

    Il caso più discusso riguarda l'assenza ingiustificata. La Legge di Bilancio 2025 ha introdotto una specifica novità: se un lavoratore si assenta senza giustificazione per un periodo prolungato - superiore a 15 giorni - il suo comportamento può essere interpretato come "dimissioni per fatti concludenti". In questa circostanza, poiché l'interruzione del rapporto è equiparata a dimissioni volontarie, il diritto alla NASpI viene meno.

    Tuttavia, è fondamentale una precisazione: se il datore di lavoro, invece di attendere, avvia e conclude una procedura formale di licenziamento disciplinare per l'assenza, il diritto alla NASpI è solitamente garantito.

    Un'altra eccezione riguarda chi, dopo aver perso un precedente lavoro - anche per dimissioni volontarie - trova una nuova occupazione e viene licenziato prima di aver maturato le 13 settimane di contribuzione necessarie. In questo caso, la NASpI non spetta.

    Come funziona la NASpI 2026 in pratica?

    Per avere un quadro completo, è utile conoscere i dettagli tecnici dell'indennità di disoccupazione prevista per il 2026.

    • Importo massimo: L'INPS ha fissato il massimale mensile della NASpI a 1.584,70 euro.
    • Durata dell'indennità: La NASpI viene erogata per un numero di settimane pari alla metà delle settimane contributive accumulate negli ultimi quattro anni, fino a un massimo di 24 mesi.
    • Procedura: È cruciale che il lavoratore riceva la comunicazione ufficiale di licenziamento e verifichi che l'azienda abbia rispettato la procedura disciplinare prevista dall'articolo 7 dello Statuto dei Lavoratori.

    Il datore di lavoro deve pagare un contributo per il licenziamento disciplinare?

    Sì, anche in caso di licenziamento disciplinare il datore di lavoro è tenuto a versare il cosiddetto "ticket di licenziamento".

    Questo contributo, destinato a finanziare la NASpI, per il 2026 è pari a 649,73 euro per ogni anno di anzianità di servizio del dipendente.

    L'importo massimo del ticket è di 1.949,19 euro, dovuto per i rapporti di lavoro con una durata pari o superiore a 36 mesi.

    Quali altri licenziamenti danno diritto alla NASpI?

    Oltre al licenziamento disciplinare, l'indennità di disoccupazione spetta in quasi tutte le altre forme di interruzione involontaria del rapporto di lavoro. Tra queste rientrano:

    • Licenziamento per giustificato motivo oggettivo, legato a ragioni economiche o organizzative.
    • Licenziamento collettivo.
    • Licenziamento durante o al termine del periodo di prova, a patto che sussista il requisito contributivo.
    • Dimissioni per giusta causa.
    • Risoluzione consensuale avvenuta nell'ambito di una procedura di conciliazione.

    È possibile licenziarsi per giusta causa e ottenere la NASpI?

    Sì, è un'altra situazione in cui si ha diritto alla NASpI. Le dimissioni per giusta causa si verificano quando il lavoratore è costretto a interrompere il rapporto di lavoro a causa di un grave inadempimento del datore di lavoro, come il mancato pagamento dello stipendio.

    In questo scenario, le dimissioni non sono considerate un atto volontario ma una conseguenza necessaria di un comportamento altrui, e per questo motivo lo stato di disoccupazione è riconosciuto come involontario e meritevole del sostegno al reddito.

    Hai ancora dubbi sul licenziamento disciplinare e la NASpI 2026?

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