La situazione di un licenziamento seguito da una riassunzione nella stessa azienda può generare dubbi e incertezze, specialmente per quanto riguarda la gestione del Trattamento di Fine Rapporto. Se ti trovi in questa condizione o la stai valutando con il tuo datore di lavoro, in questo articolo faremo chiarezza su come viene gestito il TFR, quali sono le conseguenze per l'anzianità di servizio e quali aspetti considerare. Per affrontare la situazione con sicurezza, puoi compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di licenziamenti, riassunzioni e gestione del TFR.
Si può licenziare un dipendente per poi riassumerlo?
Sì, è una pratica possibile e legale. Dal punto di vista giuridico, il licenziamento interrompe a tutti gli effetti il rapporto di lavoro esistente. La successiva riassunzione, anche a breve distanza di tempo, dà vita a un contratto di lavoro completamente nuovo e distinto dal precedente.
Questo significa che l'interruzione è reale e non solo formale, con precise conseguenze su vari aspetti del rapporto lavorativo, a partire proprio dal Trattamento di Fine Rapporto.
Cosa succede al TFR in caso di licenziamento e riassunzione?
Con la cessazione del contratto, il datore di lavoro ha l'obbligo di liquidare tutto il TFR che hai maturato fino a quel momento. Il vecchio rapporto si chiude e con esso si chiude anche il relativo accantonamento del TFR.
Esistono due scenari principali a seconda di dove erano destinate le quote del tuo TFR:
- Se il TFR è accantonato in azienda: Il datore di lavoro deve calcolare l'importo totale maturato e versartelo secondo le tempistiche previste dal tuo Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro - CCNL. Con la nuova assunzione, l'accantonamento del TFR ripartirà da zero.
- Se il TFR è destinato a un fondo pensione: L'azienda, con il licenziamento, smetterà di versare i contributi al fondo. Le somme già versate, tuttavia, non ti verranno liquidate in busta paga ma rimarranno depositate nel tuo fondo di previdenza complementare. Una volta riassunto, dovrai semplicemente comunicare al datore di lavoro di riprendere i versamenti sullo stesso fondo.
In entrambi i casi, al momento della nuova assunzione dovrai compilare nuovamente il modulo TFR2 per scegliere la destinazione del nuovo TFR maturando.
Quanto tempo deve passare tra il licenziamento e la nuova assunzione?
La legge non stabilisce un intervallo di tempo minimo universale tra un licenziamento e una successiva riassunzione con contratto a tempo indeterminato.
La questione è diversa per i contratti a tempo determinato, per i quali la normativa - nota come decreto dignità - prevede specifici intervalli di tempo - il cosiddetto "stop and go" - prima di poter stipulare un nuovo contratto a termine con lo stesso lavoratore.
L'importante, nel caso di un contratto a tempo indeterminato, è che l'operazione non sia finalizzata a eludere norme di legge o a danneggiare i diritti del lavoratore.
Quali sono le altre conseguenze sulla posizione lavorativa?
La conseguenza più rilevante, oltre alla liquidazione del TFR, è la perdita dell'anzianità di servizio.
Poiché il rapporto di lavoro precedente si è interrotto, con la nuova assunzione la tua anzianità aziendale riparte da zero. Questo può avere un impatto su alcuni istituti contrattuali legati all'anzianità, come per esempio:
- Scatti di anzianità.
- Periodo di preavviso in caso di future dimissioni o licenziamento.
- Calcolo di eventuali tutele previste dalla legge in base agli anni di servizio.
Quali sono gli obblighi di repêchage per l'azienda?
L'obbligo di repêchage si applica prima del licenziamento per giustificato motivo oggettivo. Consiste nel dovere del datore di lavoro di verificare se sia possibile ricollocare il lavoratore in altre mansioni equivalenti o inferiori all'interno dell'azienda, prima di procedere con il licenziamento.
In un contesto di licenziamento e successiva riassunzione concordata, questo obbligo perde di centralità, poiché la volontà è quella di creare un nuovo rapporto di lavoro. Tuttavia, il licenziamento iniziale deve comunque fondarsi su una causa legittima.
Cosa accade al pignoramento dello stipendio in questo caso?
Il pignoramento presso terzi è legato a uno specifico rapporto di lavoro.
Quando il contratto viene interrotto con il licenziamento, cessa anche l'obbligo del datore di lavoro di trattenere le somme pignorate. Per poter aggredire lo stipendio del nuovo rapporto di lavoro, il creditore dovrebbe notificare un nuovo atto di pignoramento al datore di lavoro, relativo al nuovo contratto.
Hai ancora dubbi sul TFR dopo un licenziamento e una riassunzione?
Se desideri valutare la tua situazione specifica e capire quali importi ti spettano, puoi compilare il modulo che trovi qui sotto per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza nelle procedure di licenziamento e successiva riassunzione.