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    Licenziamento e tfr: cosa ti spetta e quando arriva

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    Spesso si tende a fare confusione tra i termini licenziamento e TFR, ma è fondamentale capire che non sono affatto la stessa cosa. Se stai affrontando la fine di un rapporto di lavoro, conoscere la differenza è il primo passo per assicurarti di ricevere tutto ciò che ti spetta per legge e secondo contratto.

    In questo articolo vedremo insieme quali sono i tuoi diritti, le somme a cui hai accesso e le tempistiche previste. Per affrontare la situazione con la giusta sicurezza, puoi compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di conclusione del rapporto di lavoro.

    Qual è la differenza tra TFR e licenziamento?

    La distinzione è molto netta e conoscere il significato di entrambi i termini è essenziale per comprendere i propri diritti.

    Il licenziamento è l'atto con cui il datore di lavoro decide in modo unilaterale di interrompere il contratto di lavoro. Non è una somma di denaro, ma un evento.

    Il TFR - acronimo di Trattamento di Fine Rapporto, spesso chiamato anche liquidazione - è invece una somma di denaro che spetta sempre al lavoratore dipendente quando un rapporto di lavoro termina, indipendentemente dalla causa. Si tratta di una quota di retribuzione che viene accantonata ogni anno dall'azienda.

    Quando ti licenziano, cosa ti spetta?

    In caso di interruzione del rapporto di lavoro per decisione del datore, hai diritto a diverse voci economiche. Oltre al TFR maturato fino a quel momento, potresti avere diritto a:

    • L'indennità per mancato preavviso, nel caso in cui il datore non rispetti i termini di preavviso previsti dal tuo contratto.
    • L'indennità di disoccupazione NASpI, erogata dall'INPS a seguito della perdita involontaria del lavoro.
    • Il saldo delle ferie e dei permessi non goduti.
    • L'ultima busta paga per il lavoro svolto.

    Si ha sempre diritto al TFR, anche in caso di dimissioni?

    Sì, il diritto al TFR matura sempre, a prescindere da come si conclude il rapporto di lavoro.

    Questo significa che riceverai la liquidazione che hai accumulato sia che tu venga licenziato, sia che tu decida di dare le dimissioni volontariamente, sia che il tuo contratto a termine giunga alla sua naturale scadenza.

    Quando viene pagato il TFR dopo un licenziamento?

    Non esiste una regola unica valida per tutti, poiché le tempistiche di pagamento del TFR non sono definite da una legge nazionale, ma sono stabilite dai singoli Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro - CCNL.

    Ogni settore - commercio, metalmeccanico, servizi - ha le sue scadenze, che solitamente vanno dai 30 ai 45 giorni dalla data di cessazione del rapporto. Per avere una risposta certa, è necessario verificare cosa prevede il CCNL applicato al tuo contratto.

    Il licenziamento viene pagato?

    No, il licenziamento in sé non è un pagamento. Come abbiamo visto, è l'atto che pone fine al rapporto di lavoro.

    A essere pagate sono le somme che derivano da questo evento, ovvero le cosiddette spettanze di fine rapporto. Tra queste, la più importante è il TFR, ma ci sono anche l'eventuale indennità di mancato preavviso e il saldo di ferie e permessi.

    Come si calcola l'importo netto del TFR?

    Molti si chiedono quanto riceveranno al netto da un TFR di 5.000 o 10.000 euro. Rispondere con una cifra esatta non è possibile, perché il calcolo non è una semplice percentuale.

    Il TFR è soggetto a una "tassazione separata", un regime fiscale agevolato le cui aliquote dipendono da diversi fattori, come il reddito medio degli ultimi anni e l'anzianità di servizio. Per questo motivo, il calcolo preciso deve essere eseguito dal datore di lavoro o da un professionista che possa verificare la correttezza dei conteggi.

    È meglio dare le dimissioni o farsi licenziare?

    La scelta dipende dagli obiettivi personali e professionali, ma c'è una differenza fondamentale da considerare: l'accesso alla NASpI.

    Generalmente, chi dà le dimissioni volontarie non ha diritto all'indennità di disoccupazione. Al contrario, chi viene licenziato - per giustificato motivo oggettivo o soggettivo - o chi si dimette per giusta causa ha diritto a richiederla.

    Hai ancora dubbi su licenziamento e TFR?

    Se desideri valutare la tua situazione specifica o verificare che i conteggi aziendali siano corretti, puoi compilare il modulo che trovi qui sotto per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza nelle procedure di fine rapporto e nel calcolo del TFR.

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