La nascita di un figlio porta a riconsiderare molti aspetti della propria vita, inclusa la carriera professionale. Se stai valutando di dare le dimissioni entro il primo anno di vita del tuo bambino, è importante sapere che la legge prevede tutele specifiche. In questo articolo scopriremo insieme se in questa situazione si ha diritto all'indennità di disoccupazione NASpI e quali sono i passaggi da seguire.
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Come funziona la disoccupazione entro l'anno del bambino?
Sì, la lavoratrice madre o il lavoratore padre che si dimettono volontariamente entro il primo anno di vita del bambino hanno diritto a percepire l'indennità di disoccupazione NASpI.
Questa è una delle poche eccezioni previste dalla legge italiana. Di norma, le dimissioni volontarie non danno accesso alla disoccupazione, ma in questo caso specifico vengono equiparate a un licenziamento.
La tutela si applica per tutto il cosiddetto "periodo protetto", che va dall'inizio della gravidanza fino al compimento del primo anno di età del figlio, o del primo anno dall'adozione o affidamento.
Come si presentano le dimissioni entro l'anno del bambino?
La procedura da seguire è diversa da quella standard e prevede due passaggi fondamentali per poter accedere alla NASpI.
Innanzitutto, non si è tenuti a rispettare il periodo di preavviso stabilito dal proprio Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro. Anzi, il datore di lavoro è obbligato a corrispondere in busta paga la relativa indennità sostitutiva del preavviso.
In secondo luogo, per rendere efficaci le dimissioni e poter richiedere l'indennità, è necessario un passaggio cruciale:
- La convalida obbligatoria: le dimissioni devono essere convalidate presso l'Ispettorato Territoriale del Lavoro - ITL. Questo serve per accertare che la scelta sia genuina e non frutto di pressioni da parte del datore di lavoro.
Una volta ottenuta la convalida, è possibile inviare la domanda telematica di disoccupazione all'INPS, anche con il supporto di un patronato.
Quali sono i requisiti contributivi per ottenere la NASpI?
La motivazione familiare da sola non basta. Per avere diritto all'assegno di disoccupazione, è necessario possedere anche i requisiti contributivi e lavorativi standard richiesti per la NASpI.
Nello specifico, bisogna aver maturato:
- Almeno 13 settimane di contribuzione nei quattro anni che precedono l'inizio della disoccupazione.
- Almeno 30 giorni di lavoro effettivo nei dodici mesi che precedono le dimissioni.
Anche il padre ha diritto alla NASpI se si dimette entro l'anno del bambino?
Sì, la tutela è estesa a entrambi i genitori.
Anche il lavoratore padre che decide di dimettersi entro il primo anno di vita del figlio ha diritto a percepire la NASpI, a patto di seguire la stessa procedura di convalida presso l'Ispettorato del Lavoro e di possedere i requisiti contributivi richiesti.
Quanto dura la NASpI in questo caso?
La durata dell'indennità di disoccupazione non cambia. Viene calcolata secondo le regole ordinarie della NASpI.
L'assegno spetta per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi quattro anni, per un massimo di 24 mesi.
Se mi dimetto durante la maternità, ho diritto alla NASpI?
Sì, il diritto alla NASpI in caso di dimissioni è valido per tutto il periodo protetto, che come detto inizia già dal momento della gestazione.
Pertanto, le dimissioni presentate durante il congedo di maternità obbligatorio seguono le stesse regole e danno accesso all'indennità di disoccupazione.
E se le dimissioni avvengono dopo il primo anno di vita del bambino?
Questa tutela speciale cessa esattamente al compimento del primo anno di vita del figlio.
Se le dimissioni vengono presentate anche solo un giorno dopo questa scadenza, vengono considerate come normali dimissioni volontarie. Di conseguenza, non si ha più diritto né all'indennità sostitutiva del preavviso né alla NASpI.
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