Affrontare un licenziamento per giustificato motivo soggettivo può generare dubbi e incertezze, soprattutto riguardo al proprio futuro economico e ai diritti che ne derivano. Se ti trovi in questa situazione, è fondamentale sapere come muoverti e a quali tutele puoi accedere. In questo articolo troverai risposte chiare e aggiornate su cosa ti spetta, con un focus particolare sulle novità previste per la NASpI nel 2025.
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Spetta la NASpI per licenziamento per giustificato motivo soggettivo?
Sì, il lavoratore licenziato per giustificato motivo soggettivo ha pieno diritto a percepire l'indennità di disoccupazione NASpI.
La legge considera infatti questa tipologia di licenziamento come una perdita involontaria del posto di lavoro, che è la condizione fondamentale per accedere a questo ammortizzatore sociale.
Che cos'è il giustificato motivo soggettivo?
Il licenziamento per giustificato motivo soggettivo - GMS - è un provvedimento disciplinare adottato dal datore di lavoro a causa di un notevole inadempimento degli obblighi contrattuali da parte del lavoratore.
A differenza della giusta causa, questo inadempimento non è così grave da impedire la prosecuzione, anche provvisoria, del rapporto di lavoro durante il periodo di preavviso.
Cosa spetta al lavoratore e quali sono i requisiti per la NASpI?
Oltre al preavviso o alla relativa indennità sostitutiva, il diritto principale è l'accesso alla NASpI. Per ottenerla, è necessario soddisfare alcuni requisiti fondamentali stabiliti dall'INPS:
- Stato di disoccupazione involontaria: una condizione che si verifica automaticamente con il licenziamento.
- Requisito contributivo: aver versato almeno 13 settimane di contributi nei quattro anni che precedono l'inizio del periodo di disoccupazione.
- Requisito lavorativo: aver svolto almeno 30 giorni di lavoro effettivo nei 12 mesi prima della perdita del lavoro.
Quali sono le novità per la NASpI dopo un licenziamento nel 2025?
A partire dal 1° gennaio 2025 entrerà in vigore una regola specifica che riguarda chi ha avuto precedenti rapporti di lavoro.
Se nei 12 mesi precedenti al licenziamento ti eri dimesso volontariamente da un altro rapporto di lavoro a tempo indeterminato - o lo avevi risolto consensualmente - potrai accedere alla NASpI solo a una condizione.
Dovrai aver maturato almeno 13 settimane di contributi nel nuovo rapporto di lavoro dal quale sei stato poi licenziato.
Il licenziamento per giustificato motivo soggettivo è una giusta causa?
No, non sono la stessa cosa. Sebbene entrambi siano licenziamenti di natura disciplinare, esiste una differenza fondamentale legata alla gravità del comportamento del lavoratore.
La giusta causa si verifica quando la mancanza del dipendente è talmente grave da non consentire la prosecuzione del rapporto nemmeno per un giorno, portando a un licenziamento immediato e senza preavviso.
Il giustificato motivo soggettivo, invece, pur essendo una violazione degli obblighi, non ha questo livello di gravità e prevede il rispetto del periodo di preavviso.
Quali sono le conseguenze del licenziamento per GMS?
La principale conseguenza è la cessazione del rapporto di lavoro con diritto al preavviso. Dal punto di vista economico, le conseguenze includono la perdita dello stipendio e il diritto a percepire:
- L'indennità di disoccupazione NASpI, se si possiedono i requisiti.
- Il Trattamento di Fine Rapporto - TFR.
- L'indennità sostitutiva per ferie e permessi non goduti.
Qual è la procedura per il licenziamento per GMS?
La procedura prevede una serie di passaggi formali che il datore di lavoro deve rispettare. Inizia con la contestazione scritta dell'addebito al lavoratore, che ha cinque giorni di tempo per presentare le proprie giustificazioni. Solo dopo aver valutato le difese del dipendente, il datore di lavoro può procedere con la comunicazione scritta del licenziamento.
Quando decorre la NASpI in caso di licenziamento?
La NASpI decorre dall'ottavo giorno successivo alla data di cessazione del rapporto di lavoro, se la domanda viene presentata entro otto giorni. Se la domanda viene inviata dopo, l'indennità decorrerà dal giorno successivo a quello di presentazione della domanda stessa.
Quali tipi di licenziamento non danno diritto alla NASpI?
Il diritto alla NASpI viene meno quando la perdita del lavoro non è considerata involontaria. I casi principali sono:
- Le dimissioni volontarie, salvo quelle per giusta causa.
- La risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, a meno che non avvenga nell'ambito di una procedura di conciliazione specifica.
Come faccio a licenziarmi e non perdere la NASpI?
Per non perdere il diritto alla NASpI, le dimissioni devono essere motivate da una "giusta causa", ovvero da un comportamento del datore di lavoro talmente grave da non consentire la prosecuzione del rapporto. Esempi includono il mancato pagamento dello stipendio, il mobbing o molestie sul luogo di lavoro.
Hai ancora dubbi sul licenziamento soggettivo e la NASpI?
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