Ricevere una lettera di licenziamento da un'azienda con meno di 15 dipendenti può generare molta incertezza sulle tutele previste e sull'eventuale risarcimento. Le regole, infatti, cambiano in base alle dimensioni dell'impresa e, soprattutto, alla data di assunzione del lavoratore.
In questo articolo vedremo insieme quali sono i tuoi diritti e come vengono calcolate le indennità in caso di licenziamento ritenuto illegittimo.
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Qual è il risarcimento per gli assunti dal 7 marzo 2015?
Se sei stato assunto a partire dal 7 marzo 2015, rientri nel regime di tutele crescenti previsto dal Jobs Act - decreto legislativo 23/2015.
In caso di licenziamento illegittimo in un'azienda con meno di 15 dipendenti, non è prevista la reintegra sul posto di lavoro. Hai diritto, però, a un risarcimento economico.
Inizialmente, questo risarcimento aveva un tetto massimo di 6 mensilità. Tuttavia, la Corte Costituzionale, con la sentenza numero 118/2025, ha dichiarato questo limite incostituzionale.
Oggi, il giudice può stabilire un'indennità risarcitoria che va da un minimo di 3 a un massimo di 18 mensilità.
Per quantificare l'importo esatto, il giudice valuta diversi elementi, tra cui:
- l'anzianità di servizio;
- le dimensioni e le condizioni economiche dell'impresa, come ad esempio il fatturato.
E per chi è stato assunto prima del 7 marzo 2015?
Per i lavoratori assunti fino al 6 marzo 2015 si applicano le regole della Legge numero 604/1966, conosciute come "tutela obbligatoria".
Anche in questo caso, se il licenziamento è illegittimo, il datore di lavoro è tenuto a versare un'indennità economica, il cui importo è compreso tra 2,5 e 6 mensilità dell'ultima retribuzione globale di fatto.
A differenza del regime del Jobs Act, qui il datore di lavoro ha un'alternativa: può offrire al lavoratore la riassunzione entro 3 giorni dalla comunicazione della sentenza.
Se il lavoratore rifiuta questa proposta, perde il diritto a ricevere qualsiasi indennizzo aggiuntivo.
È possibile ottenere la reintegra sul posto di lavoro?
Come abbiamo visto, nelle piccole imprese la reintegra è un'ipotesi molto rara. Esiste però un'eccezione fondamentale che si applica a tutti i lavoratori, indipendentemente dalla data di assunzione o dalle dimensioni dell'azienda.
Si tratta del licenziamento nullo.
Un licenziamento è considerato nullo quando è basato su motivi illeciti e discriminatori. Ad esempio, se è:
- ritorsivo, cioè una vendetta per aver esercitato un proprio diritto;
- basato su credo politico o fede religiosa;
- legato all'appartenenza a un sindacato;
- motivato da ragioni di sesso o razza.
In questi casi, la tutela è massima. Il giudice ordina l'immediata reintegrazione del lavoratore nel suo posto di lavoro e condanna l'azienda al pagamento di un risarcimento danni, che non può comunque essere inferiore a 5 mensilità di retribuzione.
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