Licenziamento immediato online: esiste e come funziona

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    Il licenziamento non si può fare online: non esiste un portale con cui il datore di lavoro possa licenziare un dipendente, perché la legge chiede una comunicazione scritta diretta al lavoratore. La procedura telematica del Ministero del Lavoro riguarda solo le dimissioni, che possono avere effetto immediato quando c'è una giusta causa o quando si accetta la trattenuta per il mancato preavviso.

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    Esiste una procedura online per licenziare un dipendente?

    No. Nessun portale pubblico permette al datore di lavoro di licenziare: il licenziamento è inefficace se non viene comunicato per iscritto al lavoratore.

    La confusione nasce dal fatto che, per la fine del rapporto decisa dal lavoratore, esiste invece un obbligo di comunicazione esclusivamente telematica: chi si dimette deve usare il modulo online, chi licenzia no.

    AspettoLicenziamento immediatoDimissioni immediate
    Chi decideIl datore di lavoroIl lavoratore
    CanaleComunicazione scritta consegnata al lavoratore, nessun portaleSolo modulo telematico sul sito del Ministero
    PreavvisoNon dovuto in caso di giusta causaNon dovuto in caso di giusta causa, altrimenti si paga l'indennità sostitutiva
    Per tornare indietroIl lavoratore può impugnare entro 60 giorniRevoca online entro 7 giorni

    Come si comunica il licenziamento, allora?

    Con un atto scritto che arrivi al lavoratore e di cui resti prova. Nella stessa comunicazione devono essere indicati i motivi del licenziamento.

    Le forme usate in concreto sono tre:

    • consegna a mano della lettera, con firma per ricevuta sulla copia;
    • raccomandata con avviso di ricevimento;
    • PEC, che è comunque un documento scritto e tracciato.

    Un messaggio verbale, una telefonata o un vocale non producono effetto: il rapporto di lavoro, per la legge, continua a esistere.

    Quando il licenziamento è immediato?

    Quando c'è una causa che non consente la prosecuzione, anche provvisoria, del rapporto: in questo caso il licenziamento è senza preavviso, quello che comunemente si chiama licenziamento in tronco.

    Immediato però non significa senza passaggi. Se il motivo è un comportamento del lavoratore, prima serve la contestazione scritta dell'addebito, e il licenziamento non può essere deciso prima che siano passati cinque giorni dalla contestazione, tempo in cui il lavoratore può presentare le sue difese, anche con l'assistenza di un sindacato.

    Ho ricevuto un licenziamento immediato: entro quando posso contestarlo?

    Il licenziamento va contestato con un atto scritto entro 60 giorni dalla sua ricezione. Basta una comunicazione, anche extragiudiziale, che manifesti la volontà di impugnarlo.

    Dopo l'impugnazione scatta un secondo termine: il ricorso al giudice, o la richiesta di conciliazione o arbitrato, va depositato entro 180 giorni. Lasciar scadere uno dei due termini fa perdere la possibilità di contestare il licenziamento, anche quando è illegittimo nel merito.

    Come si inviano online le dimissioni immediate?

    Attraverso il modulo telematico del Ministero del Lavoro, a cui si accede con SPID o carta d'identità elettronica. La comunicazione arriva in automatico al datore di lavoro e all'Ispettorato nazionale del lavoro.

    Chi non ha un'identità digitale può far trasmettere il modulo da uno dei soggetti abilitati: patronati, organizzazioni sindacali, enti bilaterali, commissioni di certificazione, consulenti del lavoro e sedi territoriali dell'Ispettorato nazionale del lavoro.

    I passaggi sono questi:

    • accesso al portale con SPID o CIE;
    • scelta del tipo di comunicazione: dimissioni volontarie, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale;
    • individuazione del rapporto di lavoro, con dati precompilati per i rapporti iniziati dal 2008 e da inserire a mano per quelli precedenti, indicando anche l'email o la PEC dell'azienda;
    • indicazione della data di decorrenza, cioè il giorno successivo all'ultimo giorno di lavoro;
    • invio e conservazione del PDF con data di trasmissione e codice identificativo.

    Le dimissioni online sono davvero immediate?

    L'invio è immediato, l'effetto dipende dalla data di decorrenza che si indica e dal preavviso. Se il preavviso non viene rispettato, la parte che recede subito deve compensare l'altra con l'indennità sostitutiva, che il datore di lavoro trattiene dalle spettanze finali.

    Il preavviso non è dovuto quando ci sono le dimissioni per giusta causa, cioè quando è il comportamento dell'azienda a rendere impossibile andare avanti: tra i casi indicati ci sono il mancato pagamento della retribuzione, le molestie, il demansionamento e le condotte di mobbing. In quella situazione il rapporto si interrompe subito, l'indennità di preavviso spetta al lavoratore e si apre la strada alla NASpI, ma la giusta causa va provata.

    Quanto tempo c'è per inviare le dimissioni online e in quale giorno del mese decorrono?

    Non esiste un termine fisso per inviare il modulo: il momento va scelto in base al preavviso previsto dal contratto collettivo, che cambia in base a inquadramento, qualifica e anzianità di servizio.

    Il preavviso decorre dalla comunicazione al datore di lavoro, ma alcuni contratti collettivi lo fanno partire solo dal 1° o dal 16° giorno del mese: inviare le dimissioni il 20 può quindi spostare la fine del rapporto di diverse settimane. Il preavviso, inoltre, non decorre durante malattia, infortunio, ferie e maternità: in quei giorni si allunga.

    Se dopo l'invio le parti si accordano su una data di cessazione diversa, non serve rifare la procedura telematica: sarà il datore di lavoro a indicare la data effettiva nella comunicazione di chiusura del rapporto.

    Si possono revocare le dimissioni inviate online?

    Sì, ma solo entro sette giorni dalla trasmissione, con la stessa procedura online e senza bisogno del consenso del datore di lavoro.

    Passato quel termine la revoca unilaterale non è più possibile: per lo stesso rapporto si possono inviare nuove dimissioni, che però non sono revocabili, e per tornare indietro serve l'accordo dell'azienda.

    Chi è escluso dalla procedura telematica?

    Alcuni rapporti restano fuori dall'obbligo di comunicazione online. Sono esclusi:

    • i rapporti di lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni e il lavoro domestico;
    • le risoluzioni consensuali raggiunte nelle sedi conciliative e davanti alle commissioni di certificazione;
    • le dimissioni dei genitori lavoratori soggette a convalida presso l'Ispettorato del lavoro;
    • il lavoro marittimo e il periodo di prova.

    Per chi rientra nell'obbligo, invece, una lettera di dimissioni solo cartacea o via email non produce effetti.

    Cosa succede in pratica

    Marta lavora da quattro anni in un negozio, ha una retribuzione lorda di 1.800 euro al mese e un preavviso contrattuale di 30 giorni. Il 10 marzo decide di andarsene subito e invia le dimissioni telematiche indicando come decorrenza l'11 marzo.

    Poiché non lavora nei 30 giorni di preavviso, il datore di lavoro può trattenerle l'indennità sostitutiva corrispondente a un mese di retribuzione, quindi circa 1.800 euro lordi sulle competenze finali. Se avesse indicato come decorrenza il 10 aprile, nessuna trattenuta.

    Fino al 17 marzo, cioè entro sette giorni dalla trasmissione, Marta può revocare tutto online e tornare al lavoro.

    Se invece non ricevesse lo stipendio da tre mesi, potrebbe inviare dimissioni per giusta causa: rapporto chiuso subito, nessuna trattenuta e 1.800 euro di indennità di preavviso a suo favore, oltre alla possibilità di chiedere la NASpI.

    Nello scenario opposto, se il 10 marzo fosse l'azienda a licenziarla in tronco con lettera consegnata a mano, Marta avrebbe tempo fino al 9 maggio, cioè 60 giorni, per impugnare per iscritto il licenziamento, e altri 180 giorni per depositare il ricorso.

    Fonti: Legge 604/1966 · D.lgs. 151/2015 · Codice civile · Legge 300/1970 · D.lgs. 151/2001 · Ministero del Lavoro · INPS · ClicLavoro

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