Se stai affrontando la fine di un rapporto di lavoro e cerchi di comprendere come orientarti tra le regole del licenziamento e della NASpI previste per il 2026, è normale avere dei dubbi. In questo articolo troverai una guida chiara sui requisiti necessari, i costi a carico dell'azienda e le principali novità introdotte dalla normativa.
Per affrontare la situazione con maggiore sicurezza, puoi compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di licenziamento e accesso all'indennità di disoccupazione.
Quali sono i requisiti per richiedere la naspi nel 2026?
L'indennità di disoccupazione NASpI spetta ai lavoratori che hanno perso involontariamente il proprio impiego. Questo significa che vi si può accedere in caso di licenziamento, anche se di natura disciplinare, ma non in caso di licenziamento per giusta causa.
Per poter presentare la domanda nel 2026, è necessario soddisfare i seguenti requisiti:
- Aver versato almeno 13 settimane di contributi nei quattro anni che precedono l'inizio del periodo di disoccupazione.
- Aver lavorato per almeno 30 giorni effettivi nei dodici mesi che precedono la perdita del lavoro.
Quanto costa licenziare un dipendente nel 2026?
Quando un rapporto di lavoro a tempo indeterminato cessa per una causa che dà diritto alla NASpI, il datore di lavoro è tenuto a versare all'INPS un contributo specifico, conosciuto come "ticket di licenziamento".
L'importo di questo contributo è calcolato in base all'anzianità aziendale del lavoratore. Nello specifico, è pari al 41% del massimale mensile della NASpI per ogni anno di lavoro svolto presso l'azienda, fino a un massimo di tre anni.
Per il 2026, le cifre sono le seguenti:
- Il costo è di 649,73 euro per ogni anno di anzianità.
- L'importo massimo complessivo non può superare i 1.949,19 euro.
Come cambia la naspi nel 2026?
La normativa per il 2026 introduce alcuni aggiornamenti e conferma determinate regole relative ai pagamenti, ai massimali e alla possibilità di accedere nuovamente al sussidio.
Le principali novità sono:
- Massimale erogabile: l'importo massimo che un beneficiario può ricevere mensilmente è fissato a 1.584,70 euro lordi.
- Riaccredito: se dopo aver percepito la NASpI si trova un nuovo impiego e lo si perde, per poter accedere nuovamente all'indennità è necessario aver maturato almeno 13 settimane di contribuzione durante il nuovo rapporto di lavoro.
Come funziona la naspi anticipata nel 2026?
Una delle novità più significative riguarda la NASpI anticipata, ovvero l'erogazione dell'indennità in un'unica soluzione per chi intende avviare un'attività autonoma o un'impresa individuale.
A differenza del passato, l'importo non viene più corrisposto interamente subito. La nuova procedura prevede una suddivisione in due rate:
- Il 70% dell'importo totale viene erogato immediatamente.
- Il restante 30% viene corrisposto solo dopo una verifica da parte dell'INPS, che accerta il mancato avvio di un nuovo rapporto di lavoro subordinato da parte del beneficiario.
Come si presenta la domanda per la naspi nel 2026?
Per richiedere l'indennità di disoccupazione, la procedura rimane telematica. È necessario inviare la pratica accedendo al portale ufficiale dell'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale - l'INPS - tramite la pagina dedicata ai servizi per la NASpI.
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