Se hai ricevuto una comunicazione di licenziamento a voce e non sai come procedere, potresti sentirti disorientato e preoccupato per il tuo futuro. In questo articolo troverai i passaggi chiari e necessari per far valere i tuoi diritti e capire come accedere all'indennità di disoccupazione NASpI. Per affrontare la situazione con la dovuta preparazione e senza commettere errori, puoi compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di licenziamenti orali e accesso alla NASpI.
Il licenziamento orale è inefficace?
Sì, la legge stabilisce che il licenziamento comunicato solo verbalmente è nullo e, di conseguenza, inefficace.
Questo significa che, dal punto di vista legale, non è in grado di interrompere il rapporto di lavoro.
Quali sono le conseguenze di un licenziamento orale?
La principale conseguenza è che il rapporto di lavoro non si considera interrotto. Per questo motivo, non è possibile richiedere immediatamente la NASpI.
L'INPS, infatti, ha bisogno di un documento scritto - come la lettera di licenziamento - per poter verificare che la perdita dell'impiego sia avvenuta in modo involontario.
Senza un atto formale, la tua richiesta verrebbe respinta.
Come si prova il licenziamento orale?
Poiché il licenziamento è avvenuto a voce, l'onere della prova spetta al lavoratore. Per dimostrare che è stato il datore di lavoro a voler interrompere il rapporto, puoi utilizzare diversi elementi, tra cui:
- Testimonianze di colleghi presenti al momento della comunicazione.
- Messaggi tramite WhatsApp, email o SMS in cui il datore di lavoro fa riferimento alla fine del rapporto.
- Qualsiasi altra comunicazione che possa dimostrare la sua volontà di licenziarti.
Cosa bisogna fare per ottenere la NASpI dopo un licenziamento verbale?
Il percorso per sbloccare la situazione e accedere all'indennità di disoccupazione prevede dei passaggi obbligatori e tempistiche precise.
Il primo passo fondamentale è impugnare formalmente il licenziamento. Questo va fatto:
- Contestando il recesso per iscritto entro 60 giorni dalla comunicazione verbale.
- Inviando la comunicazione tramite raccomandata A/R o Posta Elettronica Certificata - PEC.
- È consigliabile farsi assistere da un avvocato o da un patronato per redigere correttamente l'atto.
Una volta impugnato il licenziamento, si aprono due strade per definire la cessazione del rapporto in modo che sia riconosciuta dall'INPS:
- Un accordo di conciliazione tra te e il datore di lavoro.
- Una sentenza del giudice che accerti l'interruzione involontaria del lavoro.
Solo a questo punto, con una data certa di cessazione del rapporto, sarà possibile procedere. La domanda di NASpI deve essere inoltrata all'INPS entro 68 giorni dalla data in cui viene formalizzata la fine del rapporto di lavoro.
Se mi licenzio, perdo il diritto alla NASpI?
Sì, in linea generale le dimissioni volontarie non danno diritto alla NASpI.
L'indennità è pensata per sostenere i lavoratori che perdono l'impiego per cause indipendenti dalla loro volontà. Esistono eccezioni, come le dimissioni per giusta causa - ad esempio per mancato pagamento dello stipendio - ma rappresentano casi specifici da valutare attentamente.
Hai bisogno di supporto per un licenziamento orale e la richiesta di NASpI?
Se desideri valutare la tua situazione specifica per capire come muoverti correttamente e nel rispetto delle tempistiche, puoi compilare il modulo che trovi qui sotto per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in casi di licenziamento verbale e nelle procedure di accesso alla NASpI.



