L'assenza ingiustificata dal posto di lavoro è una situazione delicata che può portare a conseguenze serie, fino al licenziamento. Comprendere la differenza tra un licenziamento per giusta causa e uno per giustificato motivo soggettivo è fondamentale per capire quali sono i propri diritti e le tutele previste. In questo articolo faremo chiarezza su queste due casistiche, spiegando le loro differenze, le conseguenze e la procedura da seguire.
Per affrontare la situazione con la massima sicurezza e avere certezze sui tuoi prossimi passi, potresti preferire il parere di un esperto. Compilando il modulo presente in cima a questa pagina puoi parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in licenziamenti disciplinari per assenza ingiustificata.
Che tipo di licenziamento è quello per assenza ingiustificata?
Il licenziamento per assenza ingiustificata rientra quasi sempre nella categoria dei licenziamenti disciplinari, poiché deriva da un comportamento colpevole del lavoratore che viola i suoi obblighi contrattuali.
A seconda della gravità del comportamento, della sua eventuale ripetizione nel tempo e di quanto previsto dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro - CCNL - di riferimento, questo tipo di licenziamento può configurarsi in due modi:
- Licenziamento per giustificato motivo soggettivo.
- Licenziamento per giusta causa.
Qual è la differenza tra licenziamento per giusta causa e per giustificato motivo soggettivo?
La distinzione fondamentale tra le due tipologie risiede nella gravità dell'inadempimento del lavoratore e nel suo impatto sul rapporto di fiducia con il datore di lavoro.
Il licenziamento per giustificato motivo soggettivo - GMS - scatta in seguito a un notevole inadempimento degli obblighi contrattuali. Nel caso delle assenze, si verifica ad esempio quando queste sono reiterate ma non così gravi da compromettere in modo definitivo e irreparabile la fiducia nel dipendente.
Il licenziamento per giusta causa, invece, si applica per mancanze talmente gravi da ledere irrimediabilmente il rapporto di fiducia, rendendo impossibile la prosecuzione del rapporto di lavoro, anche solo per un giorno. Rientrano in questa categoria:
- Le assenze ingiustificate e prolungate, spesso oltre i 3-4 giorni consecutivi, a seconda del CCNL.
- L'assenza strategica dal lavoro per dedicarsi ad altre attività lavorative.
Quali sono le conseguenze del licenziamento per giustificato motivo soggettivo?
Quando un lavoratore viene licenziato per giustificato motivo soggettivo, ha diritto a specifiche tutele.
- Preavviso: il datore di lavoro è tenuto a concedere il periodo di preavviso stabilito dal contratto o, in alternativa, a corrispondere la relativa indennità sostitutiva.
- Tutele economiche: il lavoratore ha pieno diritto a percepire l'indennità di disoccupazione NASpI e a ricevere il Trattamento di Fine Rapporto - TFR - regolarmente maturato.
E quali sono le conseguenze del licenziamento per giusta causa?
Anche se si tratta della sanzione più grave, il lavoratore licenziato per giusta causa non perde tutti i suoi diritti.
- Preavviso: il licenziamento ha effetto immediato, per questo è detto anche "in tronco". Non è previsto alcun periodo di preavviso né la relativa indennità.
- Tutele economiche: il lavoratore conserva comunque il diritto a ricevere l'indennità di disoccupazione NASpI e il TFR maturato fino a quel momento.
Qual è la procedura da seguire in entrambi i casi?
Sia il licenziamento per giusta causa che quello per giustificato motivo soggettivo devono obbligatoriamente seguire la procedura disciplinare prevista dall'Art. 7 dello Statuto dei Lavoratori.
La procedura si articola in tre passaggi fondamentali:
- Il datore di lavoro deve inviare al dipendente una lettera di contestazione scritta, in cui descrive in modo dettagliato e specifico l'assenza che gli viene addebitata.
- Il lavoratore ha a disposizione un termine minimo, di solito 5 giorni, per presentare le proprie giustificazioni, per iscritto o di persona.
- Solo dopo aver ricevuto ed esaminato le giustificazioni del dipendente, e averle ritenute non valide, il datore di lavoro può comunicare la decisione finale di licenziamento.
Hai ancora dubbi sul licenziamento per assenza ingiustificata?
Se desideri valutare la tua situazione specifica o capire meglio le possibili tutele a tua disposizione, puoi chiedere un parere a un professionista. Compila il modulo che trovi qui sotto per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di licenziamenti per giustificato motivo soggettivo e giusta causa.