Affrontare un licenziamento per cessazione dell'attività aziendale è un momento complesso e carico di incertezze. In questo articolo troverai informazioni chiare e precise sui presupposti di questa procedura, sui tuoi diritti come lavoratore e sull'accesso all'indennità di disoccupazione NASpI.
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Che cos'è il licenziamento per cessazione attività?
Il licenziamento per cessazione attività è una forma specifica di licenziamento per giustificato motivo oggettivo - anche detto GMO.
Si verifica quando l'impresa decide di chiudere in modo definitivo l'intera attività o un suo specifico reparto produttivo.
Di conseguenza, il posto di lavoro viene soppresso perché non più necessario alla produzione.
Cosa mi spetta in caso di licenziamento per cessazione attività?
Se vieni licenziato per la chiusura dell'azienda, hai diritto a una serie di tutele e competenze economiche di fine rapporto. Nello specifico, ti spettano:
- Periodo di preavviso: Il datore di lavoro deve rispettare il periodo di preavviso stabilito dal tuo Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro - CCNL. In alternativa, può versarti un'indennità sostitutiva, pari alla retribuzione che avresti percepito lavorando durante quel periodo.
- Competenze di fine rapporto: Il pagamento di tutte le somme maturate e non ancora liquidate, come le mensilità arretrate, i ratei di tredicesima e quattordicesima, le ferie e i permessi non goduti.
- Trattamento di Fine Rapporto (TFR): La liquidazione, ovvero la somma accantonata dall'azienda durante tutti gli anni di servizio.
Il licenziamento per giustificato motivo oggettivo dà diritto alla NASpI?
Sì, la risposta è affermativa.
Il lavoratore licenziato per giustificato motivo oggettivo, e quindi anche per cessazione dell'attività, ha pieno diritto a presentare la domanda per la Nuova Assicurazione Sociale per l'Impiego.
L'accesso all'indennità di disoccupazione è garantito a condizione che sussistano i requisiti contributivi richiesti dalla legge e lo stato di disoccupazione sia involontario.
Qual è la procedura per il licenziamento per giustificato motivo oggettivo?
Per le aziende che occupano più di 15 dipendenti, la legge prevede una procedura preventiva obbligatoria.
L'azienda deve inviare una comunicazione all'Ispettorato Territoriale del Lavoro - ITL, che convocherà datore di lavoro e dipendente per un tentativo di conciliazione. Questo incontro ha lo scopo di verificare se esistono possibilità di ricollocamento o di trovare un accordo alternativo al licenziamento.
Se ritieni che la procedura non sia stata eseguita correttamente o che la chiusura sia solo una finzione, hai 60 giorni di tempo dalla data in cui ricevi la lettera di licenziamento per impugnarlo formalmente.
Quando è legittimo il licenziamento per cessazione attività?
Affinché il licenziamento sia considerato valido e non possa essere impugnato, devono essere rispettati alcuni presupposti fondamentali:
- Reale cessazione: La chiusura dell'azienda o del reparto deve essere totale, effettiva e definitiva, non una simulazione per licenziare il personale.
- Nesso di causalità: Deve esistere un legame diretto e dimostrabile tra la decisione di chiudere l'attività e la soppressione del tuo specifico posto di lavoro.
- Impossibilità di ricollocazione: Prima di licenziare, il datore di lavoro deve dimostrare di aver verificato, senza successo, la possibilità di ricollocarti in altre mansioni compatibili all'interno dell'organizzazione aziendale, anche di livello inferiore. Questo è conosciuto come obbligo di repêchage.
Cosa comporta il licenziamento per giustificato motivo oggettivo?
Comporta l'interruzione del rapporto di lavoro per ragioni che non dipendono da una colpa o da una mancanza del lavoratore, ma da esigenze dell'azienda legate all'attività produttiva o all'organizzazione del lavoro.
A differenza del licenziamento per giusta causa o per giustificato motivo soggettivo, la ragione risiede in fattori oggettivi e aziendali.
Quali sono le ipotesi più frequenti di licenziamento per giustificato motivo oggettivo?
La cessazione completa dell'attività aziendale è una delle cause più significative che rientrano nel giustificato motivo oggettivo.
Altre ragioni possono includere la chiusura di un singolo reparto o la soppressione di una specifica posizione lavorativa per motivi di riorganizzazione produttiva, a condizione che tali motivi siano reali e dimostrabili.
Qual è l'indennità in caso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo?
Oltre alle competenze di fine rapporto e al TFR, in caso di mancato preavviso da parte dell'azienda, il lavoratore ha diritto a ricevere l'indennità sostitutiva del preavviso.
L'importo di questa indennità corrisponde alla retribuzione che il dipendente avrebbe percepito se avesse lavorato durante il periodo di preavviso previsto dal CCNL.
Quale tipo di licenziamento non dà diritto alla NASpI?
Come abbiamo visto, il licenziamento per giustificato motivo oggettivo dà diritto alla NASpI perché la perdita del lavoro è involontaria.
Generalmente, non si ha diritto alla NASpI in caso di interruzione volontaria del rapporto di lavoro, come nel caso delle dimissioni presentate dal dipendente.
Hai bisogno di chiarimenti sul licenziamento per cessazione attività?
Se desideri valutare la tua situazione specifica o hai dubbi sulla correttezza della procedura seguita dall'azienda, puoi compilare il modulo che trovi qui sotto per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in licenziamenti per giustificato motivo oggettivo.



