Perdere il lavoro a causa di un licenziamento per esubero di personale è un'esperienza complessa, che genera incertezza sul futuro. È importante sapere, però, che questa situazione dà diritto a un sostegno economico fondamentale: l'indennità di disoccupazione NASpI. In questo articolo vedremo insieme quali sono i requisiti necessari e come funziona la procedura per richiederla.
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Il licenziamento per esubero dà diritto alla NASpI?
Sì, il licenziamento per esubero di personale dà pieno diritto a percepire l'indennità di disoccupazione NASpI.
Questo tipo di licenziamento rientra nel cosiddetto giustificato motivo oggettivo, ovvero una cessazione del rapporto di lavoro che non dipende dalla volontà del lavoratore ma da ragioni aziendali. Poiché la perdita dell'impiego è involontaria, la legge prevede questa forma di tutela economica.
Quali sono i requisiti per accedere alla NASpI?
Per poter beneficiare della NASpI dopo un licenziamento per esubero, il lavoratore deve soddisfare determinati requisiti, sia lavorativi che contributivi.
I requisiti principali sono:
- Stato di disoccupazione involontaria: la condizione fondamentale è che il rapporto di lavoro sia stato interrotto per decisione del datore di lavoro.
- Requisito contributivo: è necessario avere almeno 13 settimane di contributi versati contro la disoccupazione nei quattro anni che precedono l'inizio del periodo di disoccupazione.
- Requisito lavorativo: bisogna aver svolto almeno 30 giornate di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti la cessazione del rapporto.
Come funziona l'indennità di disoccupazione NASpI?
L'indennità NASpI non ha una durata e un importo fissi, ma vengono calcolati sulla base della storia contributiva del lavoratore.
La durata della prestazione è pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi quattro anni. In ogni caso, non può superare un massimo di 24 mesi.
L'importo mensile corrisponde al 75% della retribuzione media imponibile degli ultimi quattro anni. Questo calcolo si applica fino a un massimale che viene aggiornato ogni anno dall'INPS. Superata quella soglia, l'importo si riduce.
La domanda per ottenere la NASpI deve essere presentata all'INPS in via telematica entro il termine di 68 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro.
Quando un'azienda può licenziare per esubero?
Un'azienda può procedere con un licenziamento per esubero, o per giustificato motivo oggettivo, solo quando la decisione è motivata da precise ragioni che riguardano l'attività produttiva, l'organizzazione del lavoro o il suo regolare funzionamento.
Queste ragioni devono essere reali e oggettive, e non un pretesto per liberarsi di un dipendente.
La risoluzione consensuale dà diritto alla NASpI?
In linea generale, la classica risoluzione consensuale del rapporto di lavoro non dà diritto alla NASpI, perché viene equiparata a una scelta volontaria del lavoratore.
Tuttavia, esistono delle eccezioni importanti. La NASpI spetta anche in caso di risoluzione consensuale se questa avviene:
- Nell'ambito di un accordo collettivo aziendale che prevede un incentivo all'esodo per gestire una situazione di esubero.
- Attraverso la procedura di conciliazione obbligatoria presso l'Ispettorato Territoriale del Lavoro, come previsto dall'articolo 7 della Legge 604/1966.
Quale tipo di licenziamento non dà diritto alla NASpI?
Non tutte le forme di cessazione del rapporto di lavoro permettono di accedere all'indennità di disoccupazione.
Le principali cause di esclusione dalla NASpI sono:
- Le dimissioni volontarie, a eccezione di quelle presentate per giusta causa - ad esempio per mancato pagamento dello stipendio.
- La risoluzione consensuale, al di fuori delle specifiche eccezioni viste nel capitolo precedente.
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