Affrontare un licenziamento per giustificato motivo soggettivo - conosciuto anche come GMS - può generare dubbi e incertezze, soprattutto riguardo ai propri diritti economici. Capire cosa prevede la legge è il primo passo per tutelarsi.
In questo articolo vedremo insieme se in caso di licenziamento per GMS spetta l'indennità di preavviso, come funziona e quali sono gli altri diritti del lavoratore. Per affrontare la situazione con la massima sicurezza e senza commettere errori, è possibile compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in licenziamenti per giustificato motivo soggettivo e nella tutela dei diritti del lavoratore.
Cosa spetta al lavoratore in caso di licenziamento per giustificato motivo soggettivo?
Il licenziamento per giustificato motivo soggettivo avviene a causa di un notevole inadempimento degli obblighi contrattuali da parte del lavoratore. Tuttavia, questa condotta non è considerata così grave da interrompere immediatamente e in modo definitivo il rapporto di fiducia con il datore di lavoro.
Proprio per questa ragione, al lavoratore licenziato per GMS spettano diverse tutele economiche, tra cui:
- L'indennità sostitutiva del preavviso, nel caso in cui il datore di lavoro decida di interrompere subito il rapporto di lavoro.
- Il Trattamento di Fine Rapporto - TFR.
- I ratei di tredicesima e quattordicesima - se prevista dal CCNL - maturati fino alla data di interruzione del rapporto.
- Il pagamento delle ferie e dei permessi non goduti.
- L'indennità di disoccupazione NASpI, se si possiedono i requisiti richiesti dall'INPS.
Come funziona l'indennità sostitutiva del preavviso?
Quando un datore di lavoro comunica un licenziamento per GMS, deve concedere al dipendente un periodo di preavviso, la cui durata è stabilita dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro - CCNL - di riferimento.
Se l'azienda decide di interrompere il rapporto con effetto immediato, senza far lavorare il dipendente durante il periodo di preavviso, è obbligata a corrispondergli la cosiddetta indennità sostitutiva del preavviso.
Questa indennità ha natura retributiva, cioè è a tutti gli effetti parte della retribuzione ed è soggetta al versamento dei contributi previdenziali.
Il suo calcolo è semplice: equivale alla normale retribuzione che il dipendente avrebbe ricevuto se avesse lavorato per l'intero periodo, comprensiva dei ratei di tredicesima e quattordicesima mensilità.
Licenziamento per giustificato motivo soggettivo è la stessa cosa di un licenziamento per giusta causa?
No, non sono la stessa cosa e la differenza è fondamentale proprio per capire perché nel GMS è previsto il preavviso.
Il licenziamento per GMS, come detto, deriva da un inadempimento notevole ma non così grave da rompere istantaneamente il legame di fiducia.
Il licenziamento per giusta causa, invece, scatta a seguito di una condotta del lavoratore talmente grave da non consentire la prosecuzione del rapporto neanche per un solo giorno. In questo caso, il licenziamento è immediato e non è previsto alcun preavviso.
Quando non spetta l'indennità di preavviso?
L'indennità di preavviso non è dovuta quando il rapporto di lavoro cessa con effetto immediato a causa di una grave violazione che rende impossibile la sua prosecuzione.
I casi principali sono due:
- Licenziamento per giusta causa.
- Dimissioni del lavoratore, situazione in cui è il lavoratore stesso a dover dare il preavviso al datore di lavoro.
Con il licenziamento per GMS si ha diritto alla disoccupazione NASpI?
Sì, il licenziamento per giustificato motivo soggettivo dà diritto a percepire l'indennità di disoccupazione NASpI, poiché si tratta di una perdita involontaria del posto di lavoro.
Per accedere alla NASpI, il lavoratore dovrà comunque soddisfare i requisiti contributivi e lavorativi previsti dalla normativa e presentare la domanda all'INPS nei tempi stabiliti.
Qual è la procedura che il datore di lavoro deve seguire?
La procedura per un licenziamento per GMS deve rispettare passaggi ben precisi per essere considerata legittima.
Il datore di lavoro deve prima di tutto inviare una contestazione scritta e formale, descrivendo in modo dettagliato i fatti addebitati al lavoratore.
Il lavoratore ha poi un termine, di solito cinque giorni, per presentare le proprie giustificazioni.
Solo dopo aver valutato le difese del dipendente, l'azienda può procedere con la comunicazione scritta del licenziamento, che deve specificare i motivi della decisione e rispettare il periodo di preavviso o, in alternativa, erogare la relativa indennità sostitutiva.
Hai ancora dubbi sul licenziamento per GMS e l'indennità di preavviso?
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