Logo Giusto

    Licenziamento per motivi di salute: quando è possibile

    Richiedi una chiamata di confronto gratuita sul tema o leggi l'articolo

    Affrontare un problema di salute è già una sfida complessa, e la preoccupazione per il proprio posto di lavoro può renderla ancora più pesante. La legge italiana, tuttavia, offre specifiche tutele per proteggere il lavoratore in malattia, definendo con precisione i confini entro cui un licenziamento può essere considerato legittimo. In questo articolo, vedremo insieme quando un'assenza per malattia può portare alla cessazione del rapporto di lavoro e quali sono i tuoi diritti.

    Per affrontare la situazione con la dovuta sicurezza, puoi compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di licenziamenti per motivi di salute.

    La malattia blocca sempre un licenziamento?

    Sì, la legge tutela il lavoratore impedendone il licenziamento durante il periodo di malattia, ma questa protezione non è illimitata.

    Esiste infatti un limite massimo di assenze consentite, superato il quale il datore di lavoro può legittimamente interrompere il rapporto di lavoro. Questo periodo di protezione è noto come "periodo di comporto".

    Quanti mesi di malattia si possono fare prima di essere licenziati?

    La durata massima di assenza per malattia prima di rischiare il posto di lavoro è definita dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro - CCNL - applicato alla tua azienda.

    Questo intervallo, il periodo di comporto, non è uguale per tutti. La sua durata solitamente varia in base all'anzianità di servizio e al contratto specifico, potendo andare da 180 giorni fino a superare un anno.

    Se le tue assenze per malattia superano il limite stabilito dal tuo CCNL, il datore di lavoro ha la facoltà di procedere con il licenziamento.

    Cosa succede se non posso più svolgere il mio lavoro per motivi di salute?

    Un'altra situazione che può portare al licenziamento è la sopravvenuta inidoneità fisica permanente.

    Se le tue condizioni di salute ti impediscono in modo definitivo di svolgere le mansioni per cui sei stato assunto, il datore di lavoro non può licenziarti immediatamente.

    Prima di ogni decisione, l'azienda ha l'obbligo di verificare se sia possibile ricollocarti in altre mansioni compatibili con il tuo stato di salute. Questo processo è noto come obbligo di repêchage. Se necessario, l'azienda deve proporti anche mansioni di livello inferiore, qualora non esistessero alternative.

    Solo se il ricollocamento è oggettivamente impossibile, il datore di lavoro può procedere con il licenziamento per giustificato motivo oggettivo.

    Chi viene licenziato per motivi di salute ha diritto alla disoccupazione NASpI?

    Sì, hai diritto a percepire l'indennità di disoccupazione, comunemente nota come NASpI.

    Il licenziamento, sia per superamento del periodo di comporto sia per inidoneità fisica, è considerato una perdita involontaria del lavoro. Per questo motivo, la legge ti riconosce il pieno diritto a richiedere e ottenere la NASpI, presentando la domanda all'INPS.

    E se invece decido di licenziarmi volontariamente per motivi di salute?

    In questo caso la situazione cambia. Se sei tu a presentare le dimissioni volontarie, anche se motivate da problemi di salute, generalmente non avrai diritto alla NASpI.

    Questo accade perché le dimissioni volontarie non vengono considerate una perdita involontaria del posto di lavoro, che è il requisito fondamentale per accedere all'indennità di disoccupazione.

    Come posso licenziarmi per motivi di salute senza perdere la NASpI?

    Esiste un'eccezione importante: le dimissioni per giusta causa.

    Se la tua malattia è una conseguenza diretta di un comportamento scorretto o di inadempienze da parte del datore di lavoro, le tue dimissioni possono essere considerate "per giusta causa". In questo scenario, avrai diritto alla NASpI.

    Alcuni esempi includono:

    • Malattie causate da mobbing o straining sul posto di lavoro.
    • Patologie derivanti dal mancato rispetto delle norme sulla sicurezza da parte dell'azienda.

    In queste circostanze, le dimissioni non sono viste come una scelta volontaria, ma come una reazione necessaria a una condotta illecita del datore di lavoro.

    Hai dubbi sul licenziamento per motivi di salute?

    Se desideri valutare la tua situazione specifica, puoi compilare il modulo che trovi qui sotto per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in casi di licenziamento legati a motivi di salute.

    Parla con un avvocato

    Richiedi una chiamata di confronto gratuita sul tema o leggi l'articolo