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    Licenziamento retroattivo: decorrenza e conseguenze

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    Se hai ricevuto una comunicazione di licenziamento disciplinare, è normale avere dubbi su quale sia la data esatta in cui il rapporto di lavoro si considera concluso. Spesso, questa data non coincide con il giorno in cui hai ricevuto la lettera, ma retroagisce a un momento precedente.

    In questo articolo facciamo chiarezza sulla decorrenza del licenziamento retroattivo e sulle sue conseguenze pratiche, soprattutto dal punto di vista economico. Se preferisci farti guidare da un esperto per avere certezze sulla tua posizione, puoi compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di licenziamenti disciplinari e della loro decorrenza.

    Il licenziamento disciplinare ha un effetto retroattivo?

    Sì, il licenziamento di natura disciplinare ha un effetto retroattivo. Ciò significa che la cessazione del rapporto di lavoro non parte dal giorno in cui ti viene comunicato il licenziamento, ma da una data precedente.

    Questa regola è stata introdotta dalla Legge Fornero - nello specifico dall'articolo 1, comma 41, della Legge 92/2012 - e si applica a due tipologie di licenziamento:

    • Licenziamento per giusta causa
    • Licenziamento per giustificato motivo soggettivo

    Da quale momento decorrono gli effetti del licenziamento?

    Gli effetti giuridici ed economici del licenziamento decorrono dal momento in cui il datore di lavoro ti ha inviato o consegnato la lettera di contestazione degli addebiti.

    In altre parole, il rapporto di lavoro si considera ufficialmente terminato non al termine della procedura, ma fin dal suo inizio.

    Quali sono le conseguenze economiche della retroattività?

    La conseguenza più importante riguarda la retribuzione. Se hai continuato a lavorare nel periodo compreso tra la data della contestazione disciplinare e quella della comunicazione del licenziamento, il datore di lavoro dovrà effettuare un conguaglio nella tua ultima busta paga.

    Le giornate lavorate dopo la contestazione, infatti, sono considerate come "non lavorate" ai fini del rapporto e le relative retribuzioni che ti sono state versate andranno restituite.

    La retroattività del licenziamento annulla il preavviso?

    No, la regola della retroattività non cancella il diritto al preavviso o alla relativa indennità sostitutiva, quando previsti. È utile distinguere due situazioni:

    • Nel licenziamento per giustificato motivo soggettivo, l'effetto retroattivo si applica, ma resta valido il tuo diritto a percepire l'indennità sostitutiva del preavviso.
    • Nel licenziamento per giusta causa, dato che non è previsto alcun periodo di preavviso, l'effetto retroattivo della cessazione è pieno e immediato.

    Cosa succede se il lavoratore era già in sospensione cautelare?

    Se il datore di lavoro ti aveva già messo in sospensione cautelare durante lo svolgimento del procedimento disciplinare - con o senza stipendio - il licenziamento definitivo conferma semplicemente la cessazione retroattiva del rapporto a partire dalla data di avvio della procedura.

    Hai bisogno di chiarimenti sul tuo licenziamento retroattivo?

    Se desideri valutare la tua situazione specifica e comprendere meglio le conseguenze del provvedimento che hai ricevuto, puoi compilare il modulo che trovi qui sotto. Ti permetterà di parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in impugnazione di licenziamenti e nelle questioni relative alla loro retroattività.

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