Licenziamento sopra i 15 dipendenti: regole e risarcimento

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    Se vieni licenziato da un'azienda con più di 15 dipendenti hai diritto a tutele maggiori e a un risarcimento più alto in caso di licenziamento illegittimo. Le regole e gli importi precisi, però, dipendono soprattutto dalla tua data di assunzione.

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    Quali regole si applicano se l'azienda ha più di 15 dipendenti?

    Le tutele in caso di licenziamento illegittimo sono più forti. Le differenze principali riguardano la possibilità di essere reintegrato nel posto di lavoro e l'importo del risarcimento economico.

    Queste regole valgono se l'azienda ha più di 15 dipendenti nella stessa unità produttiva o nello stesso comune, oppure più di 5 se è un'impresa agricola. Valgono anche se l'azienda, pur avendo sedi più piccole, supera i 60 dipendenti in totale a livello nazionale.

    Qual è la procedura per il licenziamento per motivi economici?

    Se il licenziamento è per motivi economici, l'azienda deve seguire una procedura di conciliazione obbligatoria. Prima di inviarti la lettera di licenziamento, deve comunicare la sua intenzione all'Ispettorato del Lavoro e anche a te.

    L'Ispettorato vi convoca entro sette giorni per un incontro. L'obiettivo è trovare un accordo per evitare il licenziamento, per esempio con una risoluzione consensuale del rapporto che ti dia diritto alla NASpI. Se non si trova un'intesa, l'azienda può procedere con il licenziamento.

    Questa procedura non si applica se sei:

    • un dirigente
    • un lavoratore assunto con il contratto a tutele crescenti, cioè dal 7 marzo 2015
    • licenziato per superamento del periodo di comporto per malattia
    • licenziato al termine di un appalto, se è prevista la tua ricollocazione
    • licenziato nell'ambito di un licenziamento collettivo

    Cosa cambia tra assunti prima e dopo il 7 marzo 2015?

    Le tutele in caso di licenziamento illegittimo sono diverse. Per chi è stato assunto a tempo indeterminato a partire dal 7 marzo 2015 si applica il cosiddetto contratto a tutele crescenti, che privilegia il risarcimento economico rispetto alla reintegra nel posto di lavoro.

    Per chi era già assunto prima di quella data, si applicano regole diverse che prevedono maggiori possibilità di essere reintegrato. Le stesse regole si applicano anche a chi, assunto prima, ha avuto una trasformazione del contratto a tempo indeterminato dopo il 7 marzo 2015.

    A quanto ammonta il risarcimento per licenziamento illegittimo?

    L'importo del risarcimento varia in base alla data di assunzione e alla gravità del vizio del licenziamento. In caso di licenziamento ingiustificato, cioè senza una giusta causa o un giustificato motivo, le tutele sono diverse.

    Data di assunzioneTutele in caso di licenziamento illegittimo
    Prima del 7 marzo 2015Le tutele variano a seconda della gravità del vizio del licenziamento. In base ai casi, il giudice può disporre la reintegra oppure un'indennità economica che può arrivare fino a un massimo di 24 mensilità.
    Dal 7 marzo 2015Il rapporto di lavoro si estingue e hai diritto a un'indennità il cui importo è stabilito dal giudice tra un minimo di 6 e un massimo di 36 mensilità, tenuto conto della tua anzianità e degli altri criteri previsti. Il criterio che legava l'importo a due mensilità per ogni anno di servizio è stato dichiarato incostituzionale.

    Se l'azienda ha meno di 16 dipendenti, gli importi del risarcimento sono ridotti della metà.

    In quali casi ho diritto alla reintegra nel posto di lavoro?

    La reintegra nel posto di lavoro è prevista solo nei casi più gravi. Indipendentemente dalla data di assunzione, il licenziamento è nullo e hai sempre diritto alla reintegra se è:

    • discriminatorio, per ragioni di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni personali o sociali
    • verbale, cioè comunicato solo a voce e non per iscritto
    • avvenuto a causa del matrimonio
    • avvenuto durante la gravidanza o nei periodi di congedo di maternità o paternità
    • basato su un motivo illecito determinante

    Se sei stato assunto dal 7 marzo 2015, hai diritto alla reintegra anche se il giudice accerta che il fatto materiale contestato per un licenziamento disciplinare non è mai successo. Se sei stato assunto prima di tale data, le ipotesi di reintegra sono più ampie.

    Come si calcola il numero di dipendenti dell'azienda?

    Il calcolo del numero di dipendenti non è una semplice conta delle persone. Per raggiungere la soglia dei 15 dipendenti si considerano i lavoratori con contratto a tempo indeterminato e gli apprendisti.

    I lavoratori a tempo parziale si contano in proporzione al loro orario di lavoro, mentre i lavoratori con contratto a termine si contano in base alla media dei dipendenti impiegati nei due anni precedenti. I dirigenti, invece, non rientrano nel calcolo.

    Cosa succede in pratica: un esempio di calcolo del risarcimento

    Chiara è stata assunta a tempo indeterminato il 1° giugno 2019 in un'azienda con 25 dipendenti nella stessa sede. La sua ultima retribuzione utile per il calcolo del TFR è di 1.800 euro. Il 30 giugno 2024 viene licenziata per giustificato motivo soggettivo.

    Chiara impugna il licenziamento e il giudice lo dichiara illegittimo, perché il comportamento contestato non era abbastanza grave da giustificare il recesso.

    • Anzianità di servizio: Chiara ha lavorato per 5 anni e 1 mese.
    • Calcolo dell'indennità: Poiché Chiara è stata assunta dopo il 7 marzo 2015, il suo caso rientra nel contratto a tutele crescenti. Il giudice, valutata la sua anzianità di servizio di 5 anni e gli altri criteri, stabilisce un'indennità di 10 mensilità. L'importo viene determinato dal giudice e non più con un calcolo automatico basato sugli anni di servizio.
    • Importo totale: 10 mensilità x 1.800 euro = 18.000 euro.
    • Verifica dei limiti: L'importo rientra tra il minimo di 6 e il massimo di 36 mensilità previste.

    Chiara riceverà quindi un risarcimento di 18.000 euro, ma il suo rapporto di lavoro terminerà.

    L'azienda può revocare il licenziamento?

    Sì, l'azienda può cambiare idea e revocare il licenziamento. Per farlo, deve inviare una comunicazione scritta entro 15 giorni da quando ha ricevuto la tua impugnazione.

    Se il licenziamento viene revocato, il rapporto di lavoro viene ripristinato come se non fosse mai stato interrotto. Hai diritto a ricevere la retribuzione che avresti percepito dal giorno del licenziamento fino al tuo rientro effettivo in servizio.

    Fonti: Legge 300/1970 · Legge 604/1966 · D.lgs. 23/2015 · D.lgs. 198/2006 · D.lgs. 151/2001

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