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    Licenziamento verbale: conseguenze e come difendersi

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    Ricevere una comunicazione di licenziamento a voce può essere un'esperienza destabilizzante, ma è fondamentale sapere che la legge italiana offre tutele molto precise. Un licenziamento comunicato oralmente, infatti, non è considerato valido. In questo articolo, vedremo quali sono le conseguenze di un licenziamento verbale e quali passi compiere per proteggere i propri diritti.

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    Un licenziamento comunicato solo a voce è valido?

    No, in modo categorico. La legge italiana, in particolare la Legge 604/1966 e lo Statuto dei Lavoratori, impone che il licenziamento sia comunicato in forma scritta, a pena di nullità.

    Un licenziamento verbale è giuridicamente nullo e inefficace. Questo significa che, per la legge, è come se non fosse mai avvenuto – in latino si dice tamquam non esset.

    Di conseguenza, il rapporto di lavoro risulta di fatto ancora attivo a tutti gli effetti.

    Quali sono le conseguenze per il datore di lavoro?

    Il datore di lavoro che comunica un licenziamento a voce incorre in sanzioni molto severe e ha precisi obblighi nei confronti del dipendente. Nello specifico, è tenuto a:

    • Reintegrazione: Il datore è obbligato a riammettere il lavoratore al suo posto di lavoro.
    • Risarcimento del danno: Deve pagare al lavoratore tutte le retribuzioni che avrebbe percepito dal giorno dell'allontanamento fino a quello dell'effettivo reintegro. La legge prevede un risarcimento minimo pari a cinque mensilità.
    • Versamento dei contributi: È obbligato a versare tutti i contributi previdenziali e assistenziali non corrisposti durante il periodo di interruzione forzata del rapporto.
    • Sanzioni amministrative: Rischia di subire sanzioni dall'INPS per non aver comunicato telematicamente la cessazione del rapporto di lavoro, una procedura obbligatoria per legge.

    Cosa deve fare il lavoratore per difendersi?

    Appena ricevuto un licenziamento orale, è cruciale agire tempestivamente per tutelare la propria posizione. I passi da seguire sono due:

    • Dichiarare l'immediata disponibilità a lavorare: Il lavoratore deve inviare subito una comunicazione scritta al datore di lavoro, tramite raccomandata con ricevuta di ritorno o Posta Elettronica Certificata - PEC. In questa lettera, deve contestare la validità del licenziamento verbale e mettersi a disposizione per riprendere immediatamente servizio. Questo passaggio è fondamentale per evitare che la propria assenza possa essere interpretata come dimissioni volontarie.
    • Rivolgersi a un legale o a un sindacato: È necessaria l'assistenza di un esperto per avviare le procedure corrette, che possono includere un tentativo di conciliazione o, se necessario, un ricorso in tribunale per far valere i propri diritti.

    Come si può provare un licenziamento comunicato a voce?

    L'onere della prova spetta al lavoratore. Essendo una comunicazione orale, dimostrare che il licenziamento sia avvenuto per volontà del datore di lavoro può sembrare complesso, ma ci sono diversi modi per farlo. Le prove più comuni includono:

    • Testimonianze di colleghi o altre persone presenti al momento della comunicazione.
    • Registrazioni audio o video, nei limiti consentiti dalla legge sulla privacy.
    • La prova dell'effettivo allontanamento fisico dai locali aziendali imposto dal datore di lavoro.

    Entro quali termini bisogna agire?

    A differenza dei licenziamenti scritti, che devono essere impugnati entro 60 giorni, per il licenziamento verbale le regole sono diverse.

    Poiché è un atto giuridicamente nullo, non si applica il termine di decadenza di 60 giorni. Il lavoratore ha cinque anni di tempo per rivolgersi al tribunale, chiedere che venga dichiarata la nullità del licenziamento e ottenere la reintegrazione e il risarcimento del danno.

    E le dimissioni verbali sono valide?

    No, così come il licenziamento, anche le dimissioni devono seguire una forma specifica per essere valide. Un lavoratore che comunica verbalmente l'intenzione di lasciare il lavoro non sta presentando dimissioni efficaci. La procedura corretta, salvo eccezioni, prevede l'invio telematico tramite il portale del Ministero del Lavoro.

    Il licenziamento verbale dà diritto alla NASpI?

    No. Dal momento che il licenziamento orale è nullo, il rapporto di lavoro non si è mai interrotto legalmente. Di conseguenza, il lavoratore non si trova in uno stato di disoccupazione involontaria e non può richiedere l'indennità di disoccupazione NASpI. L'obiettivo della tutela legale in questo caso non è l'accesso a un sussidio, ma il ripristino del rapporto di lavoro e il risarcimento per il danno subito.

    Hai ancora dubbi sulle conseguenze del licenziamento verbale?

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