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    Malattia a cavallo di due anni: l'INPS azzera i 180 giorni

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    Se stai affrontando un lungo periodo di malattia che rischia di protrarsi oltre la fine dell'anno, è naturale avere dubbi su come viene gestita l'indennità da parte dell'INPS e quali sono i tuoi diritti riguardo alla conservazione del posto di lavoro. In questo articolo troverai risposte chiare su come funziona il conteggio dei 180 giorni, cosa succede quando la malattia prosegue a cavallo di due anni e qual è la differenza fondamentale con il periodo di comporto.

    Per affrontare la situazione con la giusta consapevolezza, puoi compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di indennità di malattia e conservazione del posto di lavoro.

    Cosa significa 180 giorni di malattia nell'anno solare?

    L'INPS garantisce un'indennità economica al lavoratore assente per malattia per un periodo massimo di 180 giorni all'interno di un singolo "anno solare".

    Con anno solare si intende il periodo che va dal 1° gennaio al 31 dicembre. Questo significa che, indipendentemente da quando inizia la malattia, l'INPS erogherà il sostegno economico fino a un massimo di 180 giorni accumulati in quello specifico anno.

    Come si calcolano i 180 giorni di malattia INPS?

    Il calcolo è semplice: si sommano tutte le giornate di assenza per malattia avvenute nel corso dello stesso anno solare.

    È importante ricordare che nel conteggio sono inclusi tutti i giorni di calendario, compresi sabati, domeniche e festivi.

    L'importo dell'indennità erogata dall'INPS è pari:

    • al 50% della retribuzione media giornaliera, dal 4° al 20° giorno di malattia;
    • al 66,66% della retribuzione media giornaliera, dal 21° al 180° giorno.

    Quando si azzerano i 180 giorni di malattia?

    Il conteggio dei 180 giorni si azzera il 1° gennaio di ogni anno.

    Se un evento di malattia è ininterrotto e prosegue a cavallo di due anni, dal 1° gennaio del nuovo anno il contatore riparte da zero. Questo permette al lavoratore di avere diritto a un nuovo ciclo di 180 giorni di indennità INPS per l'anno appena iniziato, a condizione che il rapporto di lavoro sia ancora attivo.

    Cosa succede se si superano i 180 giorni di malattia in un solo anno?

    Se la malattia supera i 180 giorni prima del 31 dicembre, l'INPS interrompe l'erogazione dell'indennità per l'anno in corso.

    I giorni eccedenti il 180° non vengono più pagati dall'Istituto. A seconda di quanto previsto dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro - CCNL - applicato, questi giorni potrebbero rimanere scoperti oppure essere a carico del datore di lavoro.

    Che differenza c'è tra indennità INPS e periodo di comporto?

    È fondamentale non confondere il limite di 180 giorni per l'indennità INPS con il periodo di comporto.

    L'indennità INPS è il sostegno economico pagato dall'Istituto.

    Il periodo di comporto è, invece, il limite massimo di assenze per malattia - stabilito dal proprio CCNL - superato il quale il datore di lavoro ha il diritto di licenziare il lavoratore. Il calcolo del comporto è diverso: solitamente si cumulano le assenze avvenute in un arco temporale più ampio, come ad esempio gli ultimi 3 anni.

    Quando si rischia il licenziamento per superamento del periodo di comporto?

    Il rischio di licenziamento si concretizza quando si supera il numero di giorni di malattia previsto dal proprio CCNL, anche se l'INPS sta ancora pagando l'indennità.

    Potrebbe verificarsi una situazione in cui un lavoratore non abbia ancora esaurito i 180 giorni di indennità INPS per l'anno in corso, ma abbia già superato il limite massimo di assenze previsto dal suo contratto per il comporto. In questo caso, il datore di lavoro può procedere con il licenziamento.

    Come verificare i pagamenti e il proprio contratto?

    Per avere un quadro completo della tua situazione, puoi utilizzare due strumenti molto utili.

    • Portale dei Servizi INPS: qui puoi accedere al tuo cassetto previdenziale per controllare lo storico dei certificati medici, le indennità già erogate e i giorni di malattia conteggiati.
    • Portale Nazionale CCNL: questo sito permette di trovare e consultare il testo ufficiale del contratto collettivo del tuo settore, dove potrai verificare le regole e la durata esatta del periodo di comporto.

    Hai ancora dubbi sulla malattia a cavallo di due anni?

    Se desideri valutare la tua situazione specifica o hai bisogno di capire meglio quali sono i tuoi diritti, puoi compilare il modulo che trovi qui sotto per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in gestione dei periodi di malattia e dei relativi diritti del lavoratore.

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