Giusto.

    Malattia per depressione 6 mesi: diritti e cosa rischi

    Richiedi una chiamata di confronto gratuita sul tema o leggi l'articolo

    Affrontare un periodo di depressione mentre si lavora è una sfida complessa, che solleva dubbi e preoccupazioni riguardo al proprio futuro professionale. Se ti trovi in questa situazione, è fondamentale sapere che la legge tutela il tuo diritto alla cura e alla conservazione del posto di lavoro. In questo articolo vedremo insieme quali sono i tuoi diritti, come funziona l'assenza per malattia e cosa può succedere dopo un periodo prolungato, come 6 mesi.

    Per affrontare la situazione con sicurezza, puoi compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di malattia per depressione e diritti dei lavoratori.

    Come funziona la malattia per depressione sul lavoro?

    La depressione è riconosciuta a tutti gli effetti come una malattia che dà diritto all'assenza dal lavoro.

    Il percorso inizia con il certificato medico. È il tuo medico di base, spesso in accordo con uno specialista come uno psichiatra, a diagnosticare la patologia - per esempio "episodio depressivo" o "stato ansioso-depressivo".

    Il medico si occuperà di redigere il certificato e di inviarlo telematicamente all'INPS, comunicando al contempo il numero di protocollo che dovrai girare al tuo datore di lavoro.

    Quanto tempo si può stare in malattia per depressione?

    La durata massima dell'assenza per malattia durante la quale si ha diritto a conservare il posto di lavoro è definita "periodo di comporto".

    Questo periodo non è uguale per tutti, ma varia in base al Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro - CCNL - applicato. Per molti contratti a tempo indeterminato, il limite è fissato a 180 giorni nell'arco di un anno solare, che corrispondono a circa 6 mesi.

    È importante sottolineare che la durata del comporto può aumentare in base all'anzianità di servizio del dipendente. Per conoscere il tuo limite esatto, devi consultare il tuo CCNL di riferimento.

    La malattia per depressione è soggetta a visita fiscale?

    Sì, anche in caso di depressione si può ricevere la visita fiscale. Per i lavoratori del settore privato, le fasce di reperibilità da rispettare sono generalmente dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 17:00 alle 19:00.

    Tuttavia, esiste un'importante precisazione. La Corte di Cassazione ha stabilito che il medico può prescrivere al paziente di uscire di casa, se questo è considerato parte della terapia.

    Attività come socializzare o passeggiare possono infatti contribuire al percorso di guarigione. In questi casi, l'assenza dal domicilio durante le fasce di reperibilità può essere giustificata.

    Cosa succede se si superano i 6 mesi di malattia?

    Questo è il rischio principale. Se la tua assenza per malattia supera la durata massima prevista dal periodo di comporto, il datore di lavoro ha la facoltà di procedere con il licenziamento.

    Questa specifica tipologia di recesso dal rapporto di lavoro è chiamata "licenziamento per superamento del periodo di comporto".

    Per questa ragione è cruciale monitorare con attenzione il numero di giorni di malattia accumulati, tenendo conto di come il tuo CCNL calcola il comporto - per esempio sommando i giorni continuativi o quelli frazionati.

    Ci sono tutele per evitare il licenziamento dopo il comporto?

    Sì, esistono delle possibilità per tutelarsi anche una volta esaurito il periodo di comporto. Le principali sono due:

    • Aspettativa non retribuita: alcuni CCNL prevedono la possibilità di richiedere un ulteriore periodo di assenza non retribuita per proseguire le cure, sospendendo temporaneamente il rapporto di lavoro e proteggendosi così dal licenziamento.
    • Invalidità civile e Legge 104: se la depressione assume una forma grave e cronica, è possibile avviare il percorso per il riconoscimento dell'invalidità civile. Questo può dare accesso ai benefici previsti dalla Legge 104, come permessi e congedi aggiuntivi.

    L'assenza per malattia per depressione è retribuita?

    Sì, come per le altre patologie, il lavoratore dipendente in malattia per depressione ha diritto a un'indennità economica.

    Questa indennità è erogata in parte dall'INPS e in parte, a seconda del CCNL, integrata dal datore di lavoro. Le percentuali e la durata della retribuzione piena o ridotta sono specificate all'interno del proprio contratto collettivo.

    Hai bisogno di chiarimenti sulla malattia per depressione?

    Se desideri valutare la tua situazione specifica, puoi compilare il modulo che trovi qui sotto per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di malattia per depressione e tutela del posto di lavoro.

    Parla con un avvocato

    Richiedi una chiamata di confronto gratuita sul tema o leggi l'articolo