Affrontare un periodo di malattia legato a un'invalidità riconosciuta può generare dubbi e preoccupazioni riguardo alla sicurezza del proprio posto di lavoro. Se ti stai chiedendo quali sono le regole e le tutele che ti proteggono in questa situazione, in questo articolo troverai le risposte basate sulla normativa e sugli orientamenti della giurisprudenza.
Per avere da subito certezze e affrontare la situazione con la giusta preparazione, puoi compilare il modulo presente in cima a questa pagina e parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza nelle tutele lavorative legate a invalidità e malattia.
I giorni di malattia per invalidità contano nel periodo di comporto?
Sì, la regola generale prevede che le assenze per malattia dovute a patologie collegate allo stato di invalidità vengano sommate ai giorni di malattia ordinari.
Questo significa che, ai fini del calcolo del periodo di comporto - ovvero il limite massimo di assenze per malattia consentite prima che il datore di lavoro possa procedere al licenziamento - si tiene conto di entrambi i tipi di assenza.
Per conoscere la durata esatta del periodo di comporto è necessario fare riferimento a quanto stabilito dal proprio Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro - CCNL.
Un'azienda può licenziare un lavoratore invalido per superamento del comporto?
Il licenziamento non è automatico e non può essere una conseguenza diretta del superamento del periodo di comporto, se le assenze sono strettamente legate alla disabilità del lavoratore.
La Corte di Cassazione ha infatti stabilito un principio fondamentale: licenziare un lavoratore disabile per aver superato il comporto a causa di assenze connesse alla sua invalidità può configurare una discriminazione indiretta.
Prima di considerare risolto il rapporto di lavoro, l'azienda ha l'onere di dimostrare di aver valutato e adottato tutti gli "accomodamenti ragionevoli" possibili. Si tratta di soluzioni organizzative alternative - come un cambio di mansioni o una modifica dell'orario - volte a garantire la conservazione del posto di lavoro.
Solo se tali accomodamenti risultassero sproporzionati o impossibili da attuare, il datore di lavoro potrebbe procedere con il licenziamento.
Quali sono le assenze e le tutele che non rientrano nel comporto?
I lavoratori a cui è stata riconosciuta una riduzione della capacità lavorativa hanno a disposizione strumenti e tutele aggiuntive che non vengono conteggiati nel periodo di comporto ordinario.
I principali sono:
- Permessi Legge 104/92: i lavoratori a cui è stato riconosciuto un handicap in situazione di gravità possono usufruire di tre giorni di permesso mensile retribuito, che possono essere frazionati anche in ore.
- Congedo per cure: gli invalidi civili con una percentuale di invalidità riconosciuta superiore al 50% hanno diritto a un congedo straordinario di 30 giorni all'anno per sottoporsi a cure mediche connesse alla loro infermità. Questi giorni non si sommano ai giorni di malattia ordinaria.
Quali altri benefici ha un lavoratore con invalidità civile?
Oltre alle tutele specifiche che esulano dal calcolo del comporto, il lavoratore con invalidità civile può avere diritto ad altri benefici a seconda della sua situazione e del CCNL di riferimento.
Per una verifica dettagliata del proprio caso, è sempre consigliabile rivolgersi a un patronato o a un sindacato. Servizi come quelli offerti dal Patronato INCA o dal Patronato ACLI possono fornire assistenza specifica e aiutare a individuare la sede più vicina per un supporto diretto.
Anche in merito alla visita fiscale, esistono regole precise e possibili esoneri per chi è affetto da patologie legate all'invalidità, ma ogni situazione richiede una valutazione a sé.
Hai ancora dubbi su invalidità e periodo di comporto?
Se desideri valutare la tua situazione specifica e capire quali passi compiere per tutelare al meglio i tuoi diritti, puoi compilare il modulo che trovi qui sotto per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di rapporto di lavoro, invalidità e superamento del periodo di comporto.