Se lavori nel mondo della scuola e stai affrontando un periodo di assenza per motivi di salute, è naturale avere dubbi e preoccupazioni riguardo la conservazione del tuo posto di lavoro. In questo articolo troverai informazioni chiare e precise su quali malattie e tipologie di assenza non vengono conteggiate nel periodo di comporto.
Per affrontare la situazione con la massima sicurezza e fare chiarezza sulla tua posizione, puoi compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di diritto del lavoro scolastico.
Quali malattie sono escluse dal calcolo del periodo di comporto?
Nel comparto scuola, le assenze dovute a gravi patologie che richiedono terapie salvavita sono escluse dal calcolo del periodo di comporto.
Questo significa che i giorni di assenza legati a cure indispensabili per la vita, come ad esempio la chemioterapia o l'emodialisi, non si sommano alle altre assenze per malattia e non contribuiscono al raggiungimento del limite massimo di giorni consentiti.
Quali sono i giorni di assenza esclusi dal comporto nel dettaglio?
Per essere più specifici, la normativa e i contratti di settore prevedono che determinate giornate di assenza, se correttamente certificate, non rientrino nel computo del periodo di comporto.
Queste giornate non mettono a rischio la conservazione del posto. Le assenze escluse sono:
- Giorni di ricovero ospedaliero.
- Periodi di ricovero in Day Hospital o in regime di Macroattività.
- Giorni di assenza per sottoporsi a terapie e per i relativi effetti collaterali, a patto che siano certificati.
- Visite specialistiche di controllo e accertamenti ambulatoriali strettamente legati alla patologia grave.
- Giorni di assenza dovuti a un infortunio sul lavoro o per una causa di servizio.
- Assenze per malattia determinata da uno stato di gravidanza.
Per ottenere il riconoscimento di queste esclusioni, è fondamentale che il piano terapeutico e le relative certificazioni provengano da strutture sanitarie pubbliche o da quelle private accreditate.
Quali assenze rientrano invece nel periodo di comporto?
Tutte le assenze per malattia che non rientrano nelle categorie appena elencate vengono conteggiate nel periodo di comporto.
Si tratta delle classiche assenze per patologie comuni, come influenza, disturbi non legati a patologie gravi o infortuni sul lavoro, che contribuiscono al calcolo dei giorni massimi di assenza consentiti prima che il rapporto di lavoro possa essere messo a rischio.
Cosa succede se si superano i giorni di malattia previsti dal comporto?
Il superamento del periodo di comporto, ovvero il limite massimo di assenze per malattia consentite in un determinato arco temporale, può portare alla risoluzione del rapporto di lavoro.
È per questo motivo che distinguere tra assenze che rientrano nel calcolo e assenze che ne sono escluse è di fondamentale importanza per tutelare il proprio posto di lavoro.
Quando si azzera il periodo di comporto per malattia?
Le modalità con cui il periodo di comporto si calcola e si azzera sono definite dai Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro-CCNL di riferimento.
Generalmente il calcolo viene effettuato sommando le assenze avvenute in un determinato arco temporale, spesso un triennio. Per approfondire i riferimenti normativi e contrattuali specifici del settore, è utile consultare la guida dettagliata sul portale Orizzonte Scuola oppure il vademecum pubblicato su Pino Durante Scuola.
Il prericovero è considerato un giorno di malattia?
Il prericovero, se certificato e direttamente collegato a un successivo ricovero ospedaliero per una patologia grave, rientra nella logica delle assenze escluse dal comporto.
Trattandosi di accertamenti ambulatoriali legati a un evento - il ricovero - che è espressamente escluso dal calcolo, anche queste giornate non dovrebbero essere conteggiate, a condizione che la documentazione medica sia completa e chiara.
Hai bisogno di chiarezza sulle malattie escluse dal comporto scuola?
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