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    Mi hanno licenziato: cosa fare e quali diritti ho?

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    Ricevere una lettera di licenziamento è un evento che può generare ansia e incertezza. Se ti trovi in questa situazione, è fondamentale agire in modo tempestivo e informato per non perdere i tuoi diritti. In questo articolo troverai una guida chiara sui primi passi da compiere e sulle tutele previste dalla legge.

    Per affrontare la situazione con sicurezza e fare subito le scelte giuste, puoi compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di licenziamenti e diritto del lavoro.

    Cosa devo fare subito dopo essere stato licenziato?

    Le prime azioni da compiere sono cruciali e hanno scadenze precise che non possono essere ignorate. I due passaggi più urgenti sono l'impugnazione del licenziamento e la richiesta dell'indennità di disoccupazione.

    • Impugnare il licenziamento: Se ritieni che il licenziamento sia ingiusto o illegittimo, hai 60 giorni di tempo dalla data di ricezione della lettera per contestarlo. L'impugnazione deve essere fatta per iscritto, preferibilmente tramite PEC - Posta Elettronica Certificata - o con una raccomandata con ricevuta di ritorno.

    • Richiedere la NASpI: Hai diritto a un'indennità di disoccupazione, chiamata NASpI. La domanda deve essere presentata all'INPS entro 68 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro. Puoi farlo online sul sito dell'INPS, se hai SPID, CIE o CNS, oppure puoi farti assistere gratuitamente da un patronato.

    Per questi passaggi puoi rivolgerti a un sindacato o a un patronato, che potranno assisterti sia nella contestazione sia nella gestione della pratica NASpI.

    Che diritti ho se vengo licenziato?

    Oltre ai doveri legati alle scadenze, hai dei diritti precisi. Il diritto principale è quello di ricevere un sostegno economico mentre cerchi una nuova occupazione.

    Il sussidio più importante per chi viene licenziato è l'indennità di disoccupazione NASpI. L'importo e la durata di questo assegno dipendono dai contributi che hai versato negli ultimi anni.

    Inoltre, hai il diritto di verificare la correttezza della motivazione del licenziamento. Se la motivazione risulta infondata o illegittima, hai diritto a contestarla e, a seconda dei casi, a ottenere un reintegro nel posto di lavoro o un risarcimento economico.

    Per capire con esattezza a cosa hai diritto, è utile conoscere alcuni dettagli della tua situazione, come la motivazione scritta nella lettera, il numero di dipendenti dell'azienda e gli anni di contributi accumulati.

    Come si riceve la comunicazione di licenziamento?

    La legge prevede che il licenziamento debba essere comunicato in forma scritta. Riceverai una lettera, consegnata a mano o tramite raccomandata, in cui il datore di lavoro deve specificare le motivazioni che hanno portato alla sua decisione.

    La data in cui ricevi questa comunicazione è fondamentale, perché da quel giorno iniziano a decorrere i termini per impugnare il licenziamento.

    Quando vieni licenziato devi firmare la lettera?

    Non sei obbligato a firmare nulla. Tuttavia, spesso il datore di lavoro chiede una firma "per ricevuta" quando consegna la lettera a mano.

    Firmare "per ricevuta" non significa che accetti il licenziamento o le sue motivazioni. Serve solo a confermare che hai ricevuto la comunicazione in quella data. Se hai dubbi, puoi aggiungere accanto alla tua firma la dicitura "per ricevuta e non per accettazione".

    Quali sono le principali motivazioni di un licenziamento?

    È importante capire la motivazione indicata nella lettera, perché da questa dipendono le tue possibilità di contestazione. Le cause principali sono:

    • Giusta causa: Si verifica in caso di mancanze talmente gravi da non consentire la prosecuzione del rapporto di lavoro, neanche per un giorno. Il licenziamento è immediato, senza preavviso.

    • Giustificato motivo soggettivo: È legato a un notevole inadempimento dei tuoi obblighi contrattuali, ma meno grave della giusta causa. In questo caso, il datore di lavoro è tenuto a rispettare un periodo di preavviso.

    • Giustificato motivo oggettivo: Dipende da ragioni economiche, produttive o organizzative dell'azienda, come una crisi aziendale o la soppressione del tuo ruolo. Anche in questo caso è previsto il preavviso.

    Cos'è il licenziamento silenzioso o quiet firing?

    Il "quiet firing" o licenziamento silenzioso non è un licenziamento formale. Si tratta di un insieme di comportamenti messi in atto dal datore di lavoro per spingere il dipendente a dare le dimissioni volontarie.

    Questi comportamenti possono includere l'esclusione da riunioni importanti, la mancata assegnazione di aumenti o promozioni meritate o l'assegnazione di compiti dequalificanti. Sebbene non sia un licenziamento vero e proprio, può costituire una forma di mobbing o demansionamento.

    Come reagire a un licenziamento in modo costruttivo?

    Reagire nel modo giusto è fondamentale per tutelare i tuoi interessi senza compromettere la situazione.

    • Mantieni la calma ed evita reazioni impulsive al momento della comunicazione.
    • Leggi attentamente la lettera di licenziamento e la motivazione indicata.
    • Raccogli tutta la documentazione utile, come il contratto di lavoro, le ultime buste paga e la lettera stessa.
    • Agisci entro le scadenze previste dalla legge per non perdere i tuoi diritti.

    Hai ancora dubbi su cosa fare dopo il licenziamento?

    Se desideri valutare la tua situazione specifica e capire quali passi intraprendere, puoi compilare il modulo che trovi qui sotto per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza nelle procedure di licenziamento e nella tutela dei diritti dei lavoratori.

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